Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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4 giugno 1927, Alba.

Come di consueto, Don Giacomo Alberione fornisce alla comunità di Roma alcune delucidazioni circa numerose questioni differenti, tra cui il cammino delle Regole della congregazione.

Alba, 4-VI-27

Carissimi, Voi abbondate tanto in lettere ed io quasi mi riduco a mandarvi gli Angeli Custodi a farvi commissioni. 
Mi sono fermato a pregare e pensare un po’ all’anima mia: e, quando è così, io sono tranquillo perché vi guarda direttamente il Divin Maestro.
È bene facciate come ieri vi telegrafai da Torino: fate voi stessi e firmate le domande e i documenti a mio nome. 
Domani Ci raccoglieremo nel S(anto) Cenacolo per lo Spirito Santo. 
Il libro «Regina Apostolorum»[1] sia fatto adagissimo e con logica tanto della testa che del cuore. Benedico da inginocchio ai piedi della Madre. 
Le regole sono finite in bozze, manca solo l’approva­zione per la tiratura. 
Spediti i libri per Primaa Comunione: uno da parecchio, l’altro stamane. 
Quanto al travertino non pensiamo più; già scelta altra lavorazione. 
Avendo pochi posti, appare naturale di prendere solo i ben scelti e cambiare quanti danno scarso affidamento di perseverare. 
I Maestri ricevano grazie dallo Spirito Santo come ne spero io e confidiamo nella misericordia.

Andrò a vedereb da Mons(ignor) Vescovo[2] per pratica 
Circa terreni: si può sempre sentire e vedere in Domino; nella perfetta indifferenza si aiuta meglio la Provvidenza = ma Agostini[3] è bene coltivarlo. Provveduto per indirizzo P(adre) Tavani[4]
Ai piedi della Regina Apostolorum.

aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.[5]

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Mem­bri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 32. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 144 mm x 226 mm, in ottimo stato di conservazione.

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[1] Cf nota 10 del doc. n. 32.

[2] Cf nota 3 del doc. n. 12.

[3] Cf nota 4 del doc. n. 39.

[4] Padre Domenico Tavani, all’epoca Ministro generale dei Minori conventuali (cf L. Rolfo, Don Alberione cit., pp. 216, 266).

a Nell’originale I.

b Nell’originale Andrò vedere.

c Segue parola depennata.