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31 marzo 1927, Alba.
Giuseppe Francesco Re, vescovo di Alba, comunica ad Alfredo Ildefonso Schuster, OSB, abate ordinario di San Paolo fuori le mura, di non poter accogliere l’istanza di trasferimento a Roma di don Pio Chiesa, già vicecurato di Monforte d’Alba, a causa dell’esiguità di sacerdoti nella diocesi piemontese.
Alba 31 marzo 1927
Rev(erendissi)mo sig(nor) Abate ordinario
di S(an) Paolo fuor le Mura[1]
Con vero rincrescimento non posso aderire alla domanda che mi fa relativamente al giovane sacerdote D(on) Pio Chiesa[2] vicecurato a Monforte[3]. Da tre anni ho notabile scarsità di sacerdoti: noti che in quest’anno usciranno tre sacerdoti per servizio delle parrocchie: e nel 1927 sono già morti tre sacerdoti parroci, oltre un canonicoa; e siamo solo sul finire di marzo – Per Monforte, poi, c’è una ragione speciale: È una parrocchia di tremila anime, con due terzi di queste sparse per la campagna: tiene abitualmente due coadiutori: ora, un mese fa, uno dei due venne al concorso, e da quindici giorni ha preso l’istituzione canonica della parrocchia di Perno[4] e fra due mesi ne andrà al possesso: il parroco di Monforte per quest’anno dovrà restare con un solo coadiutore, il D(on) Pio Chiesa; per lui è già un sacrificio; ma restar senza, non può: e se dessi licenza al Don Chiesa di venire a Roma, dovrei condannare l’Arciprete | e Vic(ario) foraneo di Monforte, a restare per un anno senza coadiutore, cosa che assolutamente non posso fare. Dolente di non poterla questa volta accontentare mi auguro di poterlo fare un’altra volta, e con ossequio e venerazione mi professo
Della Sig(noria) V(ostra) Rev(erendissi)ma
Devot(issi)mo
+ Giuseppe Francesco[5]
Vescovo di Alba.[6]
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 15. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 135 mm x 209 mm, in ottimo stato di conservazione. Visibile in alto, a sinistra, il sigillo a secco di forma ovale del presule albese, recante la legenda «Vescovo / di / Alba».