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10 febbraio 1927, Alba.
Rallegrandosi per l’allestimento di una cappella interna nella residenza della comunità di Roma, Don Giacomo Alberione invita i suoi figli nella Capitale ad accostarvisi con regolarità; inoltre, chiede a don Giuseppe Timoteo Giaccardo di informarsi sulla pratica per l’ottenimento di alcune reliquie di san Paolo, da conservare ad Alba, e lo aggiorna su alcuni aspetti della vita comunitaria e della produzione tipografica.
Santa Scolastica
Alba, 10-2-27
Carissimi, Deo gratias! per la Cappella interna[1]. Non è però da rompersi l’orario per stare qualcuno continuamente in Chiesa: meglio che il Signore vi sappia regolari e veda tutti assistiti. Basta si facciano le pratiche che si facevano e si fanno in Casa e avete vedute in Alba. La regolarità è di maggior gloria di Dio! meno peccati e più frutti di pietà, scienza, apostolato, economia!a Per favore; ma regolarità e tutti assieme.
Se hai occasione di parlare con P(adre) Abate[2] puoi informarti delle pratiche per aver qui le Reliquie di s(an) Paolo? Per quest’anno, però – Senza tuttavia che si debba uscire per questo –
Vi desidero perfetti in tutto, mancanti in nessuna cosa! Desidero che divenga possibile alla Casa-Madre avere, e dar vitab!, ad altre Case figlie. Ciò che sarà, se ognuna diviene matura di spirito e perfetta in tutto.
Credo che la semplicità e schiettezza con Sartori[3] e Rolfo[4] siano molto utili e sgravino il cuore di pene.
Spedito «Gesù Maestro»[5]: fa’ pure la S(anta) Messa per la festa; ma di pensiero veramente largo, cioè come parlerebbe N(ostro) S(ignore) Gesù Cristo!
Faccio spedire flans[6]. Per i mattoni[7], l’ing(egner) Badoglio[8] trova ancora difficoltà dopo la mia ultima?
Per il terreno proposto da lui, non vi è fretta: intanto sentiremo che risponde la Contessa di Torino[9].
Siate in pace: fatevi santi, non pensate ad estendere ma a: sostituire, man mano, con elementi buoni, i deficienti, in qualsiasi parte; a mettere la casa in condizione di vita anche economica; al progresso degli studi; all’apostolato più puro e più santo e più largo. Eliminate pure i lavori non abbastanza di centro, i clienti poco di spirito ecc.
Nel Divin Maestro aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 11. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 228 mm x 275 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa «Scuola Tipografica Editrice / Alba / Telefono n. 95». Sul recto, in alto, a destra, la nota di mano α: «no».
[1] Si tratta di una cappella ubicata nei locali di via Ostiense n. 75 in cui risiedeva la comunità di Roma. Essendo un immobile in locazione, descritto in bibliografia come scomodo e poco accogliente, la cappella comunitaria non era altro che una stanza adattata e consacrata allo scopo.
[2] Alfredo Ildefonso Schuster (Roma, 18 gennaio 1880 – Venegono Inferiore [VA], 30 agosto 1954), fu monaco benedettino dell’abbazia di San Paolo fuori le mura (Roma) dal 1904, divenendone poi l’abate ordinario dal 6 aprile 1918; il 26 giugno 1929 papa Pio XI lo nominò arcivescovo metropolita di Milano, carica che ricoprì fino alla sua morte. Il 26 marzo 1994 fu proclamato venerabile da papa Giovanni Paolo II, che in seguito lo beatificò il 12 maggio 1996 (cf A. Canavero, Schuster, Alfredo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 91, 2018).
[3] Antonio Sartori, aspirante paolino, giunto a Roma il 13 gennaio 1926 con don Giuseppe Timoteo Giaccardo e gli aspiranti Alfredo Cirio e Nino Peluffo per fondarvi la prima comunità paolina della Capitale (cf G. Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione cit., p. 387).
[4] Cf nota 6 del doc. n. 11.
[5] Si ipotizza che si tratti di una pubblicazione stampata presso la tipografia paolina di Alba.
[6] S’intendano i cartoni speciali utilizzati per la preparazione di matrici, nella produzione di lastre tipografiche.
[7] Cf nota 2 del doc. n. 18.
[8] Cf nota 8 del doc. n. 11.
[9] Cf nota 1 del doc. n. 5.
a Segue tratto orizzontale di penna.
b Segue parola depennata.