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[ottobre 1926 – novembre 1926].
Don Giacomo Alberione interroga don Giuseppe Timoteo Giaccardo circa le necessità della comunità di Roma e lo informa del suo desiderio di raggiungere la Capitale per i prossimi esercizi spirituali.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Carissimo,
Ditemi poi la data degli Esercizi S(pirituali) – desidero passare a Roma qualche giorno buono.
Prego per il caro Bandini[1]: sta’ tranquillo! io spero, ma nel Signore; ‘ché se permette cambi, cambierà in bene! poiché nella preghiera ci esaudisce sempre, o dandoci ciò che chiediamo (Bandini) o di meglio (che Bandini).
Accetta pure per Alba il caro Neo-convertito! e mandalo qui, se credi, quando credi.
Tu vuoi Melchiorre[2] o il fratello[3] per quando avrai il terreno[4]? Sembra bene disdire la linotype e iniziare altre trattative. Comperando materiale tipografico, occorre roba scelta, in serie col resto. Benedico, nuovi bollettini, nuovi ragazzi, le ricerche di denaro, ecc. S(an) Lorenzo[5]? ma lo facciano bene! quei libri di prima, sono ancora molto da migliorarsi, e qualcuno da scartare. – Buona salute e pace! Troverete tutto! siate lieti. Non so dell’Ingegnere[6]: fu qui pochi giorni fa. Parla ogni volta che viene di ritornare a Roma, poi... Sono sempre cattivo, pregate che mi converta. Siate sereni! il Signore vi guiderà: accedite ad eum et illuminamini[7]. Benedicendo con affetto
M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 46. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 220 mm x 279 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca in alto, a destra, la nota di mano α «no».
L’ipotesi di datazione si basa sulla menzione del trasferimento da Alba a Roma di uno tra i fratelli Melchiorre e Maggiorino Povero, scelti dal Primo Maestro all’interno della comunità di Casa madre per coadiuvare le attività della casa di Roma: dalla documentazione conservata in ASSSP, si apprende che il più giovane tra i fratelli Povero, Maggiorino, fu destinato a Roma alla fine del 1926, ed è pertanto verosimile che il documento risalga alle settimane immediatamente precedenti il suo trasferimento.
[1] Giovanni Anselmo Bandini (Casola Valsenio [RA], 1912 – Albano Laziale [RM], 2009), sacerdote della Società San Paolo.
[2] Melchiorre Povero (Canale [CN], 1902 – Roma, 1946): dalla documentazione conservata in ASSSP, si evince che emise la professione annuale il 4 aprile 1927 (ASSSP, fondo “Società San Paolo”, serie “Persone”, sottoserie “Professioni religiose”) e che morì nel 1946 (ASSSP, fondo “Società San Paolo”, serie “Persone”, sottoserie “Defunti”, fasc. “Povero, Melchiorre”), probabilmente dopo aver lasciato la congregazione.
[3] Si tratta di don Filippo Maggiorino Povero (Canale [CN], 1908 – Albano Laziale [RM], 1981), sacerdote della Società San Paolo.
[4] Il Primo Maestro si riferisce all’immobile su cui le comunità di Roma avrebbero costruito la loro sede definitiva.
[5] Cf nota 1 del doc. n. 19.
[6] Cf nota 8 del doc. n. 11.
[7] Sal 33,6.