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[post 1° gennaio 1925 – 1927].
Don Giacomo Alberione riepiloga la situazione dell’Opera delle Duemila messe per l’anno in corso e propone alcune soluzioni per diffonderne la partecipazione, soprattutto tra gli italiani residenti all’estero.
Quest’anno la Casa ebbe un non indifferente introito dagli Emigranti[1]: per Messe e per offerte a Opera 2.000 S(ante) Messe[2]. Sembra che costì sarebbe ancor più facile appoggiarsi a questo mezzo se piacerà al Signore farlo fruttare:
L’opera delle 2.000 S(ante) Messe deve dare buon risultato!
In Domino.
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* Originale, Archivio storico generale della Società San Paolo, fondo “Giacomo Alberione”, serie “Corrispondenza”, sottoserie “Membri della Società San Paolo”, sottosottoserie “Giuseppe Timoteo Giaccardo”, fasc. 2, n. 9. Il documento è redatto su supporto cartaceo di 229 mm x 145 mm, in ottimo stato di conservazione. Il foglio reca l’intestazione a stampa «Scuola Tipografica Editrice / Pia Società San Paolo / per l’apostolato della buona stampa / Alba – via S(an) Paolo – Telefono 95 / Roma – via Ostiense n. 75 E». Sul recto, in alto, le note di mano α: «no» e «192[7]».
Nell’ipotesi di datazione proposta, il termine ante quem deriva dalla denominazione dell’Opera delle Duemila messe, assunta a partire dal 1° gennaio 1925 (cf nota 2), mentre il post quem, incerto, si basa sulla nota di mano α (cf paragrafo precedente). Il riferimento agli introiti delle offerte per la detta opera, evidentemente computato su base annuale, lascerebbe supporre che il documento risalga agli ultimi mesi dell’anno in corso.
[1] L’autore si riferisce agli italiani emigrati all’estero, in particolare negli USA e in America Latina, ma molto spesso ancora legati all’Italia e alle proprie comunità parrocchiali natìe.
[2] L’espressione designa l’opera fondata da Don Alberione agli albori degli anni Venti del Novecento e approvata il 22 aprile 1922 da mons. Giovanni Molino, vicario generale della Diocesi di Alba; secondo le intenzioni del Primo Maestro, l’iniziativa era nata per offrire a benefattori e Cooperatori dell’apostolato stampa e delle vocazioni «un prezioso e volontario dono […] per la cooperazione di preghiere, di offerte e di opere» (Bollettino «San Paolo», 24, 1° aprile 1936). Fin dalla fondazione della PSSP, «persone facoltose soccorsero le opere e le vocazioni povere; e persone intelligenti e zelanti cooperarono nella redazione e diffusione dei libri e giornali, o nelle scuole e predicazioni; e persone pie offrirono preghiere e sacrifici ai fini della Pia Società e dell’Apostolato» (ibid.); in cambio, a titolo di gratitudine, i sacerdoti della PSSP offrirono un certo numero di celebrazioni all’anno, che dalle poche centinaia del 1922 raggiunsero le duemila messe a partire dal 1° gennaio 1925 (cf Bollettini «San Paolo», 1922-1926).
[3] La definizione di Don Alberione identifica i membri della Compagnia di Gesù (Societas Jesus), ordine religioso di chierici regolari fondato da s. Ignazio di Loyola e istituito canonicamente da papa Paolo III nel 1540. Si veda V. Mariani, Compagnia di Gesù, in G. Pelliccia, G. Rocca (a cura di), Dizionario degli Istituti di perfezione, Roma 1975, II, pp. 1262-1343.
[4] Cf nota 4 del doc. n. 2.
a Nell’originale cercando conoscere.
b Nell’originale ½, come nel caso seguente.