Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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[5 aprile 1926].

Don Giacomo Alberione comunica alla comunità paolina la morte di don Luigi Brovia, arciprete e parroco di Benevello (CN), e dispone che don Giuseppe Timoteo Giaccardo sia formalmente riconosciuto come proprietario dei giornali e dei bollettini parrocchiali stampati dalla Pia Società San Paolo.

Carissimi, 
stamattina volato al cielo l’Arc(iprete) D(on) Brovia[1]. Facciamo tutti i suffragia
Dichiarare: proprietario dei giornali e bollettini D(on) Giaccardo[2] = credo che con un foglio unico di carta bollata si possa fare per molti
Deo gratias! degli auguri che ricambiamo ben di cuore = 
Desidero scrivere a Paolino[3] e Rolfo[4].

Vi abbraccio e benedico 
Fatto atto con Degiorgis[5] 
Desidero notizie da P(adre) Rosa[6] 
Scritto subito al Vicariato[7] = ti manderò copia 
Oremus! State allegri! dappertutto vi sia la croce di s(an) Franc(esco) e il chi fa la volontà.

aff(ezionatissimo) M(aestro) Alberione

Perché vendere tutti i catechismi? non si poteva far spedire di qui ai Parroci? Scriverò circa vagone... D(on) Costa[8]portò v(ostre) buone notizie.

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Mem­bri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 49. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 110 mm x 303 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca in alto, a destra, due note di mano α «1927» e «no». 
L’ipotesi di datazione si basa sulla menzione del giorno della morte di don Luigi Brovia, arciprete di Benevello e Cooperatore paolino (CN). La data proposta è desunta dall’elogio funebre del sacerdote pubblicato nel numero di aprile 1926 della rivista «Unione Cooperatori Buona Stampa», pp. 8-9: narra della sua scomparsa avvenuta all’alba del lunedì di Pasqua, il giorno 5 del mese di aprile in corso, ovvero il giorno successivo alla Pasqua caduta il 4 aprile nel 1926. Tale ipotesi è accolta da Giuseppe Barbero (cf Il sacerdote Giacomo Alberione cit., p. 395); altre fonti, tra cui i registri del clero dell’Archivio storico diocesano di Alba (CN), la biografia del Primo Maestro curata da don Luigi Rolfo (cf Don Alberione cit., p. 189) e lo studio storico di sr. Caterina A. Martini, FSP (cf Le Figlie di San Paolo cit., p. 128), indicano il 5 aprile 1925. Si propende per il 1926 alla luce della coincidenza con la data della festività pasquale, per la quale l’autore del documento trascritto di seguito ricambia gli auguri ricevuti dai suoi interlocutori. Inoltre, dal testo della lettera si evince con chiarezza che Don Alberione stesse dialogando con la comunità paolina di Roma che, come è noto, è stata fondata nel gennaio 1926.

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[1] Don Luigi Brovia (Sinio [CN], 26 febbraio 1850 – Benevello [CN], 5 aprile 1926), arciprete e parroco di Benevello (CN). La sua vicinanza alla PSSP e il suo affetto per il fondatore si tradussero nell’ospitalità fornita a Don Alberione in occasione della convalescenza dai problemi di salute che lo afflissero tra il luglio e l’agosto 1923 (cf L. Rolfo, Don Alberione cit., pp. 189-190; G. Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione cit., pp. 290, 395).

[2] Cf nota 4 del doc. n. 7.

[3] Si ipotizza che si tratti di don Ruggero M. Paolino Panunzi (Knutanze [Francia], 1910 – Firenze, 1970), sacerdote della Società San Paolo.

[4] Cf nota 6 del doc. n. 11.

[5] Cf nota 1 del doc. n. 5.

[6] Padre Enrico Felice Tomaso Rosa (Serve Marcone [Pettinengo, BI], 17 novembre 1870 – Roma, 26 novembre 1938), membro della Compagnia di Gesù, direttore del periodico «La Civiltà Cattolica» dal 1915, fu molto vicino a don Giaccardo e alla Pia Società San Paolo, perorandone la causa per l’ottenimento della dignità di congregazione di diritto pontificio presso la Santa Sede. Sull’argomento si veda L. Rolfo, Don Alberione cit., pp. 207s.; per una biografia di padre Rosa si veda R. Perin, Rosa, Enrico Felice Tomaso, in Dizionario Biografico degli Italiani, 88 (2017).

[7] Il Vicariato di Roma è «l’organo della Santa Sede, dotato di personalità giuridica e amministrativa propria, e svolge la funzione di Curia diocesana caratterizzata dalla peculiare natura della Diocesi di Roma» (Regolamento generale del Vicariato di Roma, art. 2, par. 1).

[8] Cf nota 3 del doc. n. 2.

a Segue tratto orizzontale di penna, come alla fine dei paragrafi successivi.