Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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 [1927].

Don Giacomo Alberione invita i giovani membri della comunità paolina di Roma a mantenersi puri di cuore e di mente, assicurando loro la sua vicinanza paterna nella preghiera.

Carissimi tutti, non occorre che ogni mese scriviate una lettera: ora vi siete già abituati alla guida del Sig(nor) Maestro[1] e questo spero vi basti. Desidero però che scriviate ogni volta nasca qualcosa di particolare.

Le vostre lettere sono come la voce argentina di figli cari che mi risvegliano sempre però tutti i sentimenti ed i desideri che ho per voi e per la vostra santificazione.

Desidero di essere membro della vostra lega di santità: ma attivo! vogliate pregare per me ed ascrivermi. Ho messo sotto il Calice i vostri propositi.

Obbedite con la mente e col cuore, poi con le opere. Amatevi! Siate raccolti. Il punto strategico è la purezza! chi la perde, è perduto! chi la salva, è salvo.

Saluto il figliolino piccolo, con tutti gli altri = Vi benedico

aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Mem­bri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 48. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 210 mm x 88 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca in alto, al centro, una nota di mano α «1927». 
In assenza di altri elementi di cronologia, l’ipotesi di datazione si basa sulla nota di mano α (cf paragrafo precedente).

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[1] Cf nota 4 del doc. n. 7.