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26 luglio 1927, Alba.
Don Giacomo Alberione accenna all’eventualità di interrompere la trattativa per l’acquisto dell’immobile dei coniugi Agostini e conferma l’autorizzazione del Consiglio generale per l’acquisto della Vigna San Paolo.
Alba, li 26-7-27
Carissimi,
Confido tanto che l’augurio fatto nella S(anta) Messa a D(on) Borrano[1] partente, abbia la benedizione di Dio «spirito romano», quello spirito che a Roma attinsero i s(anti) Paolo, Ignazio, Francesco Saverio, s(an) Filippo N(eri).
Restituisco lettera-Agostinia [2]: credo volontà divina preparare man mano atto, denaro, restituzione-. Ritornato bene D(on) Domenico[3] e con notizie utili e buone di voib.
Deo gratias!! delle occasioni di acquistare grazie = Rosariare!! è il segreto degli acquisti finora fatti, insieme all’esame di coscienza. Qui il Consiglio è favorevole all’acquisto[4] e si pensa come aiutarvi per lavorazione.
Buona «Regina Apostolorum»!! a tutti!!
Spedisco regole e quel «verbale» spero lo farà D(on) Manera[5].
Don Borrano riposi di più, studi pacificamente, santamente! Con vivissimo affetto a tutti benedizione e auguri
aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.[6]
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 39. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 228 mm x 144 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa, posta in alto, a sinistra: «Scuola Tipografica Editrice / Pia Società S(an) Paolo / per l’apostolato della buona stampa / - Alba -». In alto, a destra, la nota di mano α «no».