Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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4. LA DONNA ASSOCIATA ALLO ZELO SACERDOTALE

Meditazione alla Comunità delle Pie Discepole del Divin Maestro, in occasione della festa di Gesù Maestro.
Roma, Via Portuense 739, 26 gennaio 19641

È cosa degna venga meditata la relazione o le relazioni tra Gesù e la donna nel Vangelo. Uno studio su questo punto sarebbe tanto istruttivo e gioverebbe anche a orientare sempre meglio la funzione della donna nella Chiesa.
Le relazioni fra la donna e Gesù Maestro. In primo luogo, Maria, la grande Donna, la quale ebbe la grazia di dare inizio, storicamente, alla salvezza del genere umano.
Maria diede l'essere umano a Gesù, così che nell'Eucaristia stessa noi riceviamo qualche cosa di Maria. L'eucarìstia contiene il corpo, sangue, l'anima e divinità di Gesù. Ecco, quando noi ci comunichiamo possiamo ricordare questo e portarci a un senso di maggiore divozione a Maria.
E Maria diede l'essere umano a Gesù, al Figlio di Dio, incarnandosi; e Maria accompagnò Gesù in tutta la sua vita terrena fino al momento in cui Gesù spirò sulla croce.
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Vi sono poi, nel Vangelo, ricordate donne che ebbero una relazione particolare e ricevettero grazie particolari da Gesù Maestro. E uno studio qui sopra porterebbe anche a ricordare quello che è stata la funzione della donna nell'umanità. Dolorosamente la donna ha aperto la strada al peccato. Ella, Eva, aprì la strada al peccato e alla rovina dell'umanità, e di là il peccato di Adamo e poi i peccati innumerevoli che la storia umana ricorda e che tuttavia ancora continua.
Oh, ma mentre che Eva aperse la strada al peccato e alla rovina, la Donna aprì la redenzione, la salvezza dell'umanità: Maria.
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Maria preparò la vittima al calvario, il Redentore. Madre di Gesù, ma nello stesso tempo, Madre della Chiesa.
E vi è da trattare, al Concilio Ecumenico Vaticano II, questo argomento: De Maria, Matre Ecclesiae: "Di Maria, Madre della Chiesa"1. Madre della Chiesa, perché da lei venne il corpo, venne Gesù, il Redentore. E Gesù affidò la Chiesa a Maria prima di morire. Come Maria fu Madre del corpo fisico di Gesù, così è Madre del corpo mistico di Gesù. Corpo mistico di Gesù è la Chiesa. Ecco, allora ne vengono delle conseguenze molto importanti:
- In primo luogo, pregare Maria per la Chiesa, affinché cresca, viva, porti la salute a tutto il genere umano.
- Maria esempio di santità per l'umanità, per tutti i cristiani.
- E Maria mediatrice della grazia per tutti. E le grazie che vengono a noi passano attraverso alle mani di Maria.
Così, come ci sono state le relazioni tanto intime fra Gesù e Maria, così le relazioni tanto intime fra la Chiesa e Maria.
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Ora, se Maria ebbe sue relazioni intime con Gesù, ora le relazioni intime della suora col sacerdote: il contributo della suora all'azione pastorale. Quindi il libro -che è stato stampato prima ancora dell'inizio della Famiglia Paolina -: La donna associata allo zelo sacerdotale1.
E la donna, nella Chiesa, è una potenza; la suora, nella Chiesa, è una potenza. Qualche volta viene un po' da meravigliarsi: vi sono 500 mila sacerdoti, più o meno, e vi sono un milione e mezzo di suore. Ecco, questo indica che la donna nella Chiesa ha una grande missione, è una grande potenza, sì, e, d'altra parte, la sua relazione, la relazione della donna riguardo al sacerdote, la suora riguardo al sacerdote. Associati nello stesso fine, nello stesso lavoro: salvezza delle anime.
E, ecco, considerando questo, ne viene la conseguenza: molte suore, e le suore aiuto al sacerdote, mentre che, dal sacerdote, a loro volta, le suore ricevono Gesù, e l'istruzione cristiana, l'istruzione religiosa.
Ora, perché la suora è una potenza nella Chiesa, le suore sono una potenza nella Chiesa? Risulta da vari discorsi nel Concilio Ecumenico Vaticano II.
Allora, ecco, volevo conchiudere: massima cura delle vocazioni, massimo lavoro per raccogliere vocazioni e massimo impegno per formarle, quando le giovani mostrano veramente la vocazione, cioè la chiamata di Dio. Su questo lavoro vocazionario è necessario che, non soltanto perché è la volontà di Dio, il volere di Dio, ma nello stesso tempo, anche [per] i frutti; perché se vi sono molte vocazioni [di] religiose, vi saranno anche più vocazioni [di] religiosi. L'aiuto vicendevole.
Inoltre, come conseguenza, quello che riguarda la liturgia. La donna non amministra i sacramenti, non ha la facoltà di consacrare il pane e il vino nella Messa, ma la parte liturgica: tutto quello che prepara la celebrazione della Messa, e poi, successivamente, degli altri sacramenti. Il contributo che la donna, che la suora, porta alla Chiesa per mezzo della liturgia.
Oh, il vostro apostolato che riguarda la liturgia è ben ormai definito dalla Chiesa con l'approvazione di quello che riguarda la liturgia, approvazione solenne2. E quindi, oltre che il contributo al sacerdote, alle vocazioni sacerdotali, il contributo vostro alla parte liturgica, sì.
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Oggi, festa di Gesù Maestro. Maestro! Come egli si comportò con Maria. Come egli trattò con [le] donne che incontrò durante il suo ministero pubblico, sì: e donne traviate e donne le quali servivano il Maestro Divino, lo seguivano, ed erano quelle che procuravano [il necessario] al collegio apostolico - diciamo - e a Gesù durante il ministero pubblico. Quindi, un grande rispetto vicendevole, ma nello stesso tempo, una collaborazione costante e pia e necessaria nella Chiesa. Allora, in questa giornata, prendiamo l'esempio da Gesù: e considerando sempre le relazioni fra il sacerdote e la suora, e considerando sempre l'azione della suora in riguardo alla parte liturgica.
Maria ebbe l'impegno [in tutte] le circostanze della sua missione. Ella seguì, prima, la liturgia antica, dell'AT, e poi la liturgia del NT. In questo è esempio e anche, possiamo dire, protettrice.
La donna, e specialmente la suora, è una potenza nella Chiesa, sì. Del resto, la donna comune, la donna cristiana, è una potenza nella Chiesa, nella famiglia, e così nelia società. Se la donna è pia, se la donna è santa, quanto edifica! Quando è la buona sorella, quando è la buona sposa, quando è la madre di famiglia! Grande missione. E, per quello che riguarda la suora, uffici corrispondenti da considerarsi sempre nel senso soprannaturale.
È necessario, quindi, che ricaviamo insegnamento: sapere che la donna è una potenza per le qualità sue naturali, e le qualità della donna cristiana e della donna consacrata al Signore. Potenza vera. È una grazia, è un talento che avete.
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Poi, in modo particolare, per la missione vostra. Questa è una grande grazia di cui noi intendiamo fare piena corrispondenza. È il Maestro Gesù che ci ha dato l'esempio e lo ha voluto e lo ha stabilito. Quindi, nelle ore di Adorazioni, e poi particolarmente nella santa Messa, postarvi nella posizione vostra, nella missione vostra precisa, e quindi lo spirito che nella missione, nella posizione vostra avete da vivere, sì.
È qualche cosa di grande e di misterioso nella vostra missione. Giorno per giorno, man mano che si medita si penetrerà sempre meglio e, penetrando sempre meglio, si potrà seguire anche meglio e rispondere pienamente alla vocazione vostra. Sì, qualche cosa di misterioso, ecco. Perché la vostra vocazione non è nata così, casualmente, no, la volontà espressa di Dio è stata, la volontà espressa del Maestro Divino. Ringraziare, allora, della vocazione.
1. Adorare Gesù Maestro come il principio della vocazione.
[2.] Ringraziare Gesù Maestro che vi ha chiamate e che vi ha fornite di tante grazie.
3. Riparare le incorrispondenze che, qualche volta, sono state nella vita.
4. Vivere nello spirito della vocazione imitando Maria. E la devozione piissima di Maria al Maestro Gesù: mentre che era la Madre, era pure la discepola di Gesù.
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Quattro, quindi, considerazioni:
- Riconoscere Gesù, il principio della vocazione.
- Essere riconoscenti delle grazie e della chiamata e della fondazione dell'Istituto e dello sviluppo che l'Istituto ha e del dono delle Costituzioni; e poi tutte le cure quotidiane e tutte le grazie che vedete crescere attorno a voi all'esterno e poi le grazie di ognuna nell'interno.
- Tuttavia le debolezze nostre umane non mancano mai e allora, l'umiltà.
- E poi la fede nella bontà, nella misericordia di Dio.
Poi, tutto quello che già è stato nel passato e tutto quel che già possedete attualmente, e nella parte - diciamo - di sviluppo, e nella parte di santificazione di ognuna, ecco, questo è una ragione, è un incoraggiamento, è un aumento di fede. Come è stato per il passato, se migliori sono ancora le nostre disposizioni, le grazie cresceranno ogni giorno, e ogni giorno per lo sviluppo dell'Istituto, e ogni giorno per la santificazione di ognuna.
Oh, proprio per la santificazione di ognuna, il vero spirito di Maria: come ella ha operato, come si è comportata, come ha cooperato col Maestro Divino. Ottenere le disposizioni di Maria nel pregare, e ottenere il suo spirito di umiltà e la sua fede piena, completa: «Son l'ancella del Signore, sia fatto come hai detto»1, come, cioè, vuole il Signore.
Avanti, dunque. Comportarvi come Maria rispetto al Maestro Gesù. Comportarvi come le anime consacrate a Dio nelle relazioni col Maestro Divino, con Gesù eucaristico, Via, Verità e Vita.
Ho detto che è cosa misteriosa. Conosceremo meglio al giorno in cui si entrerà in cielo, nella visione beatifica, quando tutto ci sarà rivelato.
Sia lodato Gesù Cristo.
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1 Nastro 70/e (= cassetta 151/b.2). Per la datazione, cf PM: «Oggi, festa di Gesù. Maestro. (...) Il vostro apostolato che riguarda la liturgia è ben ormai definito dalla Chiesa con l'approvazione di quello che riguarda la liturgia, approvazione solenne». Il documento sulla Sacra Liturgia è stato approvato il 4 dicembre 1963. - dAS, 26/1/1964 (domenica - festa di Gesù Maestro): «Va [il PM] a tenere una predica alle PD in via Portuense». - dAC, 26/1/1964 - festa di Gesù Maestro - «Alle 15,30, predica del PM».

1 MARIA SS. è proclamata "Madre della Chiesa" dal papa Paolo VI, nel discorso di chiusura della III Sessione del Concilio Ec. Vaticano II, il 21 novembre 1964 (cf AAS 56 [1964] 1015).

1 G. ALBERIONE, La donna associata allo zelo sacerdotale. Prima edizione, Alba, 1915.

2 Riferimento alla Costituzione «Sacrosanctum Concilium» sulla Sacra Liturgia, promulgata il 4 dicembre 1963.

1 Cf Lc 1,38.