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13 marzo 1923, [Roma].
Don Giacomo Alberione fornisce alla comunità paolina di Alba una serie di disposizioni sulla distribuzione libraria e sulla formazione dei futuri sacerdoti.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Alba[1], 13-3-23
Carissimi,
Non so quando potrò essere libero di ritornare... giacché ho trovate le cose di parecchio più indietro di quanto le avevo lasciate. Scriverò poi; ad ogni modo: preghiere, e sempre più certi che nuove prove si aggiungono alle altre per mostrare che la cosa è santa! Che noi uomini invece abbiamo bisogno di purificazione: «oculi mei semper ad Dominum»[2].
Da notare: 1. Il sig(nor) Savigliano[3] è incaricato di andare a Susa per ritiro-robe a L(ire) 3.29 per kma di stradale non ferrovie (lo stradale è più breve)b. 2. I Moralisti[4] studino più innanzi, specialmente “De sacramentis”, perché l’esame si avvicina ed io potrei anche tardare | fino all’esame, come giungere dopodomani. 3. Per la parte del negozio insisto vivamente perché del giorno sia tutto spedito o provvisto e che la Pastorale esca subito – e si spedisca menoc che in diocesi d’Alba.
Per ora nulla occorre a me! se non la grazia del Signore che spero dalle vostre preghiere: e così credo che null’altro occorra a voi.
Vi benedico tutti, specialmente perché stamane ho celebrato con particolare intenzione per ciascuno della casa all’altare di s(an) Francesco Saverio[5].
Aff(ezionatissi)mo T(eologo) Alberioned.
Per D(on) Fenoglio[6]: avevo detto al sig(nor) Giovanni[7] che andando dai librai chiedesse quali sono disposti a ricevere in deposito le nostre novità. Hanno già accettato la Buona stampa di Bergamo e la Gregoriana di Padova: alla prima spedire sempre due copie d’ogni nuovo libro: alla seconda sei copie – in conto deposito. Lavoro di Don Fenoglio sub(ito)e.
If P(adri) dell’Immacolata (Frassinetti)[8] desiderano sapere:
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, sezione “Corrispondenza”, serie “Corrispondenza con la Società San Paolo”, sottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 1, n. 3. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 227 mm x 139 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa «Scuola Tipografica Editrice / Alba / Telefono n. 95». Sul recto, in alto, a destra, la nota di mano α: «No».
Pur mantenendo la data topica «Alba» stampigliata nell’intestazione del foglio, è verosimile pensare che Don Alberione fosse a Roma all’epoca della stesura della lettera, come si evince da quanto vi si legge. Si suppone, pertanto, che il Primo Maestro abbia dimenticato di depennare la dicitura «Alba» e di aggiungervi «Roma», come fatto in altre lettere (cf doc. n. 2).
[1] S’intenda «Roma».
[2] «I miei occhi sono sempre rivolti al Signore» (Sal 24,15).
[3] Cf nota 1 del doc. n. 5.
[4] Con la definizione “Moralisti”, il Primo Maestro si riferisce ai chierici impegnati nello studio della Filosofia morale.
[5] Don Alberione si riferisce probabilmente all’altare della cappella dedicata a san Francesco Saverio, ubicata nella chiesa gesuita del Santissimo Nome di Gesù (o semplicemente “Chiesa del Gesù”), dove era solito raccogliersi in preghiera durante la sua permanenza nella Capitale.
[6] Angelo Francesco Fenoglio (Gorzegno [CN], 1893 – Albano Laziale [RM], 1980), sacerdote della Società San Paolo.
[7] Cf nota 3 del doc. n. 2.
[8] Cf nota 2 del doc. n. 1.
a Preceduto da kg, depennato.
b Manca la parentesi di chiusura nell’originale.
c Sottolineato con un doppio tratto di penna.
d Segue lungo tratto orizzontale di penna.
e Cf nota precedente.
f Il paragrafo è delimitato da una parentesi graffa tracciata a sinistra, che ne cinge l’intera ampiezza.
g Il paragrafo è disposto perpendicolarmente ai precedenti.