Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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14.
IL TEMPO

«Ricordati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni tristi e giungano gli anni di cui dovrai dire: Non ci provo alcun gusto, prima che si oscuri il sole, la luce, la luna e le stelle e ritornino le nubi dopo la pioggia» (Qo 12,1-2).

1° Il tempo34 è il tesoro più grande che concede il Signore all’uomo. Non vi è somma che | paghi il tempo. S. Bernardo dice che il tempo vale quanto Dio; poiché nel tempo si può acquistare o perdere la grazia, il Paradiso, Dio. Solo in questa vita vi è questo tesoro. Nel tempo si ricevono tutte le grazie; e i Santi col buon uso del tempo si sono arricchiti di meriti: i cattivi si sono perduti irrimediabilmente. In morte si desidererà un po’ di tempo per sistemare i conti dell’anima, ma più non sarà dato; né sarà concesso un minuto di tempo nell’inferno per un atto di dolore; né in cielo si avrà altro tempo per accrescere la eterna gloria. «Viene la notte quando nessuno può operare» (Gv 9,4).

2° Niente è più prezioso del tempo; ma di nulla si fa tanto sciupio. Ore, giornate, anni, periodi interi della vita che si perdono senza profitto per l’eternità.35 «Passano i giorni della salute e nessuno riflette che il giorno passa e non ritorna più» (S. Bernardo).
Il tempo si perde quando lo si impiega nel peccare; allora questo tesoro si spende per guadagnare dolori e pene eterne. Il tempo si perde quando non si fa nulla per l’eternità; vi è chi vive oziosamente, in chiacchiere inutili, in divertimenti e in spassi eccessivi.
Il tempo si perde quando non si opera per il Paradiso, ma solo per la vita presente, per l’onore, per le curiosità, per i guadagni temporali.

3° Vi ringrazio, o Signore, del grande talento del tempo che mi avete dato finora; ed anche di quello che ancora mi darete. Ma nella | vostra misericordia aggiungete grazia a grazia: che io impieghi tutto il tempo per voi e per l’anima, compiendo la vostra amabilissima volontà.

Esame. –
Ho forse sprecato qualche parte del grande tesoro del tempo nel peccare? Come impiego le mie giornate? Nel fare del bene? Opero in grazia di Dio? Con retta intenzione?

Proposito. –
Ogni sera mi chiederò: la mia giornata è stata piena?

Preghiera. – Ricordo, o mio Dio, il vostro avviso: «Non ti privare di una buona giornata e dell’ottimo dono; non sprecare neppure una particella».36 E l’altro invito: «Tutto quello che puoi fare coi tuoi mezzi, fallo presto; perché né attività, né pensiero, né sapienza, né scienza ha luogo nella regione dei morti, dove tu corri».37 Medito pure quanto scrisse S. Girolamo a riguardo di San Paolo: «Paolo, chiamato ultimo all’apostolato, fu il primo nei meriti; perché lavorò più di tutti». Non vi chiedo una vita lunga ma intensa per opere buone.
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34 Per questo tema, cf DF, p. 32, e la magna charta del tempo che è il “Patto”: «Segreto di riuscita» composto e commentato da Don Giacomo Alberione, a cura di A. Colacrai e S. M. De Blasio, Ed. Archivio Storico Generale della Famiglia Paolina, Roma 2000

5 , pp. 31.

35 DF, p. 33: «Non perderne; nel far male, o cose inutili, o cose senza merito, o affannosamente. Usarlo facendo bene, con ordine, e con retta intenzione».

36 Cf Sir 14,14.

37 Qo 9,10.