Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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17. LA CHIESA, CASA DI DIO E PORTA DEL CIELO,
luogo dell’incontro intimo con Gesù

Meditazione, Torino (SAIE), giugno 19601


[...] Dissanguavano i pellegrini: prendevano le occasioni delle feste per far soldi.

Oh! Però alle volte in certe chiese vi sono delle mancanze di rispetto e di chiacchiere che sembrerebbe quasi profanazione, sì. Quel che leggiamo nel breviario oggi: il massimo rispetto verso Gesù: genuflessioni ben fatte, preghiere ben fatte, segni di croce ben fatti, veramente poter dire ai miei pensieri, alla porta quando si sta per entrare: State lì e vi riprenderò quando uscirò. Adesso i miei pensieri devono essere tutti di Dio e della mia anima. Vengo a parlare a lui del mio apostolato, vengo a parlare della mia consecrazione a lui, a Dio, vengo a parlare della mia santità, dell’unione a Dio. Sì, vengo per parlare al Signore della cosa più santa, di quel che più importa, che mi salva.
Hic domus Dei est et porta coeli, qui è casa di Dio e porta del cielo [cf Gen 28,17]. Perché porta al cielo? Perché in chiesa si è ricevuto il Battesimo e quel bambino, se muore, dopo va in paradiso, perché è nato in chiesa, è per il suo Battesimo. Se un peccatore è macchiato di colpa grave e viene al confessionale e si lava dal suo peccato con dolore e con accusa, allora ecco, porta del cielo: se muore, dopo va in paradiso, sì. Così,
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porta del cielo perché qui abita Gesù Cristo dove è sempre accompagnato dalla Santissima Trinità. Ma chi si porta bene in chiesa e prega bene, un giorno andrà nella casa eterna, nel tempio santo, lassù in cielo dove la Trinità si manifesta e rende felici le anime, al paradiso... porta del cielo.
Vi sono quelli che santificano la chiesa. Anche quando poi si parte, lasciare il cuore qui. Questo amore a Gesù che continui al lavoro per lui. Pensare che Gesù mentre sta qui [in chiesa] vi segue in un locale, nell’altro... mentre avete un’occupazione, mentre ne avete un’altra... Ecco, Gesù vi segue per la strada come vi segue in camera, come vi segue in qualunque luogo. Perché? Eh, per lui non ci sono i muri che dividono, il suo sguardo penetra ovunque e anche le tenebre per lui sono come il mezzogiorno, chiare come il mezzogiorno... [cf Sal 139(138),12], quello che sei.
Quindi, sempre confortarsi pensando che siamo veduti da questo Gesù che abita qui in chiesa, e quando parliamo, pensare sempre che Gesù ci sente e se è contento delle nostre parole. E quando facciamo qualche cosa, pensare sempre: Gesù è contento? Lui faceva le cose bene, ed io le faccio bene?. Di lui è detto: «Bene omnia fecit» [Mc 7,37], fece tutto bene; e noi cosa facciamo di bene? Cerchiamo di far tutto bene. E «bene omnia fecit»: qualche volta facciamo delle cose proprio bene, qualche volta capita anche di fare delle cose non tanto bene... egli fece tutto bene.
Allora pensare a questo e domandare sempre e dovunque la sua benedizione. Ci segue: anche quando tu chiudi gli occhi per riposare, Gesù è lì che veglia, ti è vicino. E tu puoi anche di tanto in tanto - per chi abita e dorme qui o per chi è altrove e torna a casa sua -, ecco, pensare che Gesù dalla chiesa ti guarda e benedice il tuo riposo, sempre.
Poi specialmente in chiesa star bene in quei momenti, e insegnare a star bene, bene in chiesa.
Bisogna che tutti noi sappiamo: è casa del Signore. Lì l’anima si incontra con il suo Gesù: puoi dirgli tutto e puoi ascoltare tutto e puoi entrare in comunicazione intima. Confessioni dolorose che tolgano ogni ostacolo alle sue comunicazioni
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e al suo amore2. E poi comunione intima per cui non possiamo avere una persona che ci ama di più che lui che entra nel cuore: quindi parlargli con atti di amore. Voi vedete qualche anima che è chiamata ad avere una santità come la sposa dei Cantici, vedete che Gesù vi vuol bene e vi vuole sante, e vuol essere detto il padrone di tutte le fibre del cuore... Egli vi vuole sante! Ma qui bisogna farsi più sante, farsi un pochettino più sante... Già che siete le predilette di Gesù! Oh, se conoscessimo il dono di Dio [cf Gv 4,10]!
Poi, qualche volta nel giorno, non solamente un pensiero a Gesù che è in chiesa, ma se qualche istante si può venire, almeno a fare una genuflessione, un saluto a Gesù e a chiedergli la benedizione, ecco... D’altra parte, se non possiamo venire perché abbiamo occupazioni che devono essere continuate, una giaculatoria: Gesù è con noi e noi siamo con Gesù3, che è una specie di comunione spirituale.

Sia lodato Gesù Cristo.
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1 Nastro originale 68/60 (Nastro archivio 82b. Cassetta 82, lato 2. File audio AP 082b). Titolo Cassetta: “Unione con Gesù nella giornata”.

2 Parola incerta.

3 Vedi AP 1959, p. 159, nota 10.