Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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ISTRUZIONE XIV
LA PRUDENZA E LA GIUSTIZIA

[119] Dopo le virtù teologali dovremmo considerare le virtù cardinali e religiose.
Fermiamoci sulle due prime virtù cardinali. Queste virtù sono infuse da Dio. Vi è, sì, una prudenza naturale, ma nelle anime in grazia vi è una sopra-prudenza, una prudenza cristiana, soprannaturale. Vi è pure una falsa prudenza: la «prudentia carnis»1, che produce la morte dell'anima perché è indirizzata a scegliere tutti i mezzi per conseguire il maggior numero di piaceri e di comodità. Mentre la prudenza vera, dello spirito, la prudenza cristiana, è quella che ci fa schivare i pericoli del male e prendere i mezzi per il cielo. Davanti a un pericolo fa fuggire: molti non hanno questa virtù e si espongono imprudentemente al male. Voi nel farvi religiose avete avuto prudenza, perché nella vita religiosa potete schivare meglio i pericoli di peccato e avere più mezzi per | [120] guadagnare il Paradiso. È vero che questo costa di più, ripugna alla natura, ma è la via migliore: «Maria ha scelto la parte migliore»2. E naturalmente, se per prudenza si è scelta la parte migliore, in questa bisogna ancora essere prudenti, arrivando allo stato perfetto.
E volete star sempre fra gli incipienti? Che cosa vi dice la prudenza? Scegli il meglio, ciò che è più santo, più gradito a Dio. Non bisogna rimanere sempre nella via: è necessario raggiungere la meta.
Per esercitare la prudenza bisogna consigliarsi, pesare i motivi, poi decidere rettamente e operare energicamente. L'uomo prudente cerca il consiglio. Domandare consiglio nei casi difficili: al confessore per cose interne; a chi vi guida, ai superiori. Senza l'umiltà però, noi ci fidiamo troppo delle nostre cognizioni e manchiamo di quella prudenza che ci spinge a consigliarci.
Chiedendo consiglio più facilmente si indovina, tanto più che il Signore benedice sempre le anime umili. L'uomo prudente per giudicare rettamente non pensa se una cosa piace al gusto, ma se
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è il meglio per il cielo, per la gloria di Dio: Che mi giova questo per l'eternità? In punto di morte sarò contento di aver operato così? Che cosa farebbe Maria al mio posto? E Gesù? «Quid nunc et quomodo Iesus?»3. L'uomo prudente riflette a lungo su certe cose di molta importanza anche dei mesi, degli anni, prega, domanda a Dio e agli uomini, come deve comportarsi. Chi è precipitoso, non è prudente.
[121] L'uomo prudente, dopo aver pensato, giudicato rettamente, prende una decisione matura; non si regola secondo la carne e il sangue, ma secondo il meglio e ordina tutto all'eternità. Alle volte si tratta di parlare o di tacere: che cosa mi è più utile per l'anima? L'uomo prudente sceglie bene i mezzi e poi opera con fortezza. Se fa un proposito, non lo cambia mica ad ogni lettura. Avendo disposto tutti i mezzi, con facilità cammina. Se deve combattere una passione, dispone tutti i mezzi, poi combatte con tenacia.
L'uomo prudente conosce i pericoli e li evita (e quindi voi quando andate in propaganda non separatevi). Ah, quanti sono quelli che nel loro parlare commettono imprudenze, non riflettono a quanto dicono e poi devono pentirsi amaramente!
La virtù della prudenza è preziosissima. È come l'occhio senza del quale non si può vedere la strada. La prudenza è anche l'occhio dello zelo. L'uomo prudente sa pesare: Devo usare zelo e sgridare, o attendere e tollerare? È l'occhio che fa discernere i mezzi più atti. Quanta prudenza in chi guida! La prudenza è specialmente la virtù di quelle che hanno responsabilità sulle altre. Quante volte si dovrebbe esclamare: «Virgo prudentissima!»4.
Alcune hanno uno zelo senza prudenza. E perché la fantasia vi disturba, volete non mangiare più? E quando non avrete più salute, che cosa farete?
[122] Ci vuole prudenza in tutto: tanto nelle cose dello spirito come in quelle del corpo.
Quando nelle cose si precipita, si fa, si disfà, si sconvolgono i cuori, si mette tutto sossopra e non si ottiene nulla. Chi è prudente mette l'occhio sul bene che c'è già e non pretende che il male si corregga tutto ad un tratto. Esamina il bene da fare e lo intraprende con calma. E non volete mica togliere in un giorno
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tutti i difetti! E perché vorremmo pretendere dalle altre, cose che non sappiamo fare noi? Caricare sulle altre dei pesi che neppur noi possiamo portare?
La prudenza dà allo spirito un tono di calma e di serenità che fa fare molta strada in poco tempo. L'uomo prudente evita i pericoli e quindi si risparmia molte tentazioni, molte agitazioni; sapendo di essere debole, chiede aiuto a Dio, prega e si consiglia, e non pretende mica di ottenere subito: poco per volta, ma decisamente.
Gli incipienti cercano di evitare i difetti contrari alla prudenza, cioè la precipitazione e il non decidere mai: la soverchia lentezza, la neghittosità; quel non essere mai sicuri né sulla vocazione né sulla Confessione, quell' ammettere dubbi dopo che si è deciso. Dopo che hanno fatto i voti, star lì a pensare di aver sbagliato: ma così si finisce col perdere tempo e non fare niente di buono.
Difetti contro la prudenza sono ancora: fare di propria testa e capriccio, senza pesare quello che dicono gli altri; il voler sempre far valere la propria ragione; il non prendere i mezzi | [123] adatti, il non regolare bene; l'incostanza, per cui, già deciso e scelto i mezzi, non si persevera, mentre bisogna andare fino alla fine.
Le anime proficienti esercitano la prudenza sull'esempio del Salvatore.
Gesù fu maestro di prudenza. Prima di dare inizio alla vita pubblica, passò trent'anni nell'umiltà e nel nascondimento; prima di intraprendere un'opera importante passava nottate intere nella preghiera5.
Non si deve iniziare l'apostolato prima di essere formate. Non si deve partire da casa senza aver messo nell'anima la divina grazia. Nell'apostolato è prudente rivolgersi alle masse. Gesù scelse gli Apostoli tra umili pescatori. Come Gesù che s'intratteneva cogli Apostoli, anche voi intrattenetevi colle persone che edificano: fuggite i soggetti pericolosi. Quando una persona vicina vi è di pericolo, bisogna subito dirlo. Se una ha una malattia infettiva, la si separa onde non infetti le altre e perché non farlo per chi è infettivo nello spirito?
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Prudenza: come Gesù il quale non sgridava mai gli Apostoli in pubblico, ma in privato. Sgridava, ma non scoraggiava; alla fine metteva sempre la parola della misericordia che sollevava. Imitare la prudenza di Gesù. Quante volte schivò i nemici, non li affrontò temerariamente, perché non era ancor giunta l'ora sua.
Le anime perfette esercitano la prudenza col dono del consiglio. Vi sono anime che possiedono questo dono in misura molto elevata. Dio lo | [124] concede anzitutto ai sacerdoti e poi a tutti quelli che guidano. È un dono per cui l'anima intuisce i pericoli e i mali e cerca di porre il bene. Quando diciamo: «Mater boni consilii, ora pro nobis»6, intendiamo chiedere questo dono.
Quante volte si rimane un po' in dubbio, non si sa come trattare una persona, non si sa qual via prendere, che mezzo scegliere in questo o quell'altro caso. Allora è il dono del consiglio che viene in aiuto.
La virtù della giustizia è quella che ci fa dare a ciascuno ciò che gli spetta. A Dio adorazione e obbedienza; ai superiori rispetto e sottomissione; agli altri rispetto, aiuto, compatimento. Dobbiamo avere giustizia anche nei beni di fortuna: nei conti, nel pagare, nello stimare il valore delle cose. Generalmente però consideriamo la giustizia riguardo ai beni degli altri. In essi dobbiamo rispettare tre cose: i beni di fama, di fortuna e i beni di persona.
Violano la giustizia coloro che calunniano e mormorano; coloro che rubano o non pagano; quelli che irragionevolmente percuotono e feriscono.
Questa virtù piace sommamente a Dio perché noi dobbiamo rispettare quello che appartiene al prossimo. Noi non siamo padroni di quello che è del prossimo. I nostri fratelli sono difesi da Dio: «Tu chi sei che ti erigi a giudice del tuo fratello?»7. È servo di Dio; ci penserà Dio a castigarlo, se lo merita! | [125] Gli incipienti praticano la giustizia evitando i difetti contrari ad essa, e quindi non calunniano, non mormorano, non dicono cose che possono disgustare il prossimo. Quante volte con una sola parola si ferisce un cuore! Peggio poi se si ferisce non solo una persona, ma una collettività, un Istituto! E bisogna pur riparare se si è calunniato! E se si è mormorato occorre riparare lo scandalo.
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Lasciate, lasciate che tutte le cose che non danno buon esempio siano sepolte sotto il silenzio!
Vi son persone che sanno essere tanto buone in questo e ve ne sono altre che quando sanno una cosa, non finiscono mai di propagarla a destra e a sinistra. Queste parole non saranno poi tanta legna per il Purgatorio?
Gli incipienti cercano di non mancare alla giustizia anche riguardo alla roba degli altri. Alle volte si commettono delle piccole cose qui sopra. Se una, per es., toglie il numero dal proprio fazzoletto sciupato e lo attacca ad uno nuovo di un'altra, manca alla giustizia. Se una si fa imprestare un libro e non lo restituisce più, se si fa imprestare i guanti in autunno e li restituisce in primavera, manca alla giustizia.
Alle volte si commettono delle piccole ingiustizie e alle volte anche delle gravi.
Gli incipienti cercano anche di non danneggiare il prossimo nella persona, in quegli affetti e desideri leciti. Ma vi pare che sia giustizia il | [126] sacrificare gli altri a noi? Bisogna sacrificare noi agli altri!
I proficienti imitano la giustizia del divino Maestro. Egli paga il tributo a Cesare pur non essendovi obbligato8. «Fate ciò che vi dicono e non ciò che essi fanno»9, diceva dei sacerdoti ebrei, i quali non praticavano la giustizia che insegnavano. E promise di fare giustizia fino all'ultimo centesimo per quelli che sono calunniati e disprezzati.
I perfetti praticano la giustizia mediante il dono della pietà che è la perfezione della giustizia. Pietà filiale verso i superiori; pietà fraterna verso gli eguali, paterna verso gli inferiori; pietà di adorazione e di preghiera verso Dio.
Pratichiamo dunque queste virtù. Il Signore ce le ha infuse nel santo Battesimo e noi dobbiamo svilupparle e perfezionarle mediante l'esercizio.
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1 Cf Rm 8,6: «saggezza della carne» (Volgata).

2 Lc 10,42.

3 «Che cosa farebbe Gesù in questo momento e in che modo?».

4 «Vergine prudentissima!»: invocazione delle Litanie lauretane.

5 Cf Mc 1,35; Lc 5,16; 6,12.

6 «Madre del buon consiglio, prega per noi». Invocazione delle Litanie lauretane.

7 Cf Rm 14,10.

8 Cf Mt 22,17-22.

9 Cf Mt 23,3.