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28 maggio 1927, Alba.
Rallegrandosi per i festeggiamenti in onore di Maria, Regina degli Apostoli, Don Giacomo Alberione accenna a una serie di questioni relative alla casa di Roma e all’intera Famiglia Paolina, tra cui la domanda di approvazione delle Figlie di San Paolo come congregazione di diritto diocesano, la produzione editoriale, le condizioni di salute fisica e spirituale di alcuni giovani paolini.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Alba, li 28-V-27
Carissimi, Domani la Madre raccoglierà tutti i figli attornoa a sé, per compartire i suoi beni ineffabili! ed i figli a gara Le presenteranno i loro piccoli doni, ed il dono del cuore! e Le ricorderanno le sue sollecitudini per gli Apostoli e la preghiera che affrettarono l’Incarnazione e la discesa dello Spirito Santo. La Chiesa ebbe tutto dalla «Regina, Madre e Maestra Apostolorum».
E tu, M(aestro) Giaccardo[1], potrai finire il libro «Regina Apostolorum»[2]? attendevo a chiedertelo una tua miglior salute. Quando farai tale ossequio alla Madre nostra?
Mons(ignor) Vescovo[3] dice bene attendereb per la domanda delle Figlie alla Congregazione[4] che questa abbia risposto circa la avvenuta approvazione della parte maschile.... ma io credo che Essa non risponda, giacché è cosa su cui non ha da pronunciare giudizio. È vero? Puoi chiederlo a qualcuno?
Non posso rispondere a P(adre) Abate[5] per alcuni giorni dovendo vedere la sistemazione di Occhetti[6] che deve avvenire in questi giorni.
Chiedi copie regole: ma D(on) Borrano[7] ne portò quattro copie, mi si dice: ne occorrono altre?
Agostini[8]: con la rivalutazione della lira, dovrebbero bastare L(ire)18 per m(etro) q(uadro): non 20 = ti pare? E portano così anche le circostanze? |
La pratica ufficio postale è tornata a Roma, Cav(alier) Zorgnotti[9], ben istruita e con tutte le cose in regola: solo da firmare. Se egli facesse presto?! D(on) Borrano credo gli passi innanzi nell’andare a scuola....
Per stampa occorre facciamo fruttare quanto possibile i mezzi: aumentare le tirature, estendere la rèclame ora che tutti vogliono vendere, far produrre ai ragazzi quanto sono capaci, migliorarne il lavoro....
Per falegname: nell’estate faremo banchi, panche, per noi: ne faremo pure per voi.... Armadio non conviene, siamo poco capaci.
Il piccolo Magnani[10] va bene? scusa se non ti avvertii prima; mi passò di mente, ma spero che a Roma, lontano dalla mamma, farà benino
Ho gran bisogno di una grazia... D(on) Manera[11] torna a promettere che manderà. Desidero conoscere l’andamento degli studi di D(on) Borrano: non faticatevi tanto! Pace e letizia serena.
In casa tutto tranquillo.
Con vivissimo affetto vi benedico
M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 30. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 227 mm x 144 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa, posta in alto, a sinistra: «Scuola Tipografica Editrice / Pia Società S(an) Paolo / per l’apostolato della buona stampa / - Alba -». Visibile a sinistra, lungo il margine laterale del foglio, una nota di mano α: «sì».
[1] Cf nota 4 del doc. n. 7.
[2] Cf nota 11 del doc. n. 32.
[3] Cf nota 3 del doc. n. 12.
[4] Cf nota 9 del doc. n. 15.
[5] Cf nota 2 del doc. n. 31.
[6] Cf nota 13 del doc. n. 44.
[7] Cf nota 1 del doc. n. 4.
[8] Cf nota 4 del doc. n. 39.
[9] Cf nota 1 del doc. n. 5.
[10] Si tratta con ogni probabilità del futuro don Renato M. Luca Magnani (Santa Vittoria di Gualtieri [RE], 1914 – Alba [CN], 1962), da poco entrato nella casa di Roma all’epoca dei fatti.
[11] Cf nota 2 del doc. n. 5.
a attorno corretto su intorno.
b Seguono alcune lettere depennate.