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24 maggio 1927, Roma.
I coniugi Agostini manifestano a Don Giacomo Alberione la loro disponibilità a definire la trattativa per la compravendita di un immobile di loro proprietà in Roma.
Roma 24-5-1927
Reverendo Padre[1],
crediamo di esserci intesi abbastanza bene fra noi, ma non per questo che lei è partito senza aver combinato nulla l’affare[2] è escluso. Noi siamo sempre fiduciosi che sea Iddio avràbdestinato che noi dobbiamo fare l’affare combineremo quando lei viene a Roma, con maggiore comodo, per ora siamo liberic d’ambo le parti.
Noi stiamo tutti bene, come speriamo il buon Dio sia di lei. Con ossequi
Coniugi Agostini[3].
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 28. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 135 mm x 178 mm, in ottimo stato di conservazione.
[1] S’intenda Don Giacomo Alberione, destinatario della lettera.
[2] Gli autori fanno riferimento alla trattativa per la compravendita di un immobile di loro proprietà, ubicato nel Quartiere Ardeatino della Capitale (cf doc. n. 39).
[3] Cf nota 4 del doc. n. 39.
a Nell’originale si.
b Nell’originale avra.
c Nell’originale libberi.