Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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15 gennaio 1927, Alba.

Celebrando il primo anniversario della fondazione della casa paolina di Roma, Don Giacomo Alberione si rallegra della crescita della Famiglia Paolina e sottolinea l’importanza del ruolo di educatori e maestri per la formazione dei più giovani.

I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)

Alba, 15-1-1927

Mio carissimo, 
Ho riandato la serie di grazie celesti onde il Signore vi ha colmati in un annoa fruttuoso e salutarissimo a Roma; fra le ultime grazie il miglioramento nella salute e nella volontà di servire al Signore con semplicità e fedeltà. Cose che la grazia del Divin Maestro e l’intercessione di s(an) Paolo vorrà compiere alla maggior gloria del Buon Padre Celeste. Il 30 corr(ente) festeggeremo la Chiesa del Divin M(aestro)[1], la conversione di s(an) Paolo, resa più solenne dai nuovi 14 chierici; la famiglia di Roma sarà più vicino alle esultanti ossa dell’Apostolo: ma le preghiere saranno tutte in uno, come le menti, i cuori, i bisogni, la esultanza. 
Sia non solo bella, ma bellissima la famiglia di Roma, come la casetta di Nazaret; senza macchia e senza ruga. Io sono certissimo che la via è maestra! non un sentiero né una scorciatoiab
Notizie? Scriveranno altri meglio. Solo a te voglio partecipare che si rafforza il numero delle Pie Discepole[2], lietissimo pascolo del Divin Maestro! 
Licenziati 12? Io penso a 12 grazie nuove onde il Signore abbellirà il vostro giardino per farvi fiorire viole, rose, margarite, gigli. – Non ci sono | quasi più anziani? umiltà, dunque! e altri verranno dall’Oriente e dall’Occi­dente... e se occorrerà si cambieranno i sassi in figli di Abramo! Tranquilli, ché farà il Signore. Però una grazia speciale è nelle intenzioni, ora: la formazione di educatori e maestri (assistenti, insegnanti, direttori, confessori, predicatori) che siano la forma degli Alunni e Alunne, specialmente nel periodo critico: negli altri periodi le difficoltà sono assai minori. 
Va benissimo sistemare i vari gruppi! ma poche formalità, perché in realtà le cose vanno benissimo, adesso: eliminare ciò che è passivo, come farebbec il Pater meus... agricola est[3], tagliare i rami inutili, ut fructum plus afforet[4] e dar acqua, sole, umori vitali alla pianta e rami buoni! Cioè cura dei rami buoni! ma tranquilla, raccolta, serena! Il resto va sempre bene, o verrà giustato bene dal Signore. 
Benedico tutti i propositi e gli sforzi in questo giorno anniversario. Sono commosso a pensare a tante buone volontà e letizie di servire il Signore. Ricordate di essere raccolti nel piccolo, con salute buona e serenità. 
Qui M(aestra) Tecla[5] mi fa un’ottima scuola alle Piccole. Prega per questo vostro poverissimo Padre che non ha nulla da darvi, ma che vi addita le ricchezze del Divin Maestro.

aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Mem­bri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 2. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 230 mm x 145 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa «Scuola Tipografica Editrice / Pia Società San Paolo / per l’apostolato della buona stampa / Alba – via S(an) Paolo – Telefono 95 / Roma – via Ostiense n. 75 E». Sul recto, a sinistra, lungo il margine laterale sinistro, la nota di mano α: «Sì».

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[1] Il Primo Maestro si riferisce alla chiesa del Divin Maestro di Alba, costruita a partire dal 1927 e consacrata nel 1936; si veda G. Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione cit., pp. 442-443.

[2] S’intenda Pie Discepole del Divin Maestro, qui e altrove. Costituiscono la seconda congregazione femminile concepita da Don Giacomo Alberione all’interno della Famiglia Paolina: sul finire del 1923, il fondatore separò le giovani Orsola Rivata e Metilde Gerlotto dalla comunità delle Figlie di San Paolo, destinandole a una vita contemplativa e, in seguito, allo studio e al servizio della liturgia e dell’arte sacra. Il 10 febbraio 1924, festività di santa Scolastica, alle prime due si unirono altre sei giovani, dando origine alla prima comunità di Pie Discepole guidate da suor Orsola Rivata, che assunse il nome di maestra Scolastica (cf L. Rolfo, Don Alberione cit., pp. 199-200).

[3] «il Padre mio è il vignaiolo» (Gv 15,1).

[4] «affinché porti più frutto»: pur non essendo una citazione testuale, il riferimento è al passo riportato nella nota precedente.

[5] Tecla Merlo, al secolo Teresa (Castagnito [CN], 20 febbraio 1894 – Albano Laziale [RM], 5 febbraio 1964), è considerata una figura di primaria importanza nella storia della Famiglia Paolina. Il 22 luglio 1922 pronunciò i suoi voti perpetui come Figlia di San Paolo; nella stessa giornata, Don Alberione la nominò prima Superiora generale della congregazione, disponendo che assumesse il titolo di “maestra” per onorare Gesù, Maestro divino, e per guidare le anime che il Signore le avrebbe affidato (cf L. Rolfo, Don Alberione cit., pp. 196-200).

a in... anno sottolineato in rosso, verosimilmente da mano più tarda.

b Nell’originale accorciatoja. -c- corretto su altra lettera.

c Segue l’agr-, depennato dallo stesso autore.