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18 [gennaio 1923], Roma.
Don Giacomo Alberione fornisce a don Giuseppe Timoteo Giaccardo informazioni circa le attività tipografiche e di rappresentanza di alcuni collaboratori della comunità paolina di Alba e gli chiede di dargli notizie dei suoi giovani figli spirituali.
Roma, 18 (ore 18)
Carissimi,
Oggi fui dal sig(nor) Massimi[1]. Si convenne così: che egli fino a martedì prossimo è a Roma (martedì, ore 18): è disposto facendo quindi un giro dell’Italia settentrionale: a) cercarci un buon operaioa per un mese circa ad avviarci b) o farci una visita il giorno 28 – Io prima di martedì ore 18 gli devo dire se è meglio ce lo cerchi l’operaio o meno, se il 28 la sua visita ad Alba è bene si effettui o no. Perciò se io sabato non sarò a casa, domenica mattina, (prima di mezzodì) il sig(nor) Manera[2] mi mandi un espresso dicendomi come va la macchina, se conviene venga l’operaio, se giova che Mazzini[3] il 28 sia ad Alba – Non scrivere | più ad Ollivero[4], perché non è più incaricato dal sig(nor) Mazzini – La forma riparata è partita il 21 Dicembre da Londra, il sig(nor) Mazzini mi insegnò la ricevuta che pagò la riparazione – Spero sia giunta –
Mi raccomando al sig(nor) Manera che se io sabato ore 14,20 non sono a casa scriva come detto sopra: perché sarebbeb segno che mi fermerò a Roma ancora diversi giorni –c
Venerdì (domani) devo trattare di varie piccole cose e dall’esito dipende il mio ritorno: può essere che la cosa vada in lungo assai – può essere sia breve – Di qui prego per ognuno, pensando al molto lavoro, ai quotidiani fastidii, alle preghiere vostre. Se non torno a casa sabato, prego darmi notizie della salute vostra, spedirmi la postad personale mia, dirmi come si regolano i giovani e quanto può interessare un padre che sta lavorando, pregando, sospirando di ritornare fra i suoi figliuoli così cari e così buoni.
Mi si fa coraggio! dicendo che altri han dovuto restare tre mesi ed anche più. Se tale è la volontà di Dio, la faremo; ma per ora non credo: può essere invece si debba ritornare. Tutto in Domino.
In casoe quell’affare col sig(nor) Chiarlone[5] si può fare lo stesso, perché giova fare l’istrumento non a mio nome, ma a nome di altri della casa, di modo che riesca poi facile fare il conferimento in società cooperativa –
Vi benedico e cioè vi prego dal Signore ogni grazia, come spero facciate per me. Come amico, fratello e padre T(eologo) Alberione. Avete spedito il «maneat extra diœcesim et celebret»? Mi occorre prestissimof.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, sezione “Corrispondenza”, serie “Corrispondenza con la Società San Paolo”, sottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 1, n. 8. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 227 mm x 139 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa «Scuola Tipografica Editrice / Alba / Telefono n. 95». Sul recto, in alto, le note di mano α: a sinistra: «No»; a destra: «1923».
L’ipotesi di datazione è formulata sulla base del confronto con il documento precedente, in particolare in riferimento alle tematiche trattate: in entrambi gli scritti, il Primo Maestro chiede notizie della spedizione del suo celebret, ed è pertanto verosimile che si tratti di richieste formulate negli stessi giorni.
[1] Fa parte della fitta rete di professionisti coinvolti a vario titolo nell’opera fondata da Don Alberione, tra cui è possibile annoverare tipografi, rappresentanti e fornitori di materiali e macchine tipografiche.
[2] Filippo Maria Manera, al secolo Alfredo (Serravalle Langhe [CN], 1897 – Roma, 1941), sacerdote della Società San Paolo.
[3] Cf nota 1 del presente documento.
[4] Cf nota 1 del presente documento.
[5] Il Primo Maestro menziona probabilmente il venditore di una proprietà immobiliare o mobiliare con cui la comunità era in trattativa, come suggerisce il termine “istrumento” inteso come atto notarile di compravendita.
a Nell’originale operajo, così come in seguito.
b Aggiunto al di sopra della riga di scrittura su altra lettera depennata.
c Segue Se, depennato.
d Segue individuale, depennato.
e Segue col, depennato.
f Avete… prestissimo disposto parallelamente ai lati corti del foglio.