51*
[post maggio 1927].
Don Giacomo Alberione annuncia alla comunità di Roma l’imminente arrivo della Maestra Tecla Merlo e comunica disposizioni relative alla vita comunitaria.
Carissimi =
La M(aestr)a Tecla[1] si fermi come e quanto crede: approfitti bene della grazia di andata a Roma per sé, ne darà alle figlie, poi, buona parte, come Madre e Maestra. Per mio consiglio rimanga almeno 15 giorni. e la M(aestr)a Amalia[2] si vendichi pure, imparando tutto, santamente; così le Figlie tuttea.
Verrà poi presto D(on) Borrano[3] e desidero anch’io, di bere qualcosa della Romanità.
Questa lettera riguarda il Barreca[4]: non vi sarebbe difficoltà morale a tenerlo; ma è così scarso di beni naturali! Consiglio a scrivere di ritirarlo presto. Però, in confidenza, lo ha provato solo il sig(nor) Emanuele[5] che giudica alle volte un po’... secondo le sue grazieb. |
La Cira[6] è tanto malata di polmonite; in questo momento però va meglio e si spera superata; ma si teme una complicazione. Pregate! – Le figlie fanno bene =
Desidero tanto si pensi chiedere al Signore: 1° di raddoppiare la innocenza di intenzione e di mano nell’apostolato e l’idea della Chiesa = Gesù Cristo coi Raggi = cioè la vita dei membri della Casa e delle iniziative – 2° Lo studio fatto come dice il “San Paolo” di maggio[7]. In casa in modo speciale si cura l’esame di coscienza.
Son contento del buon vostro indirizzo e tutti perdonate i miei torti, vogliate poi bene al Teologo[8]; Vi benedico
aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.
_________________
* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 19. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 118 mm x 171 mm, in ottimo stato di conservazione. Individuate due note di mano α: in alto, a destra «4 <corretto su 5> 1927» e, poco più in basso «no».
L’ipotesi di datazione si basa sulla nota di mano α, per la definizione dell’anno, e sulla menzione da parte dell’autore del bollettino «San Paolo» del maggio dell’anno in corso, per la definizione del mese.
[1] Cf nota 5 del doc. n. 30.
[2] Cf nota 2 del doc. n. 33.
[3] Cf nota 1 del doc. n. 4.
[4] Si tratta probabilmente di un giovane aspirante: non essendo attestato in ASSSP e in bibliografia, si deduce che sia uscito dalla congregazione.
[5] Cf nota precedente.
[6] Cf nota 4 del doc. n. 44.
[7] Il bollettino «San Paolo» è l’organo ufficiale di comunicazione tra il Primo Maestro e, in seguito, il Governo generale della PSSP e la congregazione. Diffuso per la prima volta nel luglio 1923 come un singolo foglio manoscritto contenente semplici direttive per la comunità di Alba, è divenuto nel tempo un vero e proprio canale di diffusione di comunicati e notizie riguardanti la Società, giungendo fino ai giorni nostri.
[8] L’autore si riferisce a sé stesso, noto nella comunità con l’appellativo di “Teologo” e, in seguito, di “Primo Maestro”.
a Segue tratto orizzontale di penna.
b Il paragrafo compreso tra le parole Questa lettera... e sue grazie è depennato dall’autore con due tratti obliqui di penna.