Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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248.
LA PENITENZA - V

«Su, venite e discutiamo» dice il Signore. «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato» (Is 1,18-20).

1° La Confessione è l’accusa dei peccati fatta al Sacerdote per averne l’assoluzione e la penitenza. È obbligo confessare tutti i peccati gravi. È cosa libera, ma buona e salutare, confessare almeno i principali peccati veniali deliberati. Il confessore è giudice; per questo deve conoscere le colpe nella loro realtà, le disposizioni del penitente, se possa concedere l’assoluzione; | i mezzi e le condizioni da stabilire per l’assoluzione e l’emendazione.
Viene data una conveniente riparazione a Dio. Il peccato è atto di superbia e di disobbedienza: l’accusa sincera è una umiliazione, giacché il penitente si umilia riconoscendo il suo fallo e si sottomette al Ministro di Dio. E Dio «non rigetta il cuore contrito ed umiliato» (Sal 51/50,19).
S. Ambrogio, ascoltando le confessioni dei penitenti, talvolta piangeva dirottamente; così che essi venivano pure mossi alle lacrime.

2° La Confessione dà pace e sicurezza; e tanto più profonda quanto più grande fu l’umiliazione e la contrizione. Il penitente, da solo, potrebbe sempre dubitare delle sue disposizioni: il giudizio invece del Sacerdote, Ministro di Dio, lo assicura; l’assoluzione è pegno di perdono.
La Confessione tiene lontano dal peccato. Chi spesso si esamina per confessarsi, conosce le occasioni, i mezzi, le tentazioni, gli obblighi, e diviene più saggio e prudente per il futuro.
La Confessione è grande mezzo di perfezionamento. In essa il Sacerdote è amico, guida, padre. Come ad un amico, si confida ogni segreto, ogni tendenza, debolezza, grazia, sotto segreto e con sicurezza di ottenere una parola a nome di Dio. Come guida, egli è direttore spirituale per la vita spirituale di ognuno in particolare, per l’acquisto della virtù. Quando S. Paolo domandò al Signore cosa dovesse fare, sentì rispondersi: | «Alzati ed entra in Damasco, e lì ti diranno ciò che devi fare» (At 9,6). Come padre, è di grande aiuto per la perseveranza, e di grande incoraggiamento nel momento di sconforto.

3° La Confessione ha pure molti vantaggi sociali. II Confessore inculca l’osservanza di tutte le leggi divine e umane, nell’interesse della famiglia, della società civile e della Chiesa. Compone dissidi, impone restituzioni, previene e toglie scandali; essa è legge uguale per tutti e innanzi al Sacerdote tutti siamo dei semplici penitenti.
«Innanzi a te, o Signore, portiamo le nostre colpe e le piaghe ricevute. Se pensiamo al male fatto, è molto meno quello che soffriamo; è molto maggiore ciò che offriamo» (S. Agostino).

Esame. –
La mia accusa fu sempre integra? Sincera? Fatta a voce? Vera? Ho detto anche il numero, la specie e le circostanze che mutano la specie del peccato? Devo forse rimediare a qualche confessione?

Proposito. –
Nell’accusa dei miei peccati confesserò prima i più gravi ed umilianti.

Preghiera. – Dura cosa è l’accusa delle mie colpe, specialmente se interne ed umilianti: ma io l’accetto volentieri per fare almeno qualche penitenza. Desidero che il Confessore possa leggere nell’anima mia, vorrei manifestarmi come sono innanzi a Dio; e come egli mi farà conoscere in tutta la gravità, numero, e conseguenza i miei | peccati. Che sarebbe di me al giudizio universale, se oltre al peccato venisse pubblicato l’inganno fatto in confessionale al cospetto del mondo intero? Non è stolto il malato che nasconde la sua infermità? Maria, rifugio dei peccatori, abbiate pietà di me!
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