Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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37.
IL BATTESIMO

(PB 3, 1939, 485-491)

I.

1. S. Giovanni Battista, «rivolgendosi a tutti, disse: Io vi battezzo nell'acqua, ma viene colui che è più forte di me, al quale io non son neppur degno di sciogliere il legaccio dei sandali; lui vi battezzerà nello Spirito Santo e nel fuoco... Or avvenne che, mentre tutto il popolo si faceva battezzare, come pure era stato battezzato Gesù e se ne stava pregando, il cielo si aprì, lo Spirito Santo discese sopra di lui in forma corporale, come una colomba, e dal cielo si fece udire una voce: «Tu sei il mio Figlio diletto, in te mi son compiaciuto» (Lc 3, 16.21s.).
Il primo dei sacramenti, e come la porta degli altri, è il battesimo. Questo fu l'inizio delle grazie spirituali che Dio mi ha concesse. Il battesimo, nel Catechismo Romano, è chiamato «sacramento di rigenerazione per l'acqua nella parola» (pars 2, cap. 2, n. 5), e si può definire: «Sacramento istituito da Cristo Signore nel quale l'uomo, mediante l'esterna abluzione dell'acqua e l'invocazione della SS. Trinità, viene designato quale discepolo di Cristo e spiritualmente rigenerato».
La dignità e l'efficacia del battesimo sono dimostrate dai nomi con cui venne designato, e dalle figure con le quali venne preannunziato. Dalla sua materia prese i nomi di lavacro nell'acqua, onda fecondatrice, fiume di acqua di vita; dalla sua forma venne chiamato sigillo, sacramento di fede, sacramento della Trinità perché viene conferito invocando le tre Persone divine; dagli effetti viene detto lavacro di rigenerazione e di rinnovazione, lavanda dei peccati, circoncisione non fatta da mano d'uomo, illuminazione. Nell'Antico Testamento il battesimo si può vedere raffigurato sotto diversi simboli, si può vedere una figura di esso nella circoncisione, nell'arca di Noè, nel passaggio del Mar Rosso, nelle purificazioni di Naaman siro, nella piscina probatica, ecc.
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2. Se si può distinguere un triplice battesimo: di acqua, di desiderio e di sangue, ciò palesa una più profonda nozione del battesimo. Il Signore affidò l'amministrazione di questo sacramento alla Chiesa ed ai Sacerdoti: «Andate dunque ad ammaestrare tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo» (Mt 28,19); in queste parole è attuata la promessa fatta da Cristo a Nicodemo: «Chi non rinascerà per acqua e Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3,5). Il battesimo di Giovanni fu un battesimo di penitenza, quello di Cristo è un battesimo di rigenerazione: «Or avvenne... che Paolo... giunse ad Efeso e vi trovò alcuni condiscepoli, e disse loro: Avete voi ricevuto lo Spirito Santo dopo che avete creduto?... E allora Paolo: Giovanni battezzò il popolo col battesimo di penitenza... Udite tali cose, furono battezzati nel nome del Signore Gesù» (At 19,1 s. 4s.).
Col battesimo si entra nella Chiesa. Nello stesso giorno di Pentecoste, Pietro dopo il primo discorso al popolo disse: «Fate penitenza, e ciascuno di voi si faccia battezzare» (At 2,38). Filippo all'eunuco della regina Candace conferisce il battesimo: «E fatto fermare il cocchio discesero tutti e due nell'acqua: Filippo e l'eunuco, e lo battezzò» (At 8,38).
Come il sudiciume del corpo si toglie con il lavarsi, così il peccato originale viene tolto con l'abluzione del battesimo; Cristo stabilì di salvare tutti per mezzo di una società esterna e visibile, ossia della Chiesa. Fu pertanto conveniente l'istituzione di un rito visibile che visibilmente immettesse in questa società. Per causa del peccato l'uomo era decaduto dallo stato di grazia e dalla vita soprannaturale; con il lavacro del battesimo viene reintegrato nel suo primitivo stato; e con questa seconda nascita l'uomo viene fatto mistico membro di Cristo, e comincia a vivere della vita di Cristo, viene fatto figlio adottivo di Dio ed erede della vita eterna.
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3. Renderò grazie a Dio, ogni giorno, finché vivrò, per l'istituzione del battesimo, e nell'eternità continuerò ancor più a ringraziarlo. Prima ancora che io avessi l'uso di ragione e che potessi desiderare qualche cosa, Iddio mi elargì questo beneficio. Quanti sono nati fuori della Chiesa! Io invece ho cominciato a vivere sotto il nome della SS. Trinità, perciò sotto il nome della SS. Trinità trascorrerò tutti i miei giorni, ed ancora sotto il nome della SS. Trinità morirò. Al mattino mi munirò del segno di croce dicendo: «Nel nome di Dio Padre che mi ha creato, nel nome di Dio Figlio unigenito che mi ha redento, nel nome di Dio Spirito Santo che mi ha giustificato, mi alzerò per servire a Lui solo. Egli mi benedica e regga e custodisca e confermi in ogni opera buona, e mi faccia giungere alla vita eterna. Così sia».
Mediterò le parole del Rituale Romano, che il battezzante pronunzia imponendo la veste bianca e consegnando la candela al battezzato: «Ricevi la bianca veste, che porterai immacolata davanti al tribunale del Signore nostro Gesù Cristo, affinché abbia la vita eterna. Così sia. Ricevi la lampada ardente, e custodisci irreprensibile il tuo battesimo; osserva i comandi di Dio, affinché quando il Signore verrà per le nozze, tu possa andargli incontro assieme a tutti i Santi nell'aula celeste, e possa vivere nei secoli dei secoli. Così sia» (Tit. 2, cap. 2, nn. 24 e 25). Ho io conservata candida la mia stola battesimale? Ho custodito il mio battesimo in modo irreprensibile? Ho sempre camminato alla luce di Cristo? «Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12), dice Gesù.
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II.

1. Dio mi ha prevenuto, sin dalla mia giovinezza, con grazia e consolazione: «Lasciate venire a me i bambini e non glielo impedite! Perché il regno di Dio è di quelli che son simili a loro» (Mc 10,14). Egli mi condusse al battesimo. Io pregherò perciò per tutti gli infedeli, e ravviverò il mio zelo per tutti i bambini, affinché ognuno di costoro pervenga quanto prima al lavacro di rigenerazione.
Considererò ora i mirabili effetti del battesimo.
Io, con il battesimo, sono rinato, ossia ebbe in me principio la vita soprannaturale che è la grazia. «Bisogna che voi siate generati di nuovo» (Gv 3,7). S. Paolo dice: «Ma quando si manifestò la bontà e l'amore per gli uomini di Dio nostro Salvatore, egli ci ha salvati, non a motivo delle opere giuste da noi fatte, ma per sua misericordia, mediante il lavacro di rigenerazione e di rinnovazione operato dallo Spirito Santo» (Tt 3,4s.). Il battesimo si chiama lavacro di rigenerazione perché produce la seconda generazione, ossia il passaggio dalla morte del peccato alla nuova vita di grazia: «Fummo dunque sepolti con lui, mediante il battesimo che ci univa nella morte, affinché come il Cristo è risuscitato da morte per la gloriosa potenza del Padre, così anche noi camminiamo in una nuova vita» (Rm 6,4). «Ma Dio che è ricco di misericordia, mosso dall'immensa carità, con cui ci ha amato, a noi, proprio quando eravamo morti per i peccati, ridiede la vita insieme con Cristo - è per grazia che siete stati salvati - e con lui ci risuscitò e ci fece sedere nei cieli in Cristo Gesù» (Ef 2,4-6). «Scendono nell'acqua (del battesimo) morti, e ne risalgono vivi» (Erma, Pastor, Sim. 9,16,4). S. Cirillo di Gerusalemme dichiara che il battesimo non solo è un sepolcro nel quale moriamo al peccato, ma è anche un utero nel quale spiritualmente rinasciamo. La prima cosa che importa per un vivente è quella di essere generato, ossia di essere introdotto nella vita; perciò il sacramento del battesimo è il primo di tutti i sacramenti, perché senza questo non sarebbe possibile ricevere validamente gli altri sacramenti. Perciò, come nella vita temporale la prima cosa è l'esistere, così nella vita spirituale la prima cosa è nascere e possedere questa vita.
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2. Il sacramento del battesimo imprime il carattere, dal quale provengono cinque effetti: a) Il battezzato diventa membro di Cristo: tutti quelli che sono segnati con il sangue di Cristo diventano partecipi della sua passione e morte, secondo quel detto: «Non sapete che i nostri corpi sono le membra di Cristo?» (1Cr 6,15). E perciò in Cristo diventano figli adottivi: «Avete ricevuto lo spirito di adozione filiale, per il quale esclamiamo: Abbà! o Padre» (Rm 8,15).
b) Inoltre per il carattere il battezzato diventa membro della Chiesa. Per questo di quelle tre mila persone che si convertirono alla predicazione di Pietro, si dice che furono aggiunte alla Chiesa, ossia aggregate: «E si aggiunsero in quel giorno circa tremila anime» (At 2, 41). Sotto questo riguardo il battezzato diventa cittadino della Chiesa. Perciò, come è valido il battesimo conferito da chiunque abbia l'intenzione di fare ciò che fa la vera Chiesa, ancorché egli sia un eretico od un infedele, così chiunque ricevette validamente il battesimo rimane soggetto alle leggi della Chiesa.
c) Il battezzato diventa idoneo a ricevere gli altri sacramenti. Inoltre entra ad usufruire di quei beni che costituiscono il tesoro della comunione dei santi, come un tralcio che, unito alla vite, riceve da essa gli umori che vengono dalla radice e che circolano per tutta la pianta. Dice S. Giovanni Crisostomo: «Ecco che godono le gioie della libertà quelli che poco prima erano prigionieri; ecco che sono cittadini della Chiesa coloro che furono esuli nell'errore, ecco che sono nello stato di giustizia quelli che furono già nella confusione del peccato» (Ex homilia ad Neophytos apud Aug. C. Iul. 1, 6,21).
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d) Il quarto effetto del battesimo è la remissione del peccato originale e dei peccati attuali ed anche delle pene che derivano dal peccato attuale (cf Decretum pro Armenis. - Denzinger n. 696). Essendo Paolo e Sila in prigione, il carceriere, dopo che era avvenuto un forte terremoto, si prostrò davanti a Paolo e a Sila e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvo?... Ed egli, presili con sé in quella stessa ora di notte, lavò le loro piaghe e immediatamente fu battezzato con tutta la sua famiglia» (At 16,30.33). Paolo dice: «Non illudetevi: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri... saranno eredi del regno di Dio» (1Cr 6,9s.); ed ancora: «Ecco quello che eravate alcuni di voi; ma vi mondaste, ma foste santificati, ma foste giustificati in nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio» (1Cr 6,11). E: «Purificato il cuore da coscienza di colpa e lavato il corpo con acqua pura, attacchiamoci incrollabilmente alla professione della speranza» (Eb 10, 22s.).
e) Quinto effetto: la grazia santificante con la fede, la speranza e la carità ed i doni annessi, con il diritto alle grazie attuali necessarie per vivere la vera vita cristiana. Il Crisostomo perciò dice: «Non soltanto essi sono liberi, ma santi; non solo santi, ma giusti; non solo giusti, ma figli; non solo figli ma eredi, non solo eredi, ma fratelli di Cristo» (Ex homilia ad Neophytos, apud Aug. C. Iul. 1, 6, 21). Per mezzo del battesimo l'uomo viene incorporato a Cristo, come un membro viene unito al capo, e perciò diviene partecipe dei meriti della sua passione e morte. Dal capo che è Cristo fluisce nel battezzato la pienezza delle virtù e delle grazie; inoltre seguiranno le grazie ed i doni necessari per instaurare la vita soprannaturale. «Adunque oramai non c'è più condanna per coloro che sono innestati in Cristo Gesù. Poiché la legge dello spirito di vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e dalla morte» (Rm 8, 1s.).
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3. In quanto battezzato, io sono sottoposto alle leggi del Vangelo e della Chiesa. Inoltre devo rinunziare a satana, alle sue opere ed alle sue vanità; sono obbligato a credere in Cristo, ad imitarne gli esempi e ad amarlo sempre. Reciterò perciò la formula di rinnovazione dei miei voti battesimali:
«Io credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. Io credo in Gesù Cristo suo Figliuolo unico, Dio e Uomo, morto in croce per salvarci. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.
«Prometto con l'aiuto che invoco e spero da Dio, di osservare la sua santa Legge, e di amare Iddio con tutto il cuore sopra ogni cosa e il prossimo come me stesso per amore di Dio. Rinuncio al demonio, alle sue vanità ed alle sue opere, cioè al peccato. Prometto di unirmi a Gesù Cristo e seguirlo, di voler vivere e morire per lui.
«In nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Così sia».
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III.

1. Considererò il rito del battesimo, per un duplice scopo: per penetrare sempre meglio e comprendere le obbligazioni che mi sono state imposte quando divenni cristiano; per eseguire sempre meglio questo rito, quando debbo battezzare.
Il candidato al battesimo aspetta alla porta della chiesa ed il Sacerdote lo interroga: «N., che cosa domandi alla Chiesa di Dio?». Il padrino risponde: «La fede». Segue poi tra il Sacerdote ed il padrino ancora questo dialogo: «Che cosa ti procura la fede?». «La vita eterna». «Se dunque vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti. Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso».
Il Sacerdote alita poi leggermente tre volte sulla faccia del bambino, dicendo: «Esci da lui, o spirito immondo, e fa' posto allo Spirito Santo Consolatore»; ecco il primo esorcismo. Poi col pollice fa un segno di croce sulla fronte e sul petto del bambino, dicendo: «Ricevi il segno della croce sulla fronte e sul cuore, prendi la fede dei divini precetti e la tua vita sia tale nella condotta da poter essere già tempio di Dio. Preghiamo: Esaudisci clemente, te ne preghiamo, o Signore, le nostre preghiere, e custodisci con perpetua virtù questo tuo eletto N. segnato con la croce del Signore: affinché, conservando i rudimenti della grandezza della tua gloria, meriti di arrivare con l'osservanza dei tuoi comandamenti alla gloria della rigenerazione. Per Cristo Signore nostro. Così sia». Il Sacerdote pone la mano destra sul capo del battezzando, e prosegue: «Preghiamo: O Dio onnipotente ed eterno, Padre di Gesù Cristo nostro Signore, degnati di riguardare questo tuo servo N., che ti sei degnato chiamare ai rudimenti della fede; allontana da lui ogni durezza di cuore; rompi tutti i lacci di satana da cui era stato avvinto; aprigli, o Signore, la porta della tua misericordia affinché, ammaestrato dal segno della tua sapienza, sia immune dalle sozzure delle passioni e attratto dal soave profumo dei tuoi precetti, ti serva allegramente nella tua Chiesa progredendo quotidianamente. Per il medesimo Cristo Signore nostro. Così sia» (Rituale Romano, tit. 2, cap. 2, nn. 1-5).
Ricorderò l'obbligo di osservare i comandamenti.
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2. Il Sacerdote mette poi un po' di sale benedetto nella bocca del bambino, dicendo: «N., prendi il sale della sapienza e ti sia di propiziazione per la vita eterna. Così sia. La pace sia con te». «E con il tuo spirito». «Preghiamo: Dio dei padri nostri, autore di ogni verità, ti preghiamo supplichevoli, che ti degni di guardare propizio questo tuo servo N. e di non permettere che abbia più fame dopo aver gustato per la prima volta questo poco di sale; ma piuttosto venga soddisfatto con cibo celeste così che sia più fervente di spirito, lieto nella speranza, sempre soggetto al tuo nome. Conducilo, ti preghiamo, o Signore, al lavacro della nuova rigenerazione, affinché meriti di ricevere assieme ai tuoi fedeli i premi eterni delle tue promesse. Per Cristo Signore nostro. Così sia».
È questo come il proemio per ammettere il candidato nel tempio ad udire la dottrina dalla bocca del vescovo. Ma, come abbiamo detto, si comincia dall'esorcismo, perché il candidato è ancora servo di satana, dalla cui servitù deve venire a poco a poco liberato. Dice dunque il Sacerdote: «Ti esorcizzo, spirito immondo, in nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, perché tu esca e ti allontani da questo servo di Dio N.; te lo comanda, o dannato maledetto, proprio colui che camminò sul mare e che diede la destra a Pietro che affondava. Per questo, o diavolo maledetto, riconosci la tua sentenza e rendi onore al Dio vivo e verace, rendi onore a Gesù Cristo, suo Figlio, ed allo Spirito Santo e ritirati da questo servo di Dio N., perché Iddio e nostro Signore Gesù Cristo si è degnato di chiamarlo a sé, alla sua santa grazia, alla sua benedizione, ed al fonte battesimale». Qui il Sacerdote fa un segno di croce col pollice sulla fronte del bambino, dicendo: «E tu, maledetto diavolo, non osare mai di violare questo segno della santa croce che noi facciamo sulla sua fronte. Per lo stesso Cristo Signore nostro. Così sia».
Subito il Sacerdote pone la sua mano sul capo del bambino, e dice: «Preghiamo: O Signore santo, Padre onnipotente, Dio eterno, autore della luce e della verità, supplico l'eterna e giustissima tua pietà sopra questo tuo servo N., affinché ti degni di illuminarlo con il lume della tua intelligenza; purificalo e santificalo; concedigli la vera scienza, affinché fatto degno della grazia del tuo battesimo conservi la ferma speranza, il retto consiglio e la dottrina santa. Per Cristo Signore nostro. Così sia». Indi il Sacerdote impone l'estrema parte sinistra della stola sopra il bambino e lo introduce nella chiesa, dicendo: «N., entra nel tempio di Dio per aver parte con Cristo nella vita eterna. Così sia». Ed entrando nella chiesa, mentre si avvicinano al fonte battesimale, il Sacerdote dice a chiara voce coi padrini, il «Credo», ed il «Padre nostro» (cf Rituale Romano, tit. 2, cap. 2, nn. 7-11).
Come io ho stimato il tempio di Dio? Come ho fatte le funzioni sacre? Come, in qualità di ministro di Cristo, sono stato, nella casa di Dio, di guida ai fedeli?
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3. «Ti esorcizzo, ogni spirito immondo, in nome di Dio Padre onnipotente e in nome di Gesù Cristo, suo Figliuolo, Signore e Giudice nostro, e in virtù dello Spirito Santo, affinché ti allontani da questa creatura di Dio N., che nostro Signore si è degnato di chiamare al suo santo tempio, perché diventi tempio del Dio vivo, e lo Spirito Santo abiti in lei. Per lo stesso Cristo, Signore nostro, che dovrà venire a giudicare i vivi ed i morti ed il mondo con il fuoco. Così sia».
A questo punto si fanno delle importantissime domande, e dalle risposte che seguiranno dipende il ricevere o meno il battesimo e perciò è sommamente necessario che le orecchie si aprano per udire. Il Sacerdote perciò, ad imitazione di Gesù Cristo che in questo modo aprì le orecchie al sordo, con il pollice della destra inumidito con la saliva, tocca le orecchie e le narici del bambino: le orecchie affinché possa intendere le parole di vita che gli si diranno; le narici affinché percepisca il profumo di Cristo e corra dietro l'odore dei suoi profumi. Compiendo queste azioni il Sacerdote dice: «Effetà, cioè: apriti. In odore di soavità. Tu poi, o diavolo, vattene, poiché s'avvicinerà il giudizio di Dio». Poi il Sacerdote interroga: «N., rinunzi a satana?». «Rinunzio». «E a tutte le sue opere?». «Rinunzio». «E a tutte le sue vanità?». «Rinunzio». Il Sacerdote intinge ora il pollice destro nell'olio dei catecumeni ed unge il bambino sul petto e sul dorso in forma di croce, dicendo: «Io ti ungo con l'olio di salute in Cristo Gesù nostro Signore, perché tu abbia la vita eterna. Così sia».
Il Sacerdote depone la stola violacea ed indossa quella bianca, sia per significare che con le rinunzie fatte dal battezzando si sono allontanate le tenebre dei peccati sia per manifestare che ormai è imminente l'apparizione del Sole di giustizia. Poi il Sacerdote interroga: «N., credi in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra?». «Credo». «Credi in Gesù Cristo, suo unico Figliuolo, nostro Signore, che nacque e patì?». «Credo». «Credi nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?». «Credo». «N., vuoi essere battezzato?». «Lo voglio».
Mentre il padrino o la madrina, od ambedue, tengono il bambino, il Sacerdote con un vasetto, prende dell'acqua battesimale, e la versa in tre riprese, in forma di croce, sul capo del bambino, dicendo nello stesso tempo una sola volta distintamente e con attenzione: «N., io ti battezzo nel nome del Padre, e del Figliuolo e dello Spirito Santo». Poi il padrino o la madrina, od ambedue assieme, sollevano il bambino dal sacro fonte, ricevendolo dalla mano del Sacerdote (cf Rituale Romano, tit. 2, cap. 2, nn. 12-21).
Considera che, alle porte della chiesa, avvenne come un patto tra Dio e il battezzato. Il Signore da parte sua promise la vita eterna e gli aiuti per conseguirla; il bambino a sua volta promise di conservare la fede, adempiere i divini precetti, e di assiduamente pregare. Dio fu ed è fedele; io fui anche fedele ad osservare le solenni promesse fatte dai padrini a mio nome? Reciterò il «Miserere...».
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