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[post 15 gennaio 1926, Alba].
Don Giacomo Alberione aggiorna don Giuseppe Timoteo Giaccardo circa una sua imminente visita a Roma, per visitare per la prima volta la sede in cui la comunità si era stabilita.
Carissimo, spero poter venire venerdì della corrente settimana; vedere le vostre nuove case[1] a gloria di Dio. Preghiamo in spiritu humilitatis et in animo contrito[2]. Nessuna novità importante. Benedicendo e lieto delle buone notizie portate da D(on) Paolo[3]. Con affetto vivissimo
T(eologo) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 4. Il supporto scrittorio cartaceo (142 mm x 92 mm), in ottime condizioni di conservazione, è una cartolina postale prodotta dalla stessa Pia Società San Paolo, recante sul recto l’immagine a stampa e una breve biografia del venerabile Maggiorino Vigolungo, aspirante paolino morto in giovanissima età. Sul verso, di mano dell’autore, vi sono la dicitura «Espresso» e l’indicazione del destinatario della missiva, «Sig(nor) M(olto) R(everendo) / M(aestro) Giaccardo D(on) Timoteo / Via Ostiense 75 / Roma (142)», con affrancatura di Poste Italiane. Visibili due timbri circolari in corrispondenza dell’affrancatura, illeggibili. Presenti le note di mano α: in alto, al centro «no»; in basso, parallelamente ai lati corti del foglio «1926».
[1] L’autore si riferisce alle prime abitazioni delle comunità paoline di Roma: quella maschile, in via Ostiense n. 75, e quella femminile, in via Porto fluviale n. 9, ubicate entrambe nel quartiere Ostiense della Capitale. Sull’argomento si veda C.A. Martini, Le Figlie di San Paolo cit., pp. 148s.
[2] Dan 3,39.
[3] Cf nota 3 del doc. n. 8.