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25 luglio 1927, Alba, ore 14.
Dopo la proposta di istituire la festa di Gesù Maestro e dei discepoli, Don Giacomo Alberione autorizza la comunità di Roma a proseguire le trattative per l’acquisto della Vigna San Paolo, ritenuta la sede ideale per la fondazione della casa di Roma; inoltre, informa i paolini nella Capitale di non poter acconsentire alla richiesta, formulata dall’abate Schuster, di designare un sacerdote della comunità per la guida della parrocchia di Leprignano e sostiene di non aver avuto risposta dai fratelli Annibaldi circa la riduzione del canone di affitto dei locali di via Ostiense.
Alba, li 25-VII-27
Carissimi,
– È bene istituire la festa del Maestro e dei discepoli, in cui onorare Gesù-Maestro e proporre di divenire buoni discepoli del Maestro Dio[1].
– Ho telegrafato circa vigna[2]: è bene acquistarla; la volontà del Signore che diventiamo così su un terreno stabile, a Roma, la credo chiarissima. Accettiamo poi il luogo che ora ci pare meglio. La cifra precisa, il modo, gli interessi, ecc. determinateli voi; poiché ora vanno bene le varie proposte sostanzialmente; le modalità è bene le fissiate voi, purché presto!
– Cosa dovrebbe fare il sig(nor) Luigi[3] presso il Vicariato? deve subire esame? (all’infuori dell’ordinazione)?
– D(on) Borrano[4] scrive. È defunta la zia. Preghiamo.
– Leprignanoa [5] si rende difficilissimo; perciò è bene conchiudere anche più presto per la Vigna. Scriverò.
– Preghiamo che il caldo non vi danneggi, troppo!
Vogliate essere lieti e sereni nel Signore. Pregate
per l’aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.
Fino a questo momento, ore 14, nulla da Annibaldi[6].
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 35. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 234 mm x 297 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca le intestazioni a stampa: in alto, al centro «Pia Società San Paolo / per l’apostolato della buona stampa / Alba-Roma» e, poco più in basso «Conto corrente postale 2/748 / telef(ono) 95»; infine, lungo il margine laterale sinistro del foglio appare quanto già riportato nella nota * del documento 34, con l’aggiunta da mano coeva di «Voce di Roma» dopo «Gazzetta d’Alba». Trascrizione parziale del documento in C.A. Martini, Le Figlie di San Paolo cit., p. 150.
[1] È possibile che il riferimento scritturistico possa essere Mt 23,10 («E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo»), dove Gesù proclama la propria messianicità in quanto unica Guida al Padre, come traspare dal doc. n. 37 con l’espressione «la sola via» (Gv 14,6): cf ATP, n. 317; APD 1965, n. 205. Il riferimento sembra implicito nel doc. n. 55 dove al titolo cristologico di Divin Maestro si affianca l’umile e quotidiano servizio da parte del discepolo, richiamando l’esortazione di Mt 23,11-12 («Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato»).
[2] Cf nota 10 del doc. n. 27.
[3] Cf nota 1 del doc. n. 12.
[4] Cf nota 1 del doc. n. 4.
[5] Cf nota 1 del doc. n. 43.
[6] Cf nota 4 del doc. n. 10.
a Nell’originale Leprigniano.