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28 ottobre 1927, Alba.
Don Giacomo Alberione aggiorna la comunità paolina di Roma circa il cammino della pratica per l’ottenimento della dignità di istituto di diritto diocesano da parte delle Figlie di San Paolo, da lui perorata presso la Sacra congregazione dei Religiosi.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Alba 28a-10-27
Carissimi, Attendevo sapere se avete ricevuto tutto, o se vi siete provvisti. Ma nulla stamane. Perciò se non vi è giunto abbastanza, telegrafateci. Vedremo se possibile ancora qualcosa: sebbene anche qui vi siano difficoltà.
Spero passerete questi giorni lieti e sereni. Ho spedito ieri lettera alla Congregazione[1] per la pratica delle Figlie[2]. Se potete raccomandarla farete bene. Fra qualche poco confido mandare quella che riguarda i patrimoni.
Benedicendovi e sperando buone notizie.
Con vivo affetto M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 57. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 231 mm x 144 mm, in ottimo stato di conservazione. In alto, a sinistra, il foglio reca l’intestazione «Scuola tipografica editrice / Pia Società San Paolo / per l’apostolato della stampa / Alba – Via San Paolo – Telefono 95 / Roma – Via Ostiense n. 75 / Torino – Via Belfiore 66». In alto, a destra, la nota di mano α «sì».
[1] Cf nota 9 del doc. n. 15.
[2] Il Primo Maestro si riferisce all’istanza, presentata alla Sacra congregazione dei Religiosi, relativa all’approvazione delle Figlie di San Paolo come congregazione di diritto diocesano e all’iter che ne è scaturito. Sulla pratica si veda C.A. Martini, Le Figlie di San Paolo cit., pp. 152s.
a -8 corretto su -1.