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23 novembre 1927, Alba.
Don Giacomo Alberione interroga la comunità di Roma sulla scelta dell’immobile in cui costruire la residenza paolina nella Capitale.
I(esus) M(aria) I(oseph) P(aulus)
Alba, 23-XI-27
Cari
Circa terreno: non comprendo come già telefonai: è da prendersi in sostituzione alla Vigna[1]? ed i P(adri) Benedettini[2] disfarebbero il contratto?a
Vorreste prenderli entrambi? invece? Uno per i ragazzi l’altro per le Figlie? Ed in questo caso come si farebbe per il pagamento?
Vorreste forse rimettere la Vigna? e tenere per ragazzi e Figlie il solo terreno ardeatino? o rivenderlo poi a piccoli lotti?
Dico come si farebbe per il pagamento: perché qui la banca agricola non vuol più concedere mutui. E come si provvede al versamento delle 150.000b?
Credereste più utile il terreno ardeatino? vi è già iniziata la grande strada? Si tratterebbe del terreno basso che vedemmo | insieme del sig(nor) Agostini[3]? con la casa sita nel mezzo?
Ma per chi viene colà non è anche più difficile l’accedervi che alla Vigna?
Come vedi, tutti interrogativi; a voi quindi la decisione, se preme, nel Signore, non potendo di qui farmi idea esatta. Se poi non preme parleremo. Preghiamo.
Spero Tumalin[4] possa darvi buon aiuto e farsi del bene. Io non gli desidero di più che un bel Paradiso: mi costò tanto distaccarmi da lui e privarmi del suo aiuto.
Sono in un tempo in cui mi occorre una straordinaria misericordia da Dio.
Benedicendovi aff(ezionatissimo) M(aestro) Alberione.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 60. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 139 mm x 178 mm, in ottimo stato di conservazione. In alto, a destra, il foglio reca la nota di mano α «no».
[1] Cf nota 10 del doc. n. 27.
[2] L’autore si riferisce alla comunità dell’abbazia di San Paolo fuori le mura, già proprietaria della Vigna San Paolo. Cf nota 1 del doc. n. 71.
[3] Cf nota 4 del doc. n. 39.
[4] Cf nota 3 del doc. n. 3.
a Segue tratto orizzontale di penna, come alla fine dei paragrafi successivi.
b S’intenda lire.