Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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13 agosto 1927, Alba.

Don Giacomo Alberione definisce alcune questioni di primaria importanza, tra cui l’acquisto della Vigna San Paolo in Roma e di macchine da stampa per la tipografia paolina di Alba.

I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)

Alba, 13a-VIII-27

Cari, Sentirò volentieri risposta di D(on) Benedetto[1]! Sono contento di D(on) Costa[2] ché vi fece meditazione – Per i Simoni[3]: non conviene che vengano ad Alba – Per S(an) Paolo[4]: attendiamo ancora di conoscere la Divina Volontà: prima però la Vinea[5], da provvedere. – Ho vivamente sollecitato Guadagno[6], che fu poi qui: noi abbiamo preso due Rapide[7] di lusso, nuove, a L(ire) 30.000, con buone condizioni, da Nebiolo[8]; perché Guadagno ha fatto offerte non convenienti.

Molta cura della salute! come stai? e la Maestra? perché desidero che stiate tutti bene. – Beneb! per visite, per Fati [9], pressa! Italia Ant(iblasfema)[10]! situazione finanziaria ecc. 
Mando dimissorie[11] = occorre ordinare i nostri Chierici titolo mensæ comunis[12] = in questo senso già parlai col Vescovo[13].
Passate una celeste giornata il giorno dell’Assunzione della S(anta) Vergine. Benedicendo con vivo affetto

V(ostro) M(aestro) Alberione.[14]

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Mem­bri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 43. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 155 mm x 210 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa «Scuola Tipografica Editrice / Alba / Telefono n. 95», orientata parallelamente ai lati lunghi.

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[1] Si tratta verosimilmente di don Sebastiano M. Benedetto Trosso (Corneliano d’Alba [CN], 1894 ‒ Alba [CN], 1952), sacerdote della Società San Paolo.

[2] Cf nota 3 del doc. n. 2.

[3] L’autore potrebbe riferirsi ad alcuni aspiranti, forse fratelli, desiderosi di unirsi alla comunità paolina.

[4] Il riferimento è di difficile interpretazione: è possibile che si tratti del Tempio di San Paolo in Alba, in costruzione.

[5] Cf nota 10 del doc. n. 27.

[6] Cf nota 4 del doc. n. 35.

[7] Si tratta di macchine tipografiche.

[8] La fonderia Nebiolo & Comp. di Torino è tra le più importanti aziende produttrici di caratteri tipografici e di macchine per tipografia italiane. Fu fondata da Giovanni Nebiolo nel 1880, che aveva acquistato una piccola fonderia attiva nel capoluogo piemontese già dalla metà del XIX secolo, e rimase in attività fino al 1993. Cf L. Rolfo, Don Alberione, pp. 160s.

[9] Cf nota 4 del doc. n. 33.

[10] Cf nota 1 del doc. n. 25.

[11] Cf nota 7 del doc. n. 62.

[12] Secondo il diritto canonico, con l’espressione “titolo di ordinazione” si intendeva la fonte di sostentamento di un giovane nel corso della sua formazione ecclesiastica, sufficiente a garantirgli condizioni di vita dignitose. In particolare, il titulus mensæ communis si riferiva ai religiosi di voti semplici, il cui sostentamento doveva essere assicurato dal complesso di beni mobili e immobili che costituivano il patrimonio comune dell’ente da cui dipendevano, come ad esempio la mensa vescovile. Sull’argomento di veda A. Tesio, Titolo, in Enciclopedia Treccani, Istituto della Enciclopedia Italiana, sub voce).

[13] Cf nota 3 del doc. n. 12.

a 13 corretto su 17.

b B- corretto su b-.