Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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[post 4 aprile 1927, Alba].

Don Giacomo Alberione aggiorna la comunità romana circa una serie di questioni di varia natura, tra cui l’am­missione di nuovi giovani alla vita religiosa, il lavoro editoriale, l’acquisto di immobili e di macchine tipografiche.

Gloria al Padre Celeste, al Divin Maestro, allo Spirito d’amore.

Carissimi 
I - Parea bene conchiudere con 29.700 come propone D(on) Borrano[1], scegliendo ora corpo mediano – penso il nove = Forse la darà per 29.000? Più tardi altro magazzino... e intanto la macchina è assicurata semplice e buona; sia ben corredata di spazi, matrici, giustezze[2], ecc. ecc. So che a tutto voi pensate e il Divin Maestro, cui è bene intitolarla la prenderà sotto sua cura.

II - Ignoro se abbiate ragioni essenziali per altri terreni[3]: credo sempre più chiara, oggi chiarissima, la Volontà Divina per Agostini[4]. Chiedete anche al Signore 20 Pie Discepole per pregare e coltivare l’orto. Tutto il resto va bene.

III - Mando duemila dal conto corrente per Annibaldi[5]: puoi dirlo?

IV - Gli anni siano adesso di oro puro, passato al crogiuolo della carità dello Spirito Santo.

V - Accetteremmo i due giovani discepoli: se siete abbastanza sicuri che i parenti li lascerannob liberi ecc. In tal caso puoi mandarli.

VI - Per il giovane di 3°Ginnasiale vedere semprec il fondamento di perseveranza da partedsua e dei parenti. Se tal fondamento vi è, venga pure: ma non dispensarlo dalle spese, solo parte dalla pensione

VII - Fate pure indulgenziare la preghiera e coroncina alla “Regina Apostolorum”.

VIII - Veda D(on) Borrano di star bene! intanto va bene la lettera per le poste: D(on) Costa[6] e sig(nor) Mario[7] fanno; ma il lavoro in questi giorni è intenso.... Attendo notizie definitive circa suoi studi.... in Domino.

IX - Circa libro «Via della salute»[8] qui si fece un preventivo per un Canonico di Genova; ve lo unisco riportatoe; non avemmo più risposta = vuoi fare tu, costì? sarebbe per noi uguale. Notate che la carta ora vale circa 80 centesimi in meno per chilo - | 

X - Sospeso manifesto Terranova - Che ne facciamo?

XI - Per P(adri) Terziari[9]: se accettano carta nostro campione, (come quella del romanzo Anitra Azzurra[10] o Rosella[11]) possiamo fare un po’ di sconto sul preventivo di lire tremila = Siamo intesi? e bene?
Stiamo in pace e calma... Se il primo lavoro alla lino fosse la Via della Salute, s(ant’)Alfonso[12] benedirebbe: occorre però farg bene i conti, perché essendo un duplicatoquasi dell’Apparecchio[13], stenterà ad esitarsi ed impegna molto il denaro, mentre l’Apparecchio fa anche più bene.

Con vivo affetto nel Signore vi benedico 
aff(ezionatissimo) M(aestro) Alberione.

______________

* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Mem­bri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 27. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 220 mm x 278 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca due note di mano α: in alto, a destra «1927» e, poco più in basso «no». 
L’ipotesi di datazione si basa sulla menzione da parte dell’autore del sig(nor) Mario, in cui è possibile identificare don Erio Gandolfi (cf nota 7): dagli elenchi dei membri delle due comunità paoline risalenti agli anni Venti del Novecento contenuti nei verbali di professione di voti (ASSSP, fondo “Società San Paolo”, serie “Persone”, sottoserie “Pro­fessioni religiose”), si evince che l’unico paolino recante tale nome di battesimo o in religione fosse il Gandolfi, che assunse il nome di Mario il 4 aprile 1927, in occasione della sua prima professione di voti presso la Casa Madre di Alba (si veda anche G. Rocca, La formazione della Pia Società San Paolo cit., pp. 677-679, doc. n. 101). Il fascicolo personale del sacerdote paolino (ASSSP, fondo “Società San Paolo”, serie “Persone”, sottoserie “Defunti”, fasc. “Gandolfi, Erio Mario”) riporta il 15 aprile 1927 come data della sua prima professione, ma si ritiene più attendibile una fonte coeva all’evento, come i menzionati verbali. Il riferimento ad Agostini (cf nota 4), proprietario di un terreno edificabile di cui la comunità romana stava valutando l’acquisto nella primavera del 1927, lascia supporre che il documento presente risalga al medesimo periodo.

 

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[1] Cf nota 1 del doc. n. 4.

[2] Il riferimento è a una nuova macchina da stampa che la comunità di Roma era in procinto di acquistare.

[3] S’intendano proprietà immobiliari edificabili, che la comunità di Roma stava valutando per stabilirvi la propria residenza definitiva.

[4] Proprietario di un terreno di cui la comunità romana stava valutando l’acquisto; da quanto si apprende dal doc. n. 78 del 23 novembre 1927, l’immobile era definito “terreno ardeatino”, verosimilmente perché ubicato nell’area meridionale della Capitale nota come “Quartiere Ardeatino”; tale area avrebbe in seguito ospitato via Cristoforo Colombo, grande arteria cittadina che collega il centro di Roma con la frazione di Ostia, probabilmente coincidente con “la grande strada”, menzionata nello stesso documento.

[5] Cf nota 4 del doc. n. 10.

[6] Cf nota 3 del doc. n. 2.

[7] Il Primo Maestro si riferisce verosimilmente al futuro don Erio Gandolfi (Oklahoma [USA], 1907 – Bologna, 1997).

[8] Il riferimento è al volume La via della salute. Meditazioni e pratiche quotidiane per acquistare la salute eterna, di sant’Alfonso Maria de’ Liguori. La più antica edizione attualmente nota a cura della Pia Società San Paolo risale al 1932, ma dal documento si evince che ve ne fossero di precedenti.

[9] La definizione dell’autore identifica i membri del Terz’ordine regolare di san Francesco, nato negli anni Venti del XIII secolo nel­l’ambito del movimento secolare ispirato al santo di Assisi e poi evoluto in una moltitudine di forme di vita comunitaria e contemplativa maschili e femminili, approvate da papa Bonifacio VIII nel 1295. Il Terzo Ordine regolare maschile fu unificato nel 1447 sotto il governo di un visitatore generale. Sull’argomento si veda G. Parisi, R. Pazzelli, Terz’ordine regolare di san Francesco, in G. Pelliccia, G. Rocca (a cura di), Dizionario degli istituti di perfezione, IX, Frascati 1973, pp. 1078-1086.

[10] Romanzo del novellista francese René Bazin. Secondo quanto attualmente noto, la terza edizione del volume per i tipi della Pia Società San Paolo risale al 1930.

[11] Novella del francese René Bazin, stampata dalla Pia Società San Paolo in numerose edizioni: tra queste, l’edizione del 1942 nella collana di romanzi per la gioventù “Il Biancospino”.

[12] Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (Marianella [NA], 1696 – Nocera dei Pagani [SA], 1878) si veda G. Cacciatore, Alfonso Maria de Liguori, santo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 2 (1960).

[13] S’intenda il volume Apparecchio alla morte di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, edito dalla PSSP a partire dal 1926.

a P- corretto su altra lettera.

b Nell’originale lascieranno.

c Segue parola depennata.

d Segue parola depennata.

e riportato aggiunto al di sopra della riga di scrittura.

f Segue tratto orizzontale di penna.

g Segue parola depennata.