Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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14 gennaio 1923, Roma.

Don Giacomo Alberione, giunto a Roma per portare avanti il cammino di approvazione della Pia Società San Paolo come congregazione di diritto diocesano, rassicura la comunità di Alba circa la sua sistemazione nella Capitale e comunica quanto in programma.

I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)

Roma, 14-1-23

Carissimi, 
Giunti ieri sera bene, in orario: alloggiato pressoa i «Figli dell’Immacolata – Via Mascherone»[1] di P(adre)b Frassinetti[2]; stamane celebrato in S(an) Paolo[3] la Messa di propiziazione per me e per tutti voi; fui da Mons(ignor) Santagata[4] e da Mons(ignor) Morano[5] prima di mezzodì; dai P(adri) di Verona[6] dopo mezzodì; so che fu spedito decreto per indulgenze; per l’altra pratica notizie incerte e contraddittorie; il | punto più difficile sembra quello «come assicurare e quali disposizioni includerec nelle regole perché non si diventi, col passare del tempo e degli individui, in futuro una ordinaria società editrice con spirito commerciale»[7]: lo spirito è proprio opposto attualmente, ma Roma deve assicurarsi per l’avvenire. Stasera penso e prego per questo. Domani?! ciò che piacerà al Signore. Preghiamo, neh! Tutti: era già un pensiero che avevo da parecchi giorni: è una grazia che anche qui si tema la stessa cosad. Domani forse potrò già prevedere il giorno di ritorno: state tranquilli nel Signore. Saluti affettuosissimi a ciascuno, in s(an) Paolo, che bisogna studiare ed amare di più!

aff(ezionatissi)mo amico T(eologo) Alberione[8].

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, sezione “Corrispondenza”, serie “Corri­spondenza con la Società San Paolo”, sottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 1, n. 1. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 227 mm x 139 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa «Scuola Tipografica Editrice / Alba / Telefono n. 95». Sul recto, in alto, a sinistra, la nota di mano α: «Sì»; sul verso, lungo il margine laterale sinistro, della medesima mano: «Sì». Trascrizione parziale in C.A. Martini, Le Figlie di San Paolo. Note per una storia (1915-1984), Roma 1994, p. 153.

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[1] La congregazione dei Figli di s(anta) Maria Immacolata, fondata a Genova dal venerabile sacerdote Giuseppe Frassinetti il 16 novembre 1861, aveva la propria casa generalizia in Roma, in via del Mascherone n. 55, dove fu verosimilmente ospitato il Primo Maestro.

[2] Cf nota precedente.

[3] S’intende la basilica di San Paolo fuori le mura, ubicata nel quartiere Ostiense di Roma. È evidente che il Primo Maestro individuò da subito tale area per la futura fondazione della casa paolina nella Capitale, di certo per la vicinanza con i resti terreni del santo di Tarso.

[4] È possibile che si tratti di mons. Fiorito Vincenzo Santagata, Cameriere segreto soprannumerario di Sua Santità dal 6 febbraio 1918 (cf Annuario pontificio per l’anno 1919, Roma 1919, p. 562).

[5] Il Primo Maestro si riferisce probabilmente a mons. Francesco Morano (Caivano, 1872 – Città del Vaticano, 1968), all’epoca prelato referendario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, in seguito cardinale elettore del Collegio cardinalizio e detentore di numerose altre cariche nei dicasteri apostolici (cf Annuario pontificio per l’anno 1928, Roma 1928, p. 507).

[6] Si tratta verosimilmente dei Poveri servi della Divina Provvidenza (Congregatio pauperum servorum Divinae Providentiae), congregazione religiosa clericale fondata a Verona da san Giovanni Calabria nel 1907, ufficialmente riconosciuta di diritto diocesano nel 1932 e di diritto pontificio nel 1956. La congregazione, scaturita sull’esperienza dell’istituto di assistenza per la gioventù abbandonata “Casa Buoni Fanciulli”, fondata da don Calabria, ha casa generalizia in San Zeno in Monte (VR) e numerose case in vari Paesi del mondo, tra cui la casa in Roma a cui fa riferimento Don Alberione (cf L. Zinaghi, Poveri servi della Divina Provvidenza, in G. Pelliccia, G. Rocca (a cura di), Dizionario degli Istituti di perfezione, Roma 1983, VII, pp. 242-243).

[7] L’autore trascrive verosimilmente un brano tratto dalla corrispondenza intercorsa con la Sacra congregazione dei Religiosi, contenente un appunto circa lo scopo della Pia Società San Paolo per la quale era stata avviata la pratica per la concessione dello status di istituto di diritto diocesano. Nella stessa data del presente documento, Don Alberione presentò al medesimo dicastero una relazione dettagliata sullo scopo della Pia Società, evidentemente in risposta all’appunto ricevuto (cf G. Rocca, La formazione della Pia Società San Paolo (1914-1927). Appunti e documenti per una storia, Roma 1982, pp. 594s., doc. n. 44; G. Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione. Un uomo, un’idea, Roma 19912, pp. 344s.; C.A. Martini, Le Figlie di San Paolo cit., pp. 375s., doc. n. 18).

[8] Giacomo Alberione (San Lorenzo di Fossano [CN], 4 aprile 1884 – Roma, 26 novembre 1971), fondatore della Pia Società San Paolo e della Famiglia Paolina.

a p- corretto su altra lettera

b Cf nota a.

c Nell’originale inchiudere. 

d Segue tratto orizzontale di penna.