Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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15 gennaio 1923, Roma.

Don Giacomo Alberione aggiorna la comunità di Alba circa gli scarsi progressi della pratica per il riconoscimento della Pia Società San Paolo come congregazione di diritto diocesano e la invita a inviare una copia della rivista «Unione Cooperatori Buona Stampa» ai vescovi spagnoli e latinoamericani.

I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)

Roma, 15 gennaio 1923

Carissimi, oggi nulla di essenzialea si è fatto. Tutti sono stati occupati a festeggiare s(an) Mauro, essendo cheb Mauro si chiama l’ab(ate) Serafini[1]. Buone persone aiutano: e in modo speciale si vede bene che il campo fu già ben lavorato dal m(onsignor) Mioni[2] e servono le sue indicazioni datemi. Speriamo e preghiamo per domani. Stasera aspetto il sig(nor) Giovanni[3]. Se il cooperatori[4]porteràc l’elenco delle indulgenze, vedere di spedirne una copia ai vescovi della Spagna e America del Sud cui si è scritto[5]. Credo però che prima di pubblicarle si debbano portare in Curia[6] per ild visto. | Se non si tratta di telegrammi, sarà meglio non spedirmi nulla qui, per ora: pare che si possa ritornare presto, sebbene non ancora certoe. Un gran bisogno della misericordia di Dio, ecco tutto ciò che si può dire di certo per adesso. Ciò che è buono o presto o tardi si approverà, certamente: lo approva il Signore e lo farà approvare anche dagli uomini. Oggi da Mussolini[7]!f Fa approvare il catechismo nelle scuole[8]. Nelle mani di Dio tutto può diventare suo strumento di bene. Ma bisogna che sia buono! E cioè che la nostra minuscola casa sia buona! È buono il fine, è buono il mezzo; siano anche buoni i soggetti, specialmente noi, su cui pesa la responsabilità maggiore, perché il Signore a noi ha dato tanto e chiederà tanto.g E con lah speranza di ricevere tanto, tanto, tutti assieme nel gran giorno dei conti e del premio vi benedico e vi saluto. Aff(ezionatissi)mo in s(an) Paolo t(eologo) Alberione d(ella) P(ia) S(ocietà) S(an) P(aolo).

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, sezione “Corrispondenza”, serie “Corri­spondenza con la Società San Paolo”, sottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 1, n. 2. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 227 mm x 139 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa «Scuola Tipografica Editrice / Alba / Telefono n. 95». Sul recto, in alto, a sinistra, la nota di mano α: «Sì»; sul verso, lungo il margine laterale sinistro, della medesima mano: «Sì».

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[1] Mauro Serafini (Roma, 7 aprile 1859 – Roma, 2 aprile 1925), monaco benedettino, abate generale della congregazione sublacense, nel 1923 ricopriva gli incarichi di segretario della Sacra congregazione dei Religiosi e di consultore della Sacra congregazione De propaganda fide (cf Annuario pontificio per l’anno 1919, Roma 1919, pp. 373, 377, 421). Sulle relazioni tra la congregazione e l’abate Serafini si vedano G. Rocca, La formazione della Pia Società San Paolo cit., pp. 531s., e G. Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione cit., pp. 333s.

[2] Ugo Mioni (Trieste, 16 agosto 1870 – Montepulciano, 10 febbraio 1935), presbitero, fu autore di oltre 400 opere tra opuscoli, articoli e volumi a stampa. Tra questi, numerosi romanzi d’avventure per ragazzi, come Tutto per l’oro. Romanzo moderno ed Eliud ed Ebu. Romanzo egiziano, editi dalla PSSP nel 1937. Collaborò strettamente con la PSSP tra gli anni Venti e gli anni Trenta del XX secolo, sostenendone la causa per il riconoscimento della stessa come congregazione di diritto diocesano (cf L. Rolfo, Don Alberione. Appunti per una biografia, Cinisello Balsamo (MI) 19982, pp. 168s.; G. Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione cit., pp. 342s.).

[3] È con ogni probabilità Giovanni Crisostomo Costa, al secolo Desiderio (Castellinaldo [CN], 1901 – Albano Laziale [RM], 1989), sacerdote della Società San Paolo.

[4] Si tratta della rivista «Il Cooperatore Paolino», fondata ad Alba nel 1918 con il titolo «Unione Cooperatori Buona Stampa» e divenuta il principale organo di comunicazione e propaganda dell’apostolato laico paolino a opera dell’omonima associazione laicale, concepita da Don Giacomo Alberione all’interno della sua Famiglia religiosa. Si veda G. Rocca, La formazione della Pia Società San Paolo cit., p. 534.

[5] Una testimonianza dello scambio epistolare intercorso con i presuli sudamericani è pubblicata in G. Rocca, La formazione della Pia Società San Paolo cit., pp. 599s., doc. n. 48: si tratta di una lettera del segretario dell’arcidiocesi di Città del Messico indirizzata a don Manuel Canseco, procuratore generale dei Missionari di San Giuseppe del Messico, datata 9 febbraio 1923, contenente la menzione di una missiva della PSSP ricevuta dal presule messicano e la conseguente richiesta di notizie sulla congregazione alberioniana. Nel maggio successivo, il procuratore Canseco si rivolse in seguito a mons. Giuseppe Francesco Re, vescovo di Alba, per reperire informazioni sull’opera delle Mille messe (ivi, pp. 603s., doc. n. 52).

[6] S’intenda la Curia diocesana di Alba.

[7] Benito Amilcare Andrea Mussolini (Dovia di Predappio [FC], 1883 – Giulino di Mezzegra [CO], 1945), fondatore del Partito Nazionale Fascista (1921); in seguito alla Marcia su Roma dell’ottobre 1922, fu capo del governo italiano tra il 1922 e il 1943. Cf E. Gentile, Mussolini, Benito, in Dizionario Biografico degli Italiani, 77 (2012).

[8] Il Primo Maestro fa riferimento alla riforma scolastica teorizzata da Giovanni Gentile, ministro della Pubblica Istruzione, e promulgata con regio decreto del 1° ottobre 1923, n. 2185, Ordinamento dei gradi scolastici e dei programmi didattici dell’istruzione elementare. La cosiddetta Riforma Gentile prevedeva l’inserimento della religione cattolica tra le materie curricolari della scuola elementare. Sull’argo­mento si veda G. Tognon, La Riforma Gentile, in Enciclopedia Treccani, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2016.

a oggi… essenziale sottolineato a matita, verosimilmente da mano più recente.

b Nell’originale essendoche.

c -erà corretto su altre lettere.

d Nell’originale pel, modificato qui e in seguito.

e Segue parentesi quadra tracciata a matita, verosimilmente di mano più recente.

f da Mussolini! sottolineato, verosimilmente da mano più recente.

g Segue parentesi quadra tracciata a matita, verosimilmente di mano più recente.

h Nell’originale colla, modificato qui e in seguito.