Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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10 aprile 1927, Alba.

Don Giacomo Alberione delega don Giuseppe Timoteo Giaccardo ad autorizzare il rinnovo dei voti temporanei di due giovani membri della comunità di Roma, analogamente a quanto avvenuto ad Alba nei giorni immediatamente successivi alla concessione del decreto di erezione della Pia Società San Paolo, e fornisce informazioni sulla produzione libraria.

Alba, li 10-4-27

Carissimo amico[1]  
Il sig(nor) Luigi[2] e sig(nor) Maggiorino[3] rinnovano i voti; ti delego ad accettarli. - Quella cassa dei caratteri[4] èa partita da un mese, quasi; spero sia giunta. 
Venerdì p(rossimo) – santo – faremo ritiro sopra il Breviario. – Sta’ tranquillo per copia contratto con De Nicola[5]: ne facciamo altra; Rolfo[6] non sarà chiamato a deporre, essendo già provvisto diversamente: è questione lunga! – 
Fatto spedire le stereotipie[7] dei due libri: Pratica e Gesù al cuor[8]...; mentre che provvedete carta arriveranno. – Grazie per le somme che pagano – Curate bene certamente i malati.

Oggi anniversario sepoltura Delfino[9]  
I libri furono spediti. | 
State lieti! Facciamo in modo di rendere moralmente attiva la Casa e cioè: giardino di santi, escludendo gli alberi di poco reddito e sostituendoli con una coltivazione migliore «Dei agricultura estis»[10]; non ingrandire, ma migliorare per ora. 
Vorrei tanto favorire P(adre) Abate[11], ma è impossibile: abbiamo poco personale. Puoi dirglielob
Santa Pasqua! a tutti, a tutte; e a te particolarmente. 
aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Mem­bri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 21. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 227 mm x 147 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca le intestazioni a stampa: in alto, a sinistra «Scuola Tipografica Editrice / Pia Società S(an) Paolo / per l’apostolato della buona stampa / - Alba -». Visibile in alto, a destra, la nota di mano α: «no».

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[1] S’intenda probabilmente don Giuseppe Timoteo Giaccardo; cf nota 4 del doc. n. 7.

[2] Cf nota 1 del doc. n. 12.

[3] Cf nota 3 del doc. n. 22.

[4] Cf nota 2 del doc. n. 24.

[5] Cf nota 1 del doc. n. 5.

[6] Cf nota 6 del doc. n. 11.

[7] La stereotipia è una tecnica tipografica basata sull’impressione di caratteri mobili da stampa su uno speciale cartone detto flan; cf nota 6 del doc. n. 31.

[8] Cf nota 1 del doc. n. 19.

[9] Si tratta probabilmente di un giovane aspirante, morto prima di pronunciare i voti temporanei.

[10] «voi siete i coltivatori di Dio» (1Cor 3,9).

[11] Cf nota 2 del doc. n. 31.

a Nell’originale e.

b Seguono tre parole, depennate dallo stesso autore.