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[25 gennaio 1926 – 31 gennaio 1926, Alba].
Don Giacomo Alberione impartisce a don Giuseppe Timoteo Giaccardo alcune disposizioni in merito all’avvio della produzione a Roma del periodico «La Voce del Popolo», precedentemente stampato ad Alba, e gli suggerisce di affidarsi a un lettore esperto per la disamina delle Regole della congregazione.
Caro Maestro[1]: medita bene quanto scritto – Uniscoa L. 1.000 (mille). Diteb se vi sono giunti denari da Figlie[2] = da Crovella[3] – da Peluffo[4]!! Aspetto sicuro a Cuneo.
Prossima settimana (1-6 febbraio) esca Voce Popolo[5] a Roma: denunziare: La Voce del Popolo di cui sono Direttore Responsabile (finora stampata ad Alba) ora uscirà a Roma, nec sono proprietario e Direttore a tutti gli effetti = Giunto D(on) Costa[6], con buone notizie. Deo gratias! =
Chiedi a P(adre) Bancha[7], se vi fosse un bravo Gesuita[8], consultore ai Religiosi[9], che vi rivedesse bene le regole.
In Domino: scrivete dei fogliettini, ma chiari, siamo gente che capisce! ma dobbiamo sapere tutto. Saluti affettuosi; saluti a tutti e la benedizione. M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, sezione “Corrispondenza”, serie “Corrispondenza con la Società San Paolo”, sottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 1, n. 12. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 105 mm x 136 mm, in ottimo stato di conservazione. Sul recto, in alto, la nota di mano dell’autore: «Sig(nor) Domenico: pensi solo ad incamminare le macchine e insegnare a stampare: poi venga. L’aspetto mercoledì-giovedì»; in alto, a destra, la nota di mano α: «1926».
L’ipotesi di datazione si basa sulla menzione dei giorni compresi tra il 1° e il 6 febbraio, rispettivamente caduti di lunedì e di sabato nel 1926, come facenti parte dell’intera settimana successiva alla stesura del documento, avvenuta pertanto tra lunedì 25 e domenica 31 gennaio. Tale deduzione è suffragata anche dal riferimento all’imminente avvio della produzione a Roma del settimanale «La Voce del Popolo», stampato per la prima volta nella Capitale il 26 febbraio 1926 con il titolo «La Voce di Roma» (cf nota 3 del doc. n. 10): pertanto, è evidente che il documento presente risalga a un’epoca immediatamente precedente la data del primo numero del periodico romano.
[1] Cf nota 4 del doc. n. 7.
[2] La parola designa le Figlie di San Paolo, qui e in seguito.
[3] Cf nota 2 del doc. n. 10.
[4] Giuseppe Peluffo detto “Nino”, aspirante paolino, giunto a Roma il 13 gennaio 1926 con don Giuseppe Timoteo Giaccardo e gli aspiranti Alfredo Cirio e Antonio Sartori per fondarvi la prima comunità paolina della Capitale (cf G. Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione cit., p. 387).
[5] Cf nota 11 del doc. n. 11.
[6] Cf nota 3 del doc. n. 2.
[7] Il Primo Maestro si riferisce a padre Adalberto Bangha, SJ (1880-1940), Segretario generale delle Congregazioni mariane (cf G. Barbero, Il sacerdote Giacomo Alberione cit., p. 385; G. Rocca, La formazione della Pia Società San Paolo cit., p. 513).
[8] Cf nota 3 del doc. n. 9.
[9] S’intende la Sacra congregazione dei Religiosi.
a U- corretta su u-.
b D- corretto su d-.
c -e corretto su -i.