Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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21 febbraio 1927, Alba.

Don Giacomo Alberione loda la casa di Roma per le competenze tipografiche e l’impegno dimostrati e fornisce ai suoi membri alcune direttive in merito all’accesso al probandato e alla produzione editoriale.

I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)

Alba, 21-2-27

Carissimi, 
M(aestra) Tecla[1] scriverà conti chiari e quindi vi si troverà il punto giusto: il vostro attivo è assai più perché vi è un complesso di esperienze, di amicizie, di Cooperatori[2], di formazione ecc. di valore incalcolabile. Poi vi è una gran cosa: quando tu sei partito, quanto ad organizzazione, abilità meccanico-tipografica eri... da principio; quindi ora, avviato e continuando, acquisterai un valore... tipografico che ti renderà superiore e capace di dominare i ragazzi (davanti ai quali bisogna essere superiore in tutto, se no, impossibile naturalmente dominarlo) la situazione, i clienti (?) ecc. Scegliere anche il lavoro! (non accettare il bene! ma il bene vitale!) Perfezione, quindi! in tutto. Quindi correggete le cifre, e mandate copia ad Alba, ove nessuna copia fu trattenuta – Si farà testata Luce[3] – quindi pagammo le 100 lire legge P(ubblica) S(icurezza)[4]: credo convenga farlo anche a Roma. – Mi rincrebbe assai che nei cataloghi sia stata saltata Roma! Si correggerà. Per ragazzi: ad Agosto! intanto se qualcuno si presenta proprio sicuro e che non disturberebbe, accetta rimandando altri meno sicuri. Fare cambi, sempre in meglio, senza scosse, come quella dell’autunno scorso, ove non si poteva più dominare né economia, né studio, né apostolato, né spirito – Bisogna sempre essereaalb «omnia vestra sunt, vos autem Dei...»[5]. Scartare i clienti-Parroci che non pagano! Terreno?... stiamo a sentire... ma calma! Per tempo notevole. Mi starebbe a cuore l’esito dei mattoni. Mettiamo bene il carro sulle sue ruote, ben unte d’olio, che corrano... Corrano molto. Dunque: se l’offi­ciatura del Divin Maestro non è fatta... la farà il Can(onico) Chiesa[6]. Già partito Comune-Collettivi[7] – da tempo – qui i bollettini non sono troppi = Meglio restare in casa, ed essere tutti sotto l’occhio! «L’occhio del padrone manteneva grasso il cavallo»c. La vita di s(an) Luigi[8] è nutriente – Siate regolari, anche se Gesù resta solo, è più accompagnato. Lietissimo e benedicente al miglioramento. 
Si legheranno due libri per il Papa! 
Cercherò circa Vangelo di presentare ai Riti[9] una domanda per via privata. | 
Sarà bene invece terminare noi «Regina Apostolorum»[10]
Vedremo circa domanda reliquie san Paolo. 
Siate perfetti!! in tutto. Lieti, ritirati, sereni, regolari – benedicendo ognuno.

aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 12. Il documento è redatto su sup­porto cartaceo di 228 mm x 274 mm, in ottimo stato di conser­vazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa «Scuola Tipografica Editrice / Alba / Telefono n. 95». Sul recto, in alto, a destra, la nota di mano α: «no».

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[1] Cf nota 5 del doc. n. 30.

[2] Cf nota 4 del doc. n. 2.

[3] Progetto di periodico a cura della Casa madre di Alba. Allo stato attuale delle nostre conoscenze, non è noto se fu effettivamente dato alle stampe o se rimase uno dei numerosi progetti editoriali elaborati nella seconda metà degli anni Venti del Novecento.

[4] Si ipotizza che il riferimento sia al Regio decreto 6 novembre 1926, n. 1848, Approvazione del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che disciplinava anche l’esercizio di attività tipografiche.

[5] «Tutte le cose sono vostre, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio»

(1Cor 3,22-23).

[6] Francesco Chiesa (Montà d’Alba [CN], 2 aprile 1874 – Alba [CN], 14 giugno 1946), sacerdote, fu canonico e parroco della chiesa dei Santi Cosma e Damiano in Alba, oltre che guida spirituale di Don Giacomo Alberione dagli anni dei suoi studi in seminario e per tutti i primi tre decenni di vita della Famiglia Paolina. L’11 dicembre 1987 il pontefice Giovanni Paolo II ne attestò le virtù eroiche, conferendogli il titolo di venerabile. Si veda L. Rolfo, Il buon soldato di Cristo. Servo di Dio canonico Francesco Chiesa, Roma 1978.

[7] Cf nota 5 del doc. n. 31.

[8] Il riferimento è alla biografia di san Luigi Gonzaga del gesuita Virgilio Cepari (1606), la cui prima edizione a cura della Pia Società San Paolo fu stampata ad Alba nel 1928.

[9] La Congregatio pro sacris ritibus et cæremoniis, nota come Congregazione dei Riti, fu istituita da papa Sisto V nel 1588 e rimase in attività fino all’8 maggio 1969, quando Paolo VI la soppresse riassegnandone le competenze alla Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti e alla Congregazione per le Cause dei santi.

[10] Il volume di don Giuseppe Timoteo Giaccardo, fortemente desiderato e atteso dal Primo Maestro, ricevette l’imprimatur da parte di mons. Giovanni Molino, vicario generale della Diocesi di Alba, il 28 aprile 1928 e fu stampato poco dopo dai tipi dello stabilimento paolino di Alba. La sua seconda edizione, pubblicata con il titolo di Maria, Regina degli Apostoli, ricevette il nulla osta alla stampa da parte di don Paolo Marcellino e don Agostino Damonte, sacerdoti della PSSP, il 20 aprile 1934 e, il giorno seguente, anche un nuovo imprimatur da parte di mons. Luigi Maria Grassi, vescovo di Alba, e il “si stampi” di Don Giacomo Alberione.

a Segue parola depennata.

b Scritto al di sopra della riga di scrittura.

c Nell’originale alle virgolette in apice di apertura seguono le virgolette caporali in chiusura.