Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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26 marzo 1927, Alba.

Dopo aver fornito una serie di informazioni di natura economica e sulla vita comunitaria, Don Giacomo Alberione annuncia a don Giuseppe Timoteo Giaccardo che gli invierà una copia autentica del decreto di erezione della Pia Società San Paolo in istituto di diritto diocesano, dato da Giuseppe Francesco Re, vescovo di Alba, il 12 marzo precedente, e delle Regole vigenti della congregazione.

I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)

Alba, 26a-3-27

Carissimo, Deo gratias! di tue lettere e del chèque[1]. Notate sempre acconto sul vostro registro, così faremo qui, perché tutto sia chiaro. Ho scritto a Contessa Rosa[2]: fa bisogno di scrivere ancora a Comm(endator) Ciccarelli[3]? Lasciamo ogni pensiero di acquisto colà: non mi pare il volere di Dio! almeno per ora. – A D(on) Pio[4] parlai = accettò = credo abbia già scritto a P(adre) Abate[5] ed al nostro Vescovo[6]. = Vi saranno difficoltà forse perché in Diocesi scarseggia il clero = potresti suggerire a P(adre) Abate di dire al nostro Vescovo che questa è fortuna ed assicurazione di avvenire per D(on) Pio, che sa voler ancora frequentare studi a Roma, che è molto bisognoso d’aver un bravo sacerdote e tante altre ragioni e potrebbe far mettere una riga ancora di raccomandazione dal Card(inal) Gasparri[7]? Una parola di Roma val tanto per Mons(ignor) Vescovo =b Dal Cav(alier) Zorgnori[8] è giunta pratica favorevole. 
Ti faccio spedire copia autenticata decreto = (con le regole fra un quindici giorni). In casa buon frutto da Esercizi S(pirituali) – Per le regole terrò presenti le avvertenze. – P(adre) Rosa[9] abbia pazienza di lasciarmi ancora un po’ il suo Thesaurum[10] – Stia buona Clelia[11]... se vuole, studi le materie scolastiche come fa Nazarena[12] per davvero: si ami il Signore più che l’armonium[13]
Stiano tutti contenti! qui confidiamo il Signore ci dia sempre un pezzetto della sua Santa Croce = regia via Sanctae Crucis. Con affetto, in Domino, vi benedico

aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Mem­bri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 14. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 238 mm x 297 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca le intestazioni a stampa: in alto, a sinistra «Scuola Tipografica Editrice / Pia Società S(an) Paolo / per l’apostolato della buona stampa / - Alba -»; lungo il margine laterale sinistro del foglio: «Casa editrice / S(anto) Vangelo / Voce del Popolo / Gazzetta d’Alba / Gazzetta di Canale / Torre di S(anto) Stefano B(elbo) / Voce delle Langhe / Gazzetta di Cherasco / Italia Antiblasfema / Vita Pastorale / Il Giornalino / L’Aspirante / Il Seme / Unione Cooperatori / Buona Stampa / Bollettini Parrocchiali / Collezioni: / “Tolle et lege” / (ameno-educativa) / “Fons Aquæ” / (apologetico-storica) / Libri ascetici e di pietà / Fogli di propaganda / Biblioteche circolanti / Depositi e rivendite / Seminario / per la formazione / di scrittori ed operai / della Buona Stampa»; in basso, a sinistra, parallelamente ai lati lunghi del foglio: «Telegrammi: Alberione - Alba». Sul recto, in alto, al centro, la nota di mano α: «no».

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[1] S’intenda un assegno bancario.

[2] Cf nota 1 del doc. n. 5.

[3] Cf nota 1 del doc. n. 5.

[4] Don Pio Chiesa, probabilmente paolino, nominato vicecurato di Monforte d’Alba da mons. Giuseppe Francesco Re, vescovo di Alba (cf doc. n. 36). Non avendo reperito in ASSSP alcuna attestazione sul suo conto, si può dedurre che abbia in seguito lasciato la congregazione.

[5] Cf nota 2 del doc. n. 31.

[6] Cf nota 3 del doc. n. 12.

[7] Enrico Gasparri (Ussita [MC], 25 luglio 1871 – Roma, 20 maggio 1946), nipote del cardinale Pietro Gasparri, Segretario di Stato Vaticano tra il 1914 e il 1930; fu cardinale presbitero con il titolo di San Bartolomeo all’Isola, nunzio apostolico in America Latina, cardinale vescovo di Velletri e Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica dal 1933 (cf Annuario pontificio per l’anno 1933, Roma 1933, p. 781).

[8] Cf nota 1 del doc. n. 5.

[9] Cf nota 6 del doc. n. 17.

[10] S’intenda probabilmente Thesaurus, ovvero il titolo parziale di un’opera a stampa che il Primo Maestro aveva ricevuto in prestito da padre Enrico Rosa. È un «nome usato spesso, dal Medioevo in poi, come titolo di ampi repertori scientifici o di divulgazione enciclopedica, e in secoli più recenti di importanti vocabolari soprattutto di lingue classiche» (in Vocabolario Treccani online, Istituto della Enciclopedia Italiana, sub voce; ultima consultazione: 21/05/2025).

[11] Cf nota 2 del doc. n. 19.

[12] Si tratta probabilmente di Cecilia Costa (12 ottobre 1908 – 13 ottobre 1938), consacrata tra le Figlie di San Paolo con il nome in religione di Maria Nazarena.

[13] L’autore intende probabilmente uno strumento musicale, simile a un piccolo organo.

a -6 corretto su -3.

b A D(on)... Vescovo sottolineato e circoscritto da parentesi quadre dallo stesso autore.