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[post 15 gennaio 1926 – ante 12 gennaio 1927].
Lieto dei progressi della casa di Roma, Don Giacomo Alberione informa la comunità della Capitale circa l’eventualità di estendere la presenza paolina in altre città come Frosinone, in cui fondare nuove comunità o avviare iniziative apostoliche.
L’idea dettami ieri dal Sig(nor) Maestro[1] di pensare a Frosinone sembra bella! e allora chi farebbe? M(aestra) Caterina?a [2]
Manderò preventivo telaib.
Ho telegrafato da Grosseto = credo sia chiaro e volontà di Dioc.
Attendo esito visita Giovannina[3].
Trovato bene voi e ben avviata la casa – Deo gratias! M(aestro) Alberione).
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 6. Il supporto scrittorio cartaceo (142 mm x 88 mm), in ottime condizioni di conservazione, è una cartolina postale prodotta dalla stessa Pia Società San Paolo, recante sul recto l’immagine a stampa del Volto Santo di Gesù e, al di sotto dell’immagine, la didascalia «Il Volto Santo / lasciato <nell’originale asciato> dal Cristo effigiato nel <nell’originale ne> lino della Veronica, che si <nell’originale s> conserva tuttora a Torino. / Chi dà un bacio a quest’immagine in riparazione della Stampa cattiva, / acquista 100 giorni d’indulgenza». Sul verso, leggibili le scritte a stampa «Cartolina biblica / serie “Vangelo” / con approvazione Eccl(esiastica) / Alba Scuola Tipografica Editrice». Individuate le note di mano α: in alto, a sinistra «1927» e «no».
L’ipotesi di datazione si basa sull’espressione «Ho trovato bene voi e ben avviata / la casa», adoperata dall’autore, che rimanderebbe al primo anno di vita della casa di Roma, computato a partire dal 15 gennaio 1926.
[1] L’espressione “Signor Maestro” era riferita a don Giuseppe Timoteo Giaccardo.
[2] Si tratta forse di Maria Carbone (5 novembre 1888 – 16 aprile 1970), consacrata nel 1922 tra le prime Figlie di San Paolo con il nome di maestra Caterina (cf L. Rolfo, Don Alberione cit., p. 198).
[3] Si ipotizza che si tratti di Marina Giovannina Rapalino, giovane giunta a Roma il 17 gennaio 1926 con il gruppo delle Figlie di San Paolo guidato da maestra Amalia Peyrolo (cf C.A. Martini, Le Figlie di San Paolo cit., p. 148).
a Segue x, tracciata dall’autore per rimandare alla nota a piè di pagina, di mano sua: «Dove si fa, occorre lasciare qualche Cooperatore per tutte le opere – specie deposito-rivendita – Teologo».
b Nell’originale telaj.
c Segue tratto orizzontale di penna, come alla fine dei paragrafi successivi.