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[5 aprile 1927 ‒ 6 aprile 1927].
Don Giacomo Alberione incoraggia la comunità di Roma a proseguire nelle opere e nella preghiera.
Siete fra i primi per la mesata[1] Con affetto = ma soprattutto vi ricordo: la Chiesa si fa con preghiere – con l’opera delle Messe[2] – con l’apostolato stesso della stampa. Pregate tanto! Vivi auguri – Ricevuto? producete bene? lieti? bene nello spirito e nello studio. aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 20. Il supporto scrittorio cartaceo (135 mm x 86 mm), in ottime condizioni di conservazione, è una cartolina postale recante sul recto l’immagine a stampa della Vergine Maria circondata da un gruppo di angeli, recante, in basso, a sinistra, la scritta «Amag / 1044». Sul verso, vi è l’indicazione del destinatario della missiva, «M(olto) R(everendo) M(aestro) Giaccardo / Pia Società S(an) Paolo / Via Ostiense - 75 / Roma (142)», con affrancatura di Poste Italiane. Visibili due timbri circolari, di cui uno illeggibile, posto sul francobollo, e l’altro contrassegnato dalla legenda «Roma Centro / 14-15 / 7 · IV / 1927», e uno di forma ovale, contrassegnato dalla cifra «4[2.]», solo parzialmente leggibile. Presente una nota di mano del Primo Maestro, al centro, disposta parallelamente ai lati corti del foglio: «123.60 / 90.60 / 100 / 374.2»; inoltre, sono presenti due note di mano α: in alto, a sinistra «no» e, poco più al centro «7-4-1927».
L’ipotesi di datazione si basa sulla data riportata dal timbro apposto sulla cartolina dall’ufficio postale di arrivo (cf paragrafo precedente): da ciò si deduce che la breve comunicazione sia stata redatta e spedita dall’autore nei giorni immediatamente precedenti il 7 aprile 1927.