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8 marzo 1927, Alba.
Nei giorni immediatamente precedenti l’attribuzione alla Pia Società San Paolo della dignità di congregazione di diritto diocesano, concessa da mons. Giuseppe Francesco Re, vescovo di Alba, il 12 marzo seguente, Don Giacomo Alberione invita don Giuseppe Timoteo Giaccardo a unirsi a lui nel sollecitare una risposta da parte del presule circa la concessione del detto titolo; inoltre, lo informa su altre questioni, tra cui la produzione editoriale.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Alba, 8-3-27
Carissimo,
Accludo lettera di ritorno cui risposia e ritaglio per Sartori[1]. Sto benissimo: ma anche occupatissimo.
Come stai? e la M(aestra) Amalia[2]?
Qui, pratica approvazione: Il n(ostro) Vescovo[3] si è fatto rifare, correggere regole; anche il decreto gli feci. Ma siamo al punto di prima. Gli diedi stamane una supplica che faccia. Se domattina avrò ancora una risposta di procrastinare ti telegraferò così «Conviene intervento di persona importante». Con questa ti pregherei a fargli pervenire una sollecitatoria in Domino presso a poco così «La S(acra) Congregazione viste le ripetute commendatizie del Vescovo d’Alba sulla Pia Società S(an) Paolo, desiderando la sistemazione di essa anche per Roma, attende risposta | circa la lettera del luglio scorso in cui si chiedeva di riferire ecc. ecc.
Finora non ricevuto Argenide Faty[4]. Faremo. Credo che il bel libro di P(aolo) Marcellino[5] sia meglio venga stampato da altra tipografia ove possano far réclame convenienteb. «Imitazione, Gesù al cuor della Giovane, Pratica»[6], abbiamo un solo flan[7]; quindi è bene li componiate. Ma sarebbe molto meglio fare, come detto da principio; cioè: da costì pagare ad Alba gli acquisti; ed Alba pagare a Roma gli acquistic. Così meno composizioni e sempre più sviluppo dell’apostolato: a che punto siete? Ma il vostro bilancio è sicuro? Quale è l’entrata e l’uscita mensile sicura?d
Ho mandato mattone campione = cosa dice ing(egner) Badoglio[8]?e
Con vivo affetto = In Domino vi benedico
aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 13. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 155 mm x 208 mm, in ottimo stato di conservazione. Sul recto, in alto, a sinistra, la nota di mano α: «no». Trascrizione parziale in G. Rocca, La formazione della Pia Società San Paolo cit., pp. 673s., doc. n. 98.
[1] Cf nota 3 del doc. n. 31.
[2] Amalia Peyrolo (24 dicembre 1899 – 11 settembre 1980), nata Oresta Maria, Figlia di San Paolo, fu tra le giovani che, nel gennaio 1926, partirono con don Giuseppe Timoteo Giaccardo e alcuni confratelli alla volta di Roma, per fondarvi le prime comunità paoline nella Capitale. Il gruppo maschile si stabilì in via Ostiense n. 75, come è noto, mentre quello femminile in via Porto fluviale n. 9. Sull’argomento si vedano G. Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione cit., p. 387, e C.A. Martini, Le Figlie di San Paolo cit., p. 148.
[3] Cf nota 3 del doc. n. 12.
[4] S’intenda il volume di padre Agostino Fioravanti, OFM, Argene Fati. Fiore serafico dell’apostolato dell’Unione femminile cattolica italiana, pubblicato dalla Pia Società San Paolo in prima edizione nel 1927, in seconda edizione nel 1928 e in terza edizione nel 1932. Il volume narrava la biografia della terziaria francescana che aveva lungamente operato come segretaria della menzionata Unione, morta in odore di santità. Secondo C.A. Martini, è il primo libro stampato dalla comunità paolina di Roma (C.A. Martini, Le Figlie di San Paolo cit., p. 151).
[5] Cf nota 3 del doc. n. 8.
[6] Cf nota 5 del doc. n. 31.
[7] S’intenda il cartone speciale utilizzato per la preparazione di matrici, nella produzione di lastre tipografiche.
[8] Cf nota 8 del doc. n. 11.
a Aggiunto al di sopra della riga di scrittura.
b Segue tratto orizzontale di penna.
c Seguono altre lettere, depennate.
d Quale... sicura? vergato con inchiostro differente, verosimilmente aggiunto in seguito.
e Segue tratto orizzontale di penna.