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16 dicembre 1927, Alba.
Don Giacomo Alberione interroga don Giuseppe Timoteo Giaccardo circa l’eventualità di aderire a un sindacato dei giornalisti e, in caso affermativo, di come attribuire civilmente la proprietà e la responsabilità delle attività e dei beni della congregazione.
Alba 16-12-27
Caro, Tu mi avevi trasmesse notizie circa il dare o meno il nome ai Sindacati come giornalisti.
A Roma come fate? Siete così: tu gerente dei periodici e nel contempo proprietario della tipografia?
Possiamo dichiarare che la proprietaria si è l’Anonima[1]? e tuttia gli altri personeb che per scrivere ic giornali ricevono per contratto vitto, alloggio, vestito e cedono poi il soprapiù per il vitto ai ragazzi?
Mi dici qualcosa? Addiod aff(ezionatissi)mo
M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 65. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 224 mm x 143 mm, in ottimo stato di conservazione. In alto, a sinistra, il foglio reca l’intestazione «Scuola tipografica editrice / Pia Società San Paolo / per l’apostolato della stampa / Alba – Via San Paolo – Telefono 95 / Roma – Via Ostiense n. 75 / Torino – Via Belfiore 66». In alto, a destra, la nota di mano α «no».
[1] L’autore intende la “Società San Paolo anonima per azioni”, costituita il 28 luglio 1923 per garantire di fronte allo Stato italiano le attività tipografiche, librarie ed editoriali della congregazione e per acquistare, alienare e amministrare civilmente beni legati a tali attività (cf G. Rocca, La formazione della Pia Società San Paolo cit., pp. 605-612, doc. n. 54).
a -ut- corretto su altre lettere.
b Così l’originale; s’intenda tutte le altre persone.
c Segue gerenti, depennato.
d Nell’originale Adddio.