42*
10 aprile 1927, Alba.
Don Giacomo Alberione delega don Giuseppe Timoteo Giaccardo ad autorizzare il rinnovo dei voti temporanei di due giovani membri della comunità di Roma, analogamente a quanto avvenuto ad Alba nei giorni immediatamente successivi alla concessione del decreto di erezione della Pia Società San Paolo, e fornisce informazioni sulla produzione libraria.
Alba, li 10-4-27
Carissimo amico[1]
Il sig(nor) Luigi[2] e sig(nor) Maggiorino[3] rinnovano i voti; ti delego ad accettarli. - Quella cassa dei caratteri[4] èa partita da un mese, quasi; spero sia giunta.
Venerdì p(rossimo) – santo – faremo ritiro sopra il Breviario. – Sta’ tranquillo per copia contratto con De Nicola[5]: ne facciamo altra; Rolfo[6] non sarà chiamato a deporre, essendo già provvisto diversamente: è questione lunga! –
Fatto spedire le stereotipie[7] dei due libri: Pratica e Gesù al cuor[8]...; mentre che provvedete carta arriveranno. – Grazie per le somme che pagano – Curate bene certamente i malati.
Oggi anniversario sepoltura Delfino[9]
I libri furono spediti. |
State lieti! Facciamo in modo di rendere moralmente attiva la Casa e cioè: giardino di santi, escludendo gli alberi di poco reddito e sostituendoli con una coltivazione migliore «Dei agricultura estis»[10]; non ingrandire, ma migliorare per ora.
Vorrei tanto favorire P(adre) Abate[11], ma è impossibile: abbiamo poco personale. Puoi dirglielob!
Santa Pasqua! a tutti, a tutte; e a te particolarmente.
aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.
__________________
* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 21. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 227 mm x 147 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca le intestazioni a stampa: in alto, a sinistra «Scuola Tipografica Editrice / Pia Società S(an) Paolo / per l’apostolato della buona stampa / - Alba -». Visibile in alto, a destra, la nota di mano α: «no».
[1] S’intenda probabilmente don Giuseppe Timoteo Giaccardo; cf nota 4 del doc. n. 7.
[2] Cf nota 1 del doc. n. 12.
[3] Cf nota 3 del doc. n. 22.
[4] Cf nota 2 del doc. n. 24.
[5] Cf nota 1 del doc. n. 5.
[6] Cf nota 6 del doc. n. 11.
[7] La stereotipia è una tecnica tipografica basata sull’impressione di caratteri mobili da stampa su uno speciale cartone detto flan; cf nota 6 del doc. n. 31.
[8] Cf nota 1 del doc. n. 19.
[9] Si tratta probabilmente di un giovane aspirante, morto prima di pronunciare i voti temporanei.
[10] «voi siete i coltivatori di Dio» (1Cor 3,9).
[11] Cf nota 2 del doc. n. 31.
a Nell’originale e.
b Seguono tre parole, depennate dallo stesso autore.