37*
[post marzo 1927].
Don Giacomo Alberione condivide con la comunità paolina di Roma alcune raccomandazioni di natura spirituale, esortandola a progredire nello studio e nell’apostolato.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Carissimi,
Buon viaggio! Perdonate, ho fatto rompere un po’ l’orario della scuola: dovevo far più attenzione. Grazie d’ogni vostra caritàa.
Corrispondiamo di qui per Italia Antiblasfema[1]: voi chiedete solo paghino quanto dovuto ab Casa-Roma.
Sull’esempio di s(an) Paolo convertiamo la mente, il cuore, la vita spirituale e la vita pratica al Divin Maestro che è tutta la verità. Che è tutta la vita, che è la sola via[2].c
Chi medita G(esù) C(risto) ne sa sempre di più; chi ha la divozione al Divin Maestro è sempre più avanti; chi ha il cuore di G(esù) C(risto) è col Padre.
Sono sempre più persuaso che costì è la vita: quindi svilupparne solo i germid senza sopraposizioni, aggiunte non naturali, supercostruzioni. Studio, spirito, apostolato, disciplina, economia si sviluppino e si alzinoe e si dilatino sui fondamenti già posti: Cristo che è nel Mondo, nei Chierici, nelle Maestre; sono ben postati e basta! Non cerchiamof altro fondamento[3]. Ut non simus sic ut parvuli fluctuantes et circumferamur ab omni vento doctrinæ...[4] nolite omni spiritui credere...[5]g
Ho sbagliato ad incaricare il Maestro[6] a visitare la cartiera[7]... meglio rimanere in casa: vada solo il sig(nor) Ingegnere[8].
________________
* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 47. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 109 mm x 278 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca in alto, a destra, due note di mano α «1926?» e «no».
L’ipotesi di datazione si basa sulla menzione del giornale «Italia Antiblasfema», stampato dalla tipografia paolina di Roma a partire dai primi mesi del 1927 (cf docc. nn. 25, 34, 55).
[1] Cf nota 1 del doc. n. 25.
[2] Cf Gv 14,6.
[3] Cf 1Cor 3,11.
[4] «affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina» (Ef 4,14).
[5] «non credete a ogni spirito» (1Gv 4,1).
[6] Il riferimento è a don Giuseppe Timoteo Giaccardo, di frequente menzionato nelle comunità paoline col titolo di “Signor Maestro”. Cf nota 4 del doc. n. 7.
[7] La residenza della comunità paolina in Alba comprendeva, oltre che una fornace per la produzione di mattoni, una manifattura di inchiostri da stampa, un’officina meccanica, una falegnameria e una calzoleria, anche una piccola fabbrica per la produzione di carta, nata agli inizi degli anni Venti del Novecento per ovviare alla difficoltà di approvvigionamento di materie prime per la produzione tipografica del primo dopoguerra. Secondo la testimonianza di Rolfo «economicamente, questa cartiera non fu un successo, ma una provvidenza di valore incalcolabile durante l’ultima guerra. [...] Mentre tutte le tipografie italiane chiudevano i battenti o lavoravano a spizzichi per mancanza di carta, quella di San Paolo poté sempre lavorare a pieno regime grazie alla carta che si fabbricava in casa raccogliendo cartastraccia da tutte le parti da usare come materia prima» (L. Rolfo, Don Alberione cit., p. 181).
[8] Cf nota 8 del doc. n. 11.
a Segue tratto orizzontale di penna.
b Segue parola depennata al rigo successivo.
c Segue tratto orizzontale di penna, come alla fine del paragrafo successivo.
d -i corretto su -e.
e -o corretto su -i.
f Segue parola depennata.
g Segue tratto orizzontale di penna.