Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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9. VIVERE CON MARIA1



Il mese di maggio si conclude con la festa di Maria Regina. Maggio è stato tutto una solennità, una festività ad onore di Maria. Belle funzioni, bei canti, bei fioretti. Ora si tratta di fare tre cose per la conclusione: primo, raccogliere nel vostro spirito, nel vostro cuore i fioretti che lungo il mese si sono fatti e offerti a Maria, farne come un bel mazzo, trentun fiori da presentare a Maria come figli devoti, in attestazione del nostro amore alla madre.
Secondo, sollecitare più insistentemente, instantius, quelle grazie che già abbiamo chieste nel corso del mese, quelle particolarmente che ci stanno a cuore e quelle che forse non ci stanno abbastanza a cuore, cioè la santità, lo spirito paolino, le grazie che Maria conosce più necessarie per la nostra anima. La madre vede sempre meglio del bambino quello che è necessario per lui, quale cibo deve prendere, quali medicine. Affidiamoci a Maria: Guardaci, esaudiscici, dà a noi quello che, nel tuo cuore di madre, vedi più utile per le nostre anime, per la nostra vita.
E terza cosa, i propositi per tutto l’anno, poiché maggio non deve finire, maggio è un principio, non una fine. È un principio, in quanto nel mese abbiamo continuato a conoscere, meditare meglio Maria e abbiamo imparato ad amarla di più, abbiamo anche proposto di seguirla e imitarla. Raccogliere i frutti di sapienza, di amore, di devozione per conservarli negli altri undici mesi, fino al maggio del 1961, se avremo la grazia di arrivarci.
Alcuni pensieri. Primo, lo suggerisce il Vangelo che abbiamo meditato due domeniche fa, e cioè le parole che Gesù dice: «Sono uscito dal Padre, exivi a Patre, veni in mundum, sono venuto nel mondo; et iterum relinquo mundum et vado
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ad Patrem, sono uscito dal Padre, sono venuto sulla terra a fare una missione, ora lascio il mondo, ritorno al Padre2. La vita di Gesù è tutta una via. Ognuno di noi può dire: Sono uscito dalle mani creatrici, dal Padre celeste, la mia anima è fatta da lui, dalla sua onnipotenza, dalla sua bontà. Sono venuto nel mondo a fare qualcosa, cioè una missione, quella che è nella volontà del Padre celeste, secondo i disegni che Dio creandomi aveva su di me. Come Gesù. E poi ritorno al Padre, cioè fra non molto io partirò, relinquo mundum e ritornerò a Dio da cui venni.
Sono entrata nel mondo con doni di natura e conseguentemente di grazia nel Battesimo, con la missione da compiere, con dei talenti che il Signore mi ha fornito, perché io la compissi nella sua volontà, tanto sapiente e tanto misericordiosa. «Veni in mundum…», ora sono nel mondo e ho una missione da compiere. Sono come a una prova: se io compirò bene il volere del Padre, cioè farò ciò che lui vuole, non quello che voglio io: «Non sicut ego volo, sed sicut tu, Pater»3, alla fine ritornerò al Padre. Se ho ben speso i talenti, allora arriverò carico di meriti, perché i doni di natura e di grazia saranno cambiati in merito. Cioè se spesi bene, sono serviti ad acquistare il merito, la gloria eterna. Ritorniamo a Dio! Un giorno dovremo presentarci al Signore e dire quello che abbiamo fatto, e fortunati noi se diremo: «Mi hai dato cinque talenti; ne ho guadagnati altri cinque, eccomi! E si sentirà la parola …4.
E Gesù, compiuta bene la sua missione: Sedet ad dexteram Dei Patris: Siede alla destra del Padre5, il posto meritato perché ha adempiuto il volere del Padre fino all’ultimo: «Usque ad mortem, mortem crucis6. E noi? Noi saremo attorno a Dio, cioè vicino a Gesù, là in adorazione della santissima Trinità, nel gaudio eterno. Ma chi non avesse compiuto il volere di Dio, e invece ha compiuto il proprio, che cosa potrebbe domandare a Dio?
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Ecco, siamo nel mondo! Gesù nel compiere la sua missione, durante il corso di tutta la sua vita temporale, è stato con Maria dal momento in cui «Verbum caro factum est»7, la nascita là nella grotta. Gesù, Giuseppe e Maria in quella grotta, e Maria lo assistette ogni momento, fino a quando raccolse il suo ultimo respiro: «In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum»8; «Inclinato capite, emisit spiritum9.
Bambinello, durante l’esilio in Egitto, nel ritorno in Palestina, visse la fanciullezza, la gioventù, la virilità, l’inizio del ministero pubblico, e durante il ministero pubblico i giorni tremendi dell’ultima settimana che sono tutti una settimana di amore e di dolore, Maria presente. Maria che consola il Figlio crocifisso con la sua presenza: Stabat Mater dolorosa10.... È ancora Maria che accoglie tra le sue braccia la salma del Figlio e l’accompagna al sepolcro.
Volete compiere bene la vostra missione? Vogliamo compierla tutti? Con Maria! Gesù è la via. Ha fatto così, facciamo anche noi così: con Maria e per Maria e in Maria. Fortunato chi si accompagna con Maria durante tutta la vita! Quando abbiamo ricevuto il Battesimo, Maria è diventata la nostra madre in senso soprannaturale, in quanto la grazia è passata da lei e lei ne è la distributrice. È intervenuta quando noi abbiamo ricevuto il Battesimo: figli di Maria! Allora con Maria sempre! Non un giorno, non durante un cantico, una lode, ma la vita con Maria! La consacrazione a Maria, dopo che magari l’abbiamo eletta solennemente a madre. Maria ha cura del bambino quando comincia ad aprire la sua ragione, verso i sette anni. Oh, fortunato chi, quando era bambino, fu consacrato dalla sua mamma alla Mamma celeste11! Forse anche voi appena nati avete avuto questa fortuna, Maria è diventata la madre vostra
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per questa offerta, quando la mamma naturale vi ha offerto alla Madre celeste.
Allora i segni di vocazione si manifestano presto! Quando si arriva ai sette, otto, nove anni si ha un certo orrore per il peccato, si ha la tendenza a invocare Maria, le preghiere alla Madonna si imparano prima, si ripetono. Maria ti accompagna ai dodici, ai quindici anni e avanti, Maria non ti lascerà che nel momento in cui prenderà la tua anima e la porterà al Figlio di Dio, al Figlio suo, perché tu abbia il premio eterno. Negli studi, nell’apostolato, nelle relazioni, nella vita quotidiana, poi nella vita religiosa e nella vita che il Signore assegna ad ognuno, sacerdotale o religiosa, Maria sia sempre al fianco. Non cerchiamo un’altra via! La via a Gesù è Maria, e noi non possiamo indovinare una strada migliore per la nostra santificazione e salvezza che quella tenuta da Gesù: vivere con Maria. E sta bene quello che mi ha risposto, una volta, un nostro figliolo quando gli ho detto di essere più buono, perché era il mese di maggio. E mi ha risposto: Per me il mese di maggio dura tutto l’anno, dodici mesi, io sono sempre con Maria. Il mese mariano dura dodici mesi per me!.
È così che abbiamo fatto finora? L’abbiamo sentita vicina a noi questa madre? Abbiamo pregato con lei? Abbiamo studiato con lei? Abbiamo ricevuto i sacramenti con lei, con le sue intenzioni? Abbiamo imparato quello che riguarda la religione, cominciando dal catechismo e poi la vita religiosa, ecc., con lei? Le nostre giornate sono sotto lo sguardo di Maria? Ecco, se tu ti tieni davanti l’immagine della Madonna e di tanto in tanto le dai uno sguardo e, se vuoi, aggiungi anche brevemente soltanto il pensiero, se non le parole: Sub tuum praesidium confugimus, Maria. Il diavolo viene a tentare: Sub tuum praesidium confugimus!12. Ci può essere la tentazione che riguarda un atto momentaneo, ci può essere una tentazione che riguarda la vita intera: l’errore, lo sbaglio di strada, la deviazione, perché sempre ci stanno attorno le lusinghe del mondo, sentiamo dentro le lusinghe della carne, e di più, avvertiamo il nemico
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della nostra salute: Maria, vieni, calpesta la testa del serpente, il momento è brutto!. Così diceva un santo sacerdote quando un giorno venne accompagnato da altri per un breve viaggio, passando vicino a un pilone: Ecco, da ragazzo ho avuto qui una grande tentazione, ma ho pregato Maria e ho vinto. E quella vittoria lo ha rafforzato così che poi la sua vita è andata avanti sempre migliorando, fino a raggiungere un grado ben distinto di virtù per compiere un apostolato larghissimo di grande bene a molte anime.
Vi sono i devoti di Maria che però hanno ancora una devozione insufficiente: qualche preghiera, una devozione soltanto interessata, magari un po’ ipocrita e incostante. E vi sono quelli che hanno la vera devozione a Maria, che consiste nel conoscerla, amarla e seguirla, cioè imitarla e zelarla, pregandola sempre. Tutti e quattro sono gli elementi della devozione a Maria: conoscerla, amarla, pregarla e zelarne il culto, l’amore! Ho sentito anche che alcuni fanciulletti durante la ricreazione ricordavano Maria al compagno, e con un certo garbo ripetevano un pensiero su Maria, magari quello che avevano udito nella meditazione.
Zelo! Quando stampate i bei libri sulla Madonna, è tutto zelo! Quei caratteri che si mettono insieme, quei fogli che si piegano, che si fanno passare in macchina e quel libro che si spedisce… è zelo! Siate apostoli di Maria! In Giappone ho visto un Istituto che in Italia non ha grande fortuna, per adesso, ma là si sviluppa, con un fervore e un successo che non hanno altri Istituti. Ma come? Che cosa avete di speciale voi, che in Italia non vi distinguete tanto?. Abbiamo cominciato con l’Immacolata Maria e continuiamo con lei. E il loro periodico, quando ero là, stampava già trentamila copie. La Madonna Immacolata conquistava quegli uomini, quei pagani, anche i migliori, che appena appena potevano avere avuto una luce e una cognizione di Maria assai vaga. Zelare Maria!
La devozione cresca gradatamente. Se arrivate alla devozione perfetta, insegnata da S. Luigi Grignion de Montfort13 e
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completata, come deve essere completata da noi, la consacrazione a Maria14 vi preparerà alla professione a Dio. Si passa per Maria per arrivare a Gesù. Aspirate a questo! Chiedete che vi sia spiegata. Leggete il libro che la spiega, ne sono state fatte varie edizioni fin dall’inizio dell’Istituto. Questa è La vita di unione con Maria15, che stabilisce il giovane nella via seguita da Gesù: con Maria, da Maria, per Maria, in Maria.
Adesso raccolgo tutti i vostri desideri, le vostre aspirazioni per presentarli a Gesù nella Messa, tutti assieme. Che noi possiamo condurre la nostra vita accanto, insieme e sotto il manto di Maria. Maria, il primo pensiero al mattino, Maria, il pensiero con cui si chiude la giornata, Maria ogni giorno dell’anno, Maria finché la chiameremo in punto di morte: Possa chiamarti e poi morir16. Ma la vita non finisce lì, perché incomincia la vera vita, l’eternità felice, la vita del gaudio eterno.
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1 Meditazione tenuta a Roma [Cripta] alla Famiglia Paolina il 31 maggio 1960. Trascrizione da nastro: A6/an 80a = ac 134b.

2 Cf Gv 16,28.

3 Cf Mt 26,39: «Però non come voglio io, ma come vuoi tu».

4 Cf Mt 25,20-21.

5 Cf Credo Niceno-Costantinopolitano.

6 Cf Fil 2,8: «…fino alla morte e a una morte di croce».

7 Cf Gv 1,14: «Il Verbo si fece carne…».

8 Cf Lc 23,46: «Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito».

9 Cf Gv 19,30: «Chinato il capo, consegnò lo spirito».

10 Stava la Madre addolorata. Parole iniziali dello Stabat Mater. sequenza liturgica in onore della Beata Vergine Maria Addolorata. Quasi certamente ne è autore il francescano Jacopone da Todi (m. 1306).

11 Don Alberione, in modo anonimo, allude a quanto sua madre fece per lui. Cf Giuseppe Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione. Un uomo un’idea, Società San Paolo, Roma 1991, pp. 54-55.

12 Cf Sotto la tua protezione è la più antica antifona mariana risalente al III secolo.

13 Luigi M. Grignion de Montfort (1673-1716), fondatore delle Figlie della Divina Sapienza e dei Missionari della Compagnia di Maria, detti Monfortani.

14 Cf Luigi M. Grignion de Montfort Trattato della vera devozione alla santa Vergine, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1987, IV ed., pp. 217-218.

15 Cf Emilio Neubert, La vita di unione con Maria, Società S. Paolo, Catania 1956.

16 Lode popolare mariana del tempo che iniziava così: Maria, che dolci affetti nel salutarti io sento.