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[1926-1927, Alba].
Don Giacomo Alberione aggiorna don Giuseppe Timoteo Giaccardo sull’eventualità di affittare uno stabilimento tipografico ad Alba, riflettendo sulle condizioni della trattativa, e fornisce disposizioni sull’attività editoriale e sulla vita comunitaria.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Carissimo,
Fu qui dott(ore) De Nicola[1] col sig(nor) Gallico[2],
Propone: cedere tutto lo stabilimento (eccettuate una linotype ed una macchina stampatrice, quella cioè col mettifoglio automatico) a L. 550.000 (cinquecentocinquantamila) a patto che si rilevi affittamento che è ancora per 4 anni = Propone pagamento in due anni con mattoni = oppure in contanti entro sei anni. Per martedì prossimo occorre risposta. Mi dici tuo pensiero? L’affitto è alto: ma si potrebbe dividere e sub-affittare ancora parte? – Per questo ho telegrafato di sospendere acquisto macchina Naccarellia [3].
I mattoni sarebbero consegnati a Torino – a prezzo discreto – Attendo espresso o telegramma –
Due macchine stampatrici dovrebbero trasportarsi ad Albab.
Meglio non presentare Illuse[4] a recensire né alla Civiltà Catt(olica)[5] né ad altri. In nessun modo pubblicare recensioni di sortac.
Va bene per lo studio e per il morale. Faccio pregare per il carissimo Peluffo[6]: confermo che è bene che continui gli studi.
Per Rolfo[7] e Crovella[8] che proposte quanto a scuola? vedremo circa esami di laurea: intanto grazie dei programmi.
Va bene per s(an) Giovanni Gualberto[9].
Va bene per ragazzi accettati.
Per acquisto terreno adagio! Vi è tempo. intanto piace anche l’idea del terreno Benedettini[10].
Calma; tranquilla fiducia nel Signore. Non abbiate fretta che di farvi santi e curare le vocazioni. Vi benedico.
Aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, sezione “Corrispondenza”, serie “Corrispondenza con la Società San Paolo”, sottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 1, n. 14. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 145 mm x 228 mm, in ottimo stato di conservazione. Sul recto, in alto, le note di mano α: a sinistra «1926-7»; a destra «no».
In mancanza di altri elementi di cronologia, l’ipotesi di datazione si basa sulla nota di mano α, che attribuisce il documento al periodo compreso tra il 1926 e il 1927 (cf paragrafo precedente).
[1] Cf nota 1 del doc. n. 5.
[2] Cf nota 1 del doc. n. 5.
[3] Si ipotizza che “Naccarelli” sia il cognome di un venditore privato con cui la comunità aveva in corso una trattativa per l’acquisto di una macchina tipografica o di un’autovettura.
[4] Romanzo di Ferruccio Piggioli stampato ad Alba nel 1926. Si veda «Unione Cooperatori Buona Stampa», VIII (5), maggio 1926, p. 19.
[5] «La Civiltà Cattolica» è una rivista quindicinale della Provincia italiana della Compagnia di Gesù, fondata nel 1850 da padre C.M. Curci, SJ (Napoli, 1809 – Firenze, 1891). Cf P. Pirri, Civiltà Cattolica, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1931.
[6] Cf nota 4 del doc. n. 15.
[7] Cf nota 6 del doc. n. 11.
[8] Cf nota 2 del doc. n. 10.
[9] San Giovanni Gualberto è il titolo del volume di don Adelmo Barbati, pubblicato dalla Pia Società San Paolo.
[10] L’autore si riferisce alla Vigna San Paolo (Vinea Sancti Pauli), che la congregazione acquistò dall’abbazia di San Paolo fuori le mura in Roma per stabilirvi la comunità romana guidata da don Giuseppe Timoteo Giaccardo. Tale immobile, situato nel quartiere Ostiense di Roma in via Grottaperfetta (ora via Alessandro Severo), divenne la residenza e la sede produttiva delle comunità paoline della Capitale e, a partire dal secondo dopoguerra, accolse il santuario paolino dedicato alla Regina degli Apostoli (cf L. Rolfo, Don Alberione cit., p. 216).
a Come pare. macchina Naccarelli aggiunto nello spazio al di sopra della linea di scrittura.
b Segue tratto orizzontale di penna, come alla fine dei paragrafi successivi.