Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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[12 agosto 1926 – 13 agosto 1926, Alba].

Don Giacomo Alberione aggiorna la comunità di Roma circa la produzione di mattoni avviata in Alba e fornisce loro indicazioni relative alla produzione di bollettini parrocchiali e periodici.

Stiamo preparando mattoni[1] foratia, che saranno pronti solo fra un mese – e costeranno L. 100 di trasporto = conviene ancora? – Quanto darebbe Zanotti[2] per vagone franco Roma?
Stiamo pensando: se siete carichi di Bollettini[3] – spediteli qui, si faranno in Alba = Voi potrete, se abbondano, fare più edizioni del settimanale[4]... va bene? – In Domino – M(aestro) Alberione

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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Mem­bri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 1, n. 20. Il supporto scrittorio cartaceo (141 mm x 90 mm), in ottime condizioni di conservazione, è una cartolina postale prodotta dalla stessa Pia Società San Paolo, recante sul recto l’imma­gine a stampa e una breve biografia di Clelia Calliano, Figlia di s(an) Paolo deceduta in giovane età; visibili due timbri circolari, recanti rispettivamente le legende: «Torino – Genova / 14 ago(sto) 26» e «Roma ferr(ovia) / posta pneumatica / 15.8.26-4». Sul verso, di mano dell’autore, vi sono la dicitura «Espresso», sottolineata, e l’indicazio­ne del destinatario della missiva, «Pia Società S(an) Paolo / Via Ostiense 75 E / Roma (142)», con affrancatura di Poste Italiane. Visibili quattro timbri circolari, di cui tre contrassegnati dalla legenda: «Alba / 14.8.26-7» e uno contrassegnato dalla legenda «[Roma s]ervi[zio espresso] / 19 [8 26]». Presenti anche note di mano α, in alto, a sinistra: «14-8-1926» e «no». 
L’ipotesi di datazione si basa sulla data riportata dal timbro apposto sulla cartolina dall’ufficio postale di partenza (cf paragrafo precedente): da ciò si deduce che la breve comunicazione sia stata redatta e spedita dall’autore nei giorni immediatamente precedenti il 14 agosto 1926.

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[1] Cf nota 2 del doc. n. 18.

[2] Cf nota 1 del doc. n. 5.

[3] Il Primo Maestro fa riferimento ai bollettini parrocchiali che costituirono a lungo un’importante voce dell’editoria paolina dalle sue origini fino a metà degli anni Settanta del Novecento: avviata fin dalla prima settimana di esistenza della futura Pia Società San Paolo nell’agosto 1914 (G. Rocca, La formazione della Pia Società San Paolo cit., p. 653), la produzione in questione ne contava undici già nel 1917, prevalentemente relativi a parrocchie piemontesi (ivi, p. 553), poi divenuti cinquantadue nel 1921 (ivi, p. 568). L’anno seguente, erano attestati «70 bollettini parrocchiali sparsi in tutta Italia, di vario formato e dalle 4 alle 16 pagine, che vengono compilati dalla Pia Società San Paolo stessa, con materiale fornito dai parroci stessi ed hanno una tiratura complessiva di più di 100.000 copie settimanali» (ivi, p. 584); infine, all’epoca della stesura del documento, i due stabilimenti tipografici paolini producevano oltre 400 diversi bollettini parrocchiali, poi distribuiti nell’intero territorio nazionale (ivi, p. 653).

[4] Don Alberione allude probabilmente a «La Voce di Roma» (cf nota 3 del doc. n. 10).

a Nell’originale forato.

b Segue tratto di penna orizzontale.