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[post 15 gennaio 1926 – ante 26 febbraio 1926], Alba.
Don Giacomo Alberione informa don Giuseppe Timoteo Giaccardo della vestizione di tredici giovani in Alba e gli chiede delucidazioni in merito a due nuove pubblicazioni curate dalla comunità paolina della Capitale: il giornale «La Voce di Roma», già in fase di elaborazione, e il foglio «L’Ostiense», appena ideato, da proporre al parroco della basilica di San Paolo fuori le mura.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Alba, 1[926]
Caro M(aestro) Giaccardo[1],
Si era persuasi che il comune l’aveste già... Portato dal sig(nor) Stanislao[2]...a
Quando scrivi: metti pure le cose brevissime: sempre quattro: morale – studio – stampa – povertà –
Fate adunanze? Come sono le cose del profitto –
Qui domani vestizione di 13 giovani: martedì verrebbe forse qualcuno: figlie? giovani? Scrivi prima
Cura della tua salute.
Giornale intitoliamolo «Voce di Roma»[3] b.
Va bene la risposta ad Annibaldi[4]. Fa’ pure come hai detto: poi per ora il pensiero sia di stabilirvi bene quanto alle quattro parti: il Signore penserà al resto: e noi vedremo con la sua grazia di tenere occhi, cuore, mente aperta ad intendere la voce che si farà sicuro udire – State tranquilli nel v(ostro) guscio di noce – mettetevi a posto intanto: perché vorrei un po’ di... Nazareth! Il foglio «L’Ostiense»[5] se piacerà al Parroco di S(an) Paolo va bene –
Vi abbraccio e benedico
aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, sezione “Corrispondenza”, serie “Corrispondenza con la Società San Paolo”, sottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 1, n. 9. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 154 mm x 210 mm, in ottimo stato di conservazione. Sul verso, disposta parallelamente ai lati corti del foglio, la nota di mano dell’autore: «Maturate presto il giornale». Sul recto, in alto, le note di mano α: a destra, a integrazione della datazione cronica «926»; a sinistra: «Sì».
L’ipotesi di datazione è formulata sulla base degli elementi di cronologia individuati nel testo: tra questi, la menzione del giornale «La Voce di Roma» come in fase di elaborazione da parte della comunità romana, stabilitasi nella Capitale nel gennaio 1926 e stampato per la prima volta il 26 febbraio dello stesso anno (cf nota 3).
[1] Cf nota 4 del doc. n. 7.
[2] Si ipotizza che si tratti di don Stanislao Crovella, al secolo Luigi Paolo (San Sebastiano Po [TO], 1908 – Roma, 1999), sacerdote della Società San Paolo.
[3] Il giornale «La Voce di Roma» è una delle più importanti pubblicazioni realizzate dalla neonata comunità romana, concepita con l’intento di dare risalto alle notizie provenienti dalla Santa Sede e dall’intero mondo cattolico. Il periodico deriva dal settimanale «La Voce del Popolo», già stampato dalla comunità di Alba; quando la sua produzione fu trasferita a Roma, per volontà di Don Alberione assunse il titolo menzionato: «È nuovo il titolo: ma non è nuovo il giornale: che esce per il popolo italiano col titolo di “Voce del Popolo”. Il nuovo titolo è proprio del popolo romano. È Giornale cattolico: ed ha la collaborazione di cuori, cui l’esperienza e i sacrifici hanno fatto conoscere il bene che è la stampa cattolica» («La Voce di Roma», 1 (I), 26 febbraio 1926; si veda anche L. Rolfo, Don Alberione cit., p. 215).
[4] La ditta “Fratelli Annibaldi”, fondata dall’omonima famiglia e attiva nel primo ventennio del XX secolo, era specializzata nella fusione e nella lavorazione dei metalli, in particolare dell’ottone. Il suo stabilimento, progettato dal noto architetto e urbanista romano Marcello Piacentini (cf G. Duranti, Piacentini, Marcello, in Dizionario biografico degli Italiani, 83 (2015), sorgeva lungo la via Ostiense della Capitale, non lontano dal civico n. 75 E in cui risiedeva la comunità paolina di Roma. Sullo sviluppo urbanistico e le caratteristiche del quartiere Ostiense, sede di numerose attività industriali e manifatturiere tra il 1870 e la fine degli anni Venti del Novecento, si veda P. Brunori, F. Carboni, Ai margini di Roma Capitale. Appunti sull’architettura del quartiere Ostiense, in «Roma moderna e contemporanea», XX, 2012, 2, pp. 543-597.
[5] Il foglio «L’Ostiense» era una delle numerose iniziative giornalistiche e tipografiche progettate dalla comunità paolina di Roma; allo stato attuale, non è noto se all’ideazione del periodico seguì effettivamente la sua pubblicazione.
a Segue tratto orizzontale di penna, come alla fine dei paragrafi successivi.
b Segue meglio, depennato.