Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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II DOMENICA DI QUARESIMA43
1. Oggi dobbiamo considerare il Vangelo della Trasfigurazione del nostro Signore Gesù Cristo. Questo tratto del Vangelo s'incontra più volte nell'anno, oltre che il 6 agosto. E' di grandissima importanza e insegnamento. Alcuni istituti religiosi, che hanno il culto ad un santo non canonizzato, celebrano come festa propria data dalla santa Sede, la festa della Trasfigurazione.
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2. Gesù prese tre apostoli, coloro con cui aveva più confidenza e gli avevano dato prove di maggiore attaccamento. Non era lontana la passione, e Gesù era preoccupato che essi passassero crisi, non essendosi ancora del tutto liberati dall'idea di un messia come dominatore terreno. Non avevano ancora fatto molto progresso alla scuola di Gesù. Egli volle dare prova della sua grande maestà, potere, divinità: si trasfigurò. Mosè ed Elia apparvero accanto a lui e parlavano della sua vicina passione. Ecco come Gesù preveniva dallo scandalo i suoi. Pietro fu entusiasta: Facciamo qui tre tende! (Mt 17,4). Si fece poi udire la voce del Padre Celeste: Questo è mio figlio diletto: ascoltatelo! (Mt 17,5). Scendendo dal monte Gesù raccomandò di non dire niente a nessuno fin dopo la risurrezione.
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3. Insegnamenti: Gesù stava fra Mosè ed Elia. Mosè rappresentava la legge, Elia rappresentava i profeti. Era qui rappresentato l'antico testamento, la storia antica, disposta dalla Provvidenza per preparare la venuta del Messia. I profeti già descrivono tutta la sua vita, la chiesa, il regno suo. Due volte fu scritta la vita di Gesù: prima dai profeti, poi dagli evangelisti. I tre apostoli rappresentavano la chiesa novella: Pietro, l'uomo della fede che confessò per primo: Tu sei Cristo, figlio di Dio (Lc 9,20); Giacomo, uomo della pratica speranza delle opere della santificazione della vita quotidiana; Giovanni, apostolo della carità che inculca nelle sue lettere l'amore, colui che piegò il capo sul petto adorabile del salvatore e ricevette in custodia Maria.
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4. Gesù perfezionava così l'antico testamento e produceva grazia per la prossima passione. Intervenne la voce del Padre Celeste quasi a dire: se lo vedrete andare e patire fra due ladroni, oh non credetelo colpevole, "Ipsum audite!" (Mt 17,5) Ascoltatelo! Nel Vangelo inchiniamoci all'autorità stessa del Padre: ascoltate lui, non falsi profeti o politicanti che vogliono sovvertire.
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5. Noi ascoltiamo il Vangelo? Ne preferiamo la lettura a qualsiasi altro libro? Ne ricaviamo ogni dottrina? Piace di più a Dio e apprende meglio le vie di Dio, chi corre dal divino Maestro e dice: "Vere tu es filius Dei"; (Mt 16,16) costui avrà la vita eterna, Uno è il vostro maestro (Mt 23,10).
Lo adoriamo nella santa messa e gli promettiamo di leggere il Vangelo con umiltà e semplicità, imitandolo. Egli è il primo Maestro di tutti gli uomini e insegna veramente la via del cielo.

22 febbraio 1948

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43 22 febbraio 1948