Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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64.
GESÙ REDENTORE

«Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù» (Ef 2,4-7).

1° L’uomo aveva peccato per aver trasgredito la legge di Dio. La sua disobbedienza ci rese tutti peccatori: ci mise in uno stato che non era quello voluto da Dio e nel quale l’uomo era stato creato da Dio. Poiché Adamo era capo del genere umano.
Gesù Cristo redense l’uomo con l’obbedienza: «Fattosi obbediente fino alla morte e alla morte di Croce» (Fil 2,8-9). La sua obbedienza ci rimise nello stato in cui Dio ci voleva. Egli è il capo degli eletti.

2° La Redenzione è predetta dal profeta Isaia. Gesù Cristo è chiamato il servo di Dio, «servus Domini»164 che salverà il suo popolo con l’umile obbedienza, la passione e la morte ignominiosa.
Narra165 le sue umiliazioni: «Egli non ha bellezza né splendore, l’abbiamo veduto: l’aspetto non era bello... Disprezzato, l’ultimo degli uomini, l’uomo dei dolori, assuefatto al patire, teneva nascosto il volto, era vilipeso, e non ne facemmo alcun conto» (Is 53,2-3).
Ne descrive i dolori e la causa di essi, cioè i peccati degli uomini: «Veramente Egli ha preso sopra di Sé i nostri mali! ha portato i nostri dolori; e noi L’abbiamo guardato come un lebbroso, come un percosso da Dio ed umiliato. Egli poi fu piagato per le nostre iniquità, | fu trafitto per le nostre scelleratezze! Piombò sopra di lui il castigo che ci ridona la pace; per le sue lividure siamo stati sanati» (Is 53,4-5).
Predice la sua morte accettata spontaneamente: «È stato sacrificato, perché l’ha voluto; non ha aperto bocca, come pecorella sarà condotto ad essere ucciso; come agnello muto dinanzi a chi lo tosa, egli non aprirà bocca. Egli è stato reciso dalla terra dei viventi; L’ho percosso per i peccati del mio popolo» (Is 53,7-8).
Infine espone il frutto delle sue sofferenze, cioè la salvezza nostra ed il suo trionfo: «Ma quando avrà dato la sua vita in sacrificio di espiazione vedrà una lunga posterità; ed i voleri di Dio avranno buon successo nelle sue mani. Con la sua dottrina Egli, il Giusto e mio servo, giustificherà molti; e ne prenderà sopra di sé le iniquità. Per questo gli darò una grande moltitudine» (Is 53,10-12).

3° Gesù: «Venne a salvare chi si era perduto» (Mt 18,11). Spiegò ai discepoli «che era necessario che egli patisse, morisse e risorgesse il terzo giorno» (Mt 16,21). Era infatti nato per dare la vita in salvezza di molti. E ai discepoli di Emmaus ricordò: «Non era forse necessario che il Cristo così soffrisse per arrivare alla sua gloria?» (Lc 24,26). S. Pietro dice: «Cristo morì per i nostri peccati; egli giusto per gli ingiusti» (1Pt 3,18).

Esame. –
Medito quanto sono costato a | Gesù Cristo? Sento amore e riconoscenza per chi mi salvò dall’eterna morte? Ho divozione al Crocifisso?

Proposito. –
Considererò spesso le parole di San Paolo: «Io vi ho insegnato quanto avevo appreso: che cioè Gesù Cristo è morto per i nostri peccati, secondo insegnano le Scritture» (1Cor 15,3).

Preghiera. – Gesù, voi siete il Buon Pastore disceso dal cielo per cercare la pecorella smarrita; e come Buon Pastore avete dato la vita per le pecorelle: voi siete il Padre che riabilitò e restituì nel primitivo onore il figliuol prodigo. Voi avete operato come la donna evangelica, che, perduta la dramma, la ricercò con grande cura, finché l’ebbe ritrovata.166 Sia lode a Gesù Cristo. Sia lode al Salvatore.
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164 “Servo del Signore”: titolo attribuito inizialmente a Mosè (Dt 34,5), quindi ad alcuni profeti, figure che preannunciavano Gesù, il Messia che realizza nella pienezza del tempo l’opera della redenzione.

165 Il soggetto della proposizione, come delle seguenti, è sempre il profeta Isaia.

166 Cf Lc 15,8-9.