Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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CIRCOLARE 123

Considera il corpo come mezzo di santificazione. Dà norme di carattere ascetico, igienico-sanitario per usare bene il corpo e favorire lo sviluppo spirituale accanto a quello fisico.

IL CORPO, MEZZO DI SANTIFICAZIONE

1) Il corpo è il compagno dell'anima nel lavoro spirituale, nell'apostolato, nei meriti e nella gloria celeste dopo la purificazione del sepolcro.
2) Appartiene a Dio per tre motivi: esso fu plasmato dalle mani di Dio in modo mirabile; esso è tempio della SS. Trinità per chi vive in grazia; esso viene offerto al Signore interamente nella professione religiosa.
3) E’ dovere averne cura, cristianamente e religiosamente, come della pisside, tanto più che per l'apostolato l'anima irradia Gesù Via Verità e Vita, attraverso il corpo.
4) Prolungarne l'esistenza; trattarlo e tenerlo docile come un buon figliuolo; adoperarlo come il primo, essenziale e personale cooperatore dell'anima, nell'opera della santificazione e dell'apostolato.
5) Nei sacramenti Dio lo consacra; nell'Eucaristia Gesù Cristo ne prende possesso; la Chiesa ne ha cura durante la vita e dopo la morte; per la risurrezione finale acquisterà splendore, impassibilità, sottigliezza, leggerezza, immortalità; la Chiesa riveste le religiose di un abito che simboleggia e custodisce le virtù.
6) Avrai cura di sviluppare, nutrire, vestire convenientemente, per gloria di Dio e pace degli uomini, il tuo corpo; prevenirne i mali, dargli il necessario riposo, usare le norme igieniche comuni, curare le malattie.
7) Per la salute fisica fa prima una cura spirituale: mortificazione religiosa dei sensi; innocenza di anima; consacrazione
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mariana a Gesù Cristo del tuo corpo; considera le fatiche, l'indebolimento progressivo degli organi e le infermità fisiche, come occasione di meriti, di apostolato della sofferenza, e come via per uniformarci a Gesù Crocifisso; accettazione della morte, penitenza dei peccati.
8) Con la cucina ben fatta, unitamente a tutte le altre cose, si può prolungare la vita e l'apostolato; il benessere dell'Istituto; la santificazione, la gioia religiosa ne guadagneranno. Una infermiera intelligente e caritatevole è una benedizione per una casa.
9) In ogni Istituto occorre attendere alla perfezione secondo il proprio spirito: chiedete dunque al Signore buona salute per attendere all'apostolato vostro. E’ diverso lo spirito di una Suora di vita contemplativa, da quello di una Suora dedicata anche all'apostolato.
10) La Madre, Maestra e Regina nostra è salute degli infermi, la consolatrice dei sofferenti, la speranza e la porta del cielo. Il suo corpo purissimo è già glorificato, con la sua santissima anima in cielo, dove ci attende.

Sac. Alberione

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123. Ms e St. Il Ms è redatto su tre foglietti di notes (11,5x14,6) Non ha titolo; stesura scorrevole con qualche cancellatura. St in VN, aprile (1947)1-2. L'articoletto viene ristampato in RA, novembre (1957)1.