Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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25. PROFONDITÀ INTERIORE25
1. Ieri sera abbiamo ricordato il modo di fare gli esercizi: esercizi di mente con la riflessione, esercizi di cuore con la preghiera ed esercizi di volontà con le opere. Ho tralasciato però una cosa su cui è bene riflettere: badare alla profondità.
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2. La vita religiosa non sia un'esteriorità; le pratiche di pietà si facciano con intima persuasione; l'apostolato sia profondo, il catechismo sia posseduto per comunicarlo. Cercare di essere efficaci per attirare anime alla propria vocazione e non essere violenti perché ciò che si acquista con il tempo è più perfetto e più durevole. Mi pare che da un po' di tempo vi siate incamminate verso questa profondità. Se un pozzo è profondo, dà acqua freschissima. Se l'anima ha un pozzo profondo ha l'acqua freschissima di cui parla il Vangelo. Quando si giunge a questa profondità l'anima si sente più libera.
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3. Che cosa s'intende per profondità? Una fanciulla va a seminare e un contadino va per piantare un albero da frutta; subito si dice di scavare profondamente altrimenti, nel tempo di siccità, le radici si seccheranno. Ora quando si parla di profondità s'intende che le radici siano affondate molto bene. La nostra fede in Dio deve essere profonda, allora non si farà attenzione a chi comanda.
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4. La decisione di fare a Dio l'ossequio della volontà, si prova nella fedeltà, nell'osservanza delle costituzioni, nelle abitudini ricevute, nel vivere una fede profonda anche negli avvenimenti. Chi ha poca fede, quando arriva una difficoltà si abbatte.
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5. Si sentono delle conversazioni umane in certi conventi, in certe case, che manifestano una vera miseria. In queste case può nascere la mancanza di carità, oppure l'invidia. Quando c'è profondità, si sopportano i caratteri anche quelli più difficili. Quando c'è fede, lo spirito di sacrificio nasce da sé, non c'è bisogno di raccomandarlo, si cerca e si desidera la povertà della casa di Nazaret. La profondità nella vita comune è amare le sorelle, saper sopportarsi, edificarsi col buon esempio, amare la casa generalizia e aiutare per quanto è possibile.
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6. Se le superiore sono materne, buone e comprensive, acquistano la fiducia dei cuori; se si chiacchiera troppo, le giovani sentono il bisogno di andare da altri ad aprirsi. Non vorrei che andaste a seminare i fatti vostri in giro. Abbiamo avuto spesso delle deviazioni di vocazioni per aver fatto confidenze ad altri fuori casa. Ci siano pure molti maestri, ma poche madri. Far in maniera che le suore si abituino a fare le confidenze in casa: ci vuole profondità, per saperle attirare e per dare risposte che entusiasmino, che scaldino i cuori. Se ci si accorge che le giovani sentono difficoltà in certe opere di apostolato, saper aiutare, incoraggiare, illuminare.
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7. E' necessario esser profonde nell'esame di coscienza; se c'è l'orgoglio scoprirlo, se c'è l'invidia scoprirla, scoprire anche i doni e i difetti delle sorelle e vincere il male col bene.
Se non siamo profonde con noi stessi, non lo siamo nemmeno con gli altri; molte sono le persone buone, ma poche le virtuose; tra la bontà e la virtù c'è differenza; si può essere buoni, ma superficiali. Certe suore, messe alla prova, non sanno resistere: se sono virtuose sono costanti nella virtù, anche nella difficoltà. Se non c'è profondità la virtù non è costante e non dura.
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8. Se sarete profonde nell'umiltà, "farete" dei miracoli. Se sarete profonde, "farete" delle anime profonde; se sarete superficiali, "farete" tutt'al più delle buone cristiane; se sarete profonde "farete" delle buone vocazioni.

Albano Laziale (Roma)
2 agosto 1954

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25 Albano Laziale (Roma), 2 agosto 1954