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21 settembre 1927, Alba.
Don Giacomo Alberione impartisce alla comunità paolina di Roma alcune disposizioni circa l’acquisto di macchinari per la tipografia e narra degli esercizi spirituali appena conclusi a cui aveva preso parte.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Alba, 21-9-27
Carissimo,
D(on) Borrano[1] dice, che dalla tua lettera, sarebbe chiaro che la macchina, che vi venne consegnata dal sig(nor) Guadagno[2], non è quella comperata e che lui vide. Il magazzino (funzionamento) non fu cambiato, la mould[3] doveva essere nuova, i due prismi[4] della distribuzione dovevano pure cambiarsi, gli eccentrici[5] dovevano essere quasi nuovi; quella macchina là era già fresata, questa non lo è.... l’apparecchio di Mozzali[6] costa circa 500 lire ecc. Quindi parrebbe buono tenere la macchina a disposizione di Guadagno, non pagare nulla, in attesa di D(on) Borrano?! il quale però deve ancora.... studiare l’etica! Assicurarsi bene, tenere fermoa.
Per l’apparecchio di Mozzali tra pochi giorni riceveremo i preventivi precisi e li comunicheremo.
Saluti affettuosi al sig(nor) Mariano[7], cui prego riflessione e maturità.
Sono stato contento degli Esercizi S(pirituali). |
Sono tornato bene; fatto gli Esercizi S(pirituali) alle Figlie qui con evidente benedizione del Signore; anche con domande di adulteb.
Quando devo mandarvi Melchiorre[8]? dite pur liberamente.
Con affetto vivissimo benedicendo
aff(ezionatissi)mo M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 52. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 155 mm x 203 mm, in ottimo stato di conservazione. In alto, a sinistra, il foglio reca la nota di mano α «no».
[1] Cf nota 1 del doc. n. 4.
[2] Cf nota 4 del doc. n. 35.
[3] Si tratta di apparecchi tipografici o parte di essi.
[4] Cf nota 3.
[5] Cf nota 3.
[6] Secondo quanto si apprende dalle informazioni contenute nei documenti esaminati, è verosimile ipotizzare che si tratti di un produttore e/o fornitore di macchine tipografiche.
[7] Il Primo Maestro si riferisce verosimilmente a don Luigi Mariano Rolfo. Cf nota 6 del doc. n. 11.
[8] Cf nota 2 del doc. n. 22.
a Segue tratto orizzontale di penna, come alla fine dei paragrafi successivi.
b -e corretto su -i.