Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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CIRCOLARE 211

Indica lo scopo del «Mese a san Paolo». Paolo è per la Famiglia Paolina «maestro, modello, provveditore».

MESE A SAN PAOLO

Passare un mese ad onore di S. Paolo significa compiere tre ossequi:
1. Meditare S. Paolo, la sua dottrina, i suoi esempi.
2. Imitare S. Paolo in quelle virtù che in modo speciale riconosciamo necessarie.
3. In modo speciale pregare S. Paolo, confidando nella sua potente intercessione. Pregarlo prima per la nostra santificazione e poi per l'Apostolato.
Vi è il libro che porta il titolo: «Un mese a San Paolo»463. Riassume le meditazioni che abbiamo fatto la prima volta che si è celebrato, in forma un po’ solenne, e tutti insieme, la novena non solo, ma il mese intero a S. Paolo. Quel libro è bene che venga letto. Vi è per ogni giorno una breve meditazione e segue il frutto da ricavare e la domanda da presentare a S. Paolo.
In S. Paolo noi dobbiamo guardare tre cose:

1. IL MAESTRO. Egli si chiama il «Maestro delle genti». Perché Gesù l'aveva detto: «L'ho eletto come un vaso pieno di grazia, affinché predichi il mio nome ai Gentili, al mondo intero»464. E S. Paolo, ancorché sia passato al premio eterno, non ha scancellato la sua missione di essere, cioè, in modo speciale, il Maestro delle genti.
Egli è stato il più fedele e il più profondo interprete del Vangelo di Gesù Cristo. E sta bene la Gloria465 come fu scolpita in Casa Madre: S. Paolo, il quale ha attorno a sé i suoi devoti: S. Timoteo, S. Tito, S. Giovanni Crisostomo, S. Tecla. E a tutti
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indica il Maestro divino, perché questa è stata la sua missione: applicare i principi, gli insegnamenti del Vangelo ai bisogni dei suoi tempi e secondo la missione che a lui era stata affidata, cioè: «come Pietro per gli Ebrei, così io per il mondo pagano466. Questa parte, questa missione mi è stata consegnata»467. E la compì fino alla fine. E volle morire nel centro della Gentilità, poiché fu disposizione della Provvidenza che Egli venisse a chiudere i suoi giorni, con il martirio, a Roma, dove nello stesso giorno offrì pure la sua vita l'apostolo San Pietro.
La sua vita è un insegnamento, un insegnamento vivo e palpitante, specialmente per chi ha da scrivere e per chi ha da fare altri studi. Insegnamento vivo e palpitante: le Lettere. Anche per questo Egli fu scelto a protettore della Congregazione.

2. S. Paolo è il nostro MODELLO. Egli dice: «Imitate me, come io imito Gesù Cristo»468. Egli si propone come esempio, però non un esempio assoluto, ma nella forma, nel modo in cui Egli imitava Gesù Cristo, il quale è veramente l'esempio assoluto di ogni perfezione. Ecco, Egli dice: «Mi sono fatto forma per voi»469. - Che cosa vuol dire «forma»? Quando voi avete composto un libro e lo avete impaginato mettete la «forma» in macchina. E vuol dire che su quella forma, su quella composizione si devono stampare le copie. Egli è la forma, su Lui devono
«stamparsi» i Paolini, le Paoline, tutti secondo questa divina forma. E’ per noi grazia: il Signore ci propone e ci mette davanti questo modello: «Conformatevi al vostro Padre, cioè siate stampati sulla medesima forma». Anche quando si ha da fare la statua di S. Paolo, prima si fa la forma e poi si inietta nella forma il cemento, o il gesso. Consideriamo S. Paolo come nostra «forma». E forma di ogni virtù ed è forma dell'apostolato. Imitare le sue virtù nell'apostolato, oltre che nella nostra vita privata.

3. S. Paolo è il PROVVEDITORE. Si chiama anche «economo», economo spirituale, economo celeste. Egli chiederà le grazie
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a noi necessarie, alla Vergine benedetta, alla Regina degli Apostoli. Le chiede a Gesù, vede i bisogni di ognuno e a ognuno pensa. Ci guarda tutti, penetra nelle nostre menti, nei nostri cuori. Pensi ognuno quale sguardo penetrante aveva S. Paolo. E ora il suo sguardo è immensamente più penetrante nelle nostre anime, delle quali sa lo stato; nelle nostre menti di cui sa i pensieri; nei nostri cuori di cui conosce i bisogni. Egli che era sensibile a tutti i bisogni dei suoi figli. Voler diventare figli di S. Paolo come lo erano: Timoteo, Luca, Tito, ecc. I suoi figli diventarono santi e apostoli e furono felici di accompagnarlo nei vari viaggi di peregrinazione, quando potevano essere scelti e potevano consacrarsi a tale ministero.

In questo mese quindi:
1) Leggere la vita o le lettere di S. Paolo; istruirsi.
2) Proporci di praticare quella virtù che più ci sta a cuore sopra l'esempio di questo Padre.
3) Ogni giorno l'ossequio della nostra preghiera.
Ciascuno pensi quale grazia desidera ottenere da S. Paolo in questo mese, pensi con quale confidenza e con quale intimità S. Timoteo ricorreva a S. Paolo. Che possiamo avere altrettanta confidenza e intimità!

Primo Maestro

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211. St. In RA, maggio (1954)1-2.
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463 G.D.P.H., Un Mese a San Paolo, Figlie di San Paolo, Alba 1941. La prima volta in cui il mese fu celebrato in forma solenne pare fosse nel 1925, anno in cui fu stampato il libro a cui si fa cenno.

464 Cf At 9,15s.

465 E' la grande pala marmorea dell'abside nel tempio a san Paolo in Alba.

466 Cf Gal 2,8.

467 1Cor 9,17.

468 Cf 1Cor 11,l.

469 Cf 1Ts 4,1. Questo concetto di «forma» è una costante che conosce ulteriori sviluppi (cf Mentalità Paolina, in RA, novembre (1954)8 e in CISP, p. 1151).