Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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22. CREATI PER LA VITA ETERNA
(Solennità dell'Ascensione)

Meditazione alla Comunità delle Pie Discepole del Divin Maestro.
Alba, Casa Madre, 7 maggio 19641

...incontrata la prima volta e, come mi ha parlato - era ancora semplice signorina - mi ragionava come se fosse stata già dieci anni in Congregazione, come ragionava. Ah, la preparazione! Quando una aspirante entra con una simile preparazione, sarà felice nella vita religiosa.
E voi sapete, e molto anche non sapete, dei contributi che ha dato all'Istituto, nella sua pietà, nei suoi esempi e nella collaborazione con Madre Maestra e [a] tutto l'Istituto; sotto vari aspetti ha contribuito2.
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Ecco, nel giorno dell'Ascensione noi pensiamo lassù in cielo, Gesù, alla destra del Padre. Gesù aveva detto: Ascendo ad Patrem meum et Patrem vestrum, Deum meum et Deum vestrum1. Ascendo. E Gesù ascese. L'ascensione. Lassù, il suo posto glorioso, secondo che ha compito bene la missione che gli ha dato il Padre, e cioè: che il Figlio di Dio incarnato glorificasse Dio, Padre celeste, e salvasse gli uomini, portasse la nuova vita all'umanità. Sì.
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Così la nostra vita. La nostra vita che rassomigli alla vita di Gesù Cristo per avere il premio con Gesù Cristo. «Ascendo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e al Dio vostro»1. Ricordare sempre, aver sempre in mente l'ultimo articolo del Credo: la vita eterna. Se ci fosse nell'animo nostro sempre presente questo articolo del Credo, l'articolo dodicesimo del Credo: la vita eterna!
Ma allora, che cos'è la vita presente? È per conoscere, amare e servire Dio e per arrivare, quindi, all'eterno gaudio in cielo. La vita presente è ordinata all'eternità, viviamo per guadagnarci il paradiso, per raggiungere la vita eterna, per cui Dio ci ha creati, primo articolo del Credo.
E perché noi arriviamo alla vita eterna, su quale strada? Quella di Gesù Cristo. «E credo in Gesù Cristo, Figliuolo, ecc.» «Io son la Via»2 - ha detto Gesù -; e poi, nello Spirito Santo che ci santifica; e poi la risurrezione della carne, la vita eterna. Così sia.
Fissarci bene in mente, oggi, aver la grazia di vivere in questa visione, sempre: mi aspetta il paradiso e voglio guadagnarmelo. «Vergine Maria, Madre di Gesù, fateci santi»3. E ripeterlo con più cuore, in questo mese, nella coroncina. E, secondo l'orario, si fa una volta al giorno e si può anche far la seconda volta. Ma vi sono le anime che vivono di pensieri retti, di pensieri di fede e non han bisogno che aspettino che sia l'orario di ripetere la coroncina, ma l'invocazione "fateci santi" la ripetono frequentemente nella giornata.
Sarete felici se avrete sempre in mente: et ascendit in caelum: sedet ad dexteram Patris4, e l'altro: Assumpta est [Maria] in caelum5. Quindi l'ascensione di Gesù,.quindi l'assunzione di Maria.
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Seguire il Maestro Gesù nella vita sua, seguirlo, e allora seguirlo fino lassù, perché noi siamo discepoli, voi siete discepole del Maestro. E allora, come è attualmente in cielo, così fra pochi anni, voi, noi, in cielo, e cioè, col Maestro Divino, tutte le Pie Discepole, tutti noi che siamo discepoli, come generalmente si esprime l'inizio del Vangelo: Dixit Iesus discipulis suis, ecc.
Ecco però bisogna che noi veramente ascendiamo: «salì al cielo». E noi stiamo salendo al cielo? Cosa vuol dire salire? Vuol dire perfezionarsi ogni giorno. Salire, non star fermi, salire seguendo Gesù, il quale Gesù, come ha speso i suoi giorni sulla terra? E quando era bambinello, e quando era fanciullo, e quando era giovinotto, e quando era uomo, e quando era predicatore, e quando soffriva la passione, quando è morto. Proficiebat sapientia, aetate et gratia1. Passavano gli anni, l'età, ma con l'età, coi giorni che passavano proficiebat, progrediva in sapienza e grazia, cioè sapienza celeste e grazia, cioè, la grazia, l'applicazione dei meriti di Gesù Cristo alla nostra anima, quella è la grazia. Crescere in grazia e crescere in sapienza.
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La sapienza, in primo luogo, è questa: la vita è per conoscere, amare e servir Dio e poi goderlo in eternità. Questo è il fondamento della sapienza: sapere che cos'è la vita. La vita presente è una prova per l'eternità. E il Signore, ecco, in sapienza ci ha creati, ci ha dato il lume della ragione, ci ha dato la salute, ha voluto che ricevessimo il battesimo, ci ha conservati fino adesso; avete avuto una vocazione, avete ancora la fiducia di avere anni di vita e sono sempre secondo Dio. Il Signore può chiamarci oggi e può chiamarci domani e può chiamarci anche in questo momento. Ma la sapienza è la vita come Gesù Cristo. Il Figlio di Dio si è incarnato, si è santificato: proficiebat sapientia et gratia, come in aetate.
Si progredisce nella conoscenza di Dio? nell'amore di Dio? nel servizio di Dio? Persone che si sforzano un poco quando son fanciulle, quando sono aspiranti, quando son novizie, quando son temporanee e poi quando sono professe perpetue, sembra che dicano: "adesso sono a posto". Cioè, adesso cominci, perché è da lì che cominciano i meriti più grandi, dopo la professione perpetua, e sono lì i giorni che incominciano, i giorni più adatti, più ricchi di grazie per progredire, di maggior responsabilità, con l'obbligo di perfezionarsi che è l'obbligo più grande della vocazione. Uno può fare anche degli sbagli, sì, o che certe cose non può farle, ecc., ma quello che è indispensabile, e per tutti: [il perfezionarsi], anche se una stesse sempre a letto perché malata; sono i giorni più preziosi, i giorni più ricchi di grazie, più ricchi di meriti [quelli dopo la professione perpetua].
Allora proficere. Proficiebat sapientia, aetate et gratia. Ogni giorno, arrivate alle due ore di Visita, arrivate alla sera: oggi ho progredito un poco? più amante della povertà, della delicatezza, dello zelo, dell'apostolato, dell'osservanza quotidiana, della carità per tutti, dei pensieri santi, dei sentimenti santi, della volontà santa? Come sono? Ecco, dare l'esame a noi, a noi stessi farci l'esame. Chi si giudica non sarà giudicato1.
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Cosa vuol dire far l'esame? È colui che si giudica: come sono i miei pensieri, com'è la mia vita, come son le mie parole, com'è l'apostolato, com'è l'osservanza, come è il mio progresso o il mio regresso. E se uno constata che non ha progredito, davanti al Maestro Divino, ha una bocciatura. Eh, quando l'alunna non ha progredito viene bocciata. E forse, si darà ancora un anno di prova, ripete la classe. E qualche volta si ripete il giorno e la settimana e l'anno e si ripetono le stesse cose, e alla fine c'è la bocciatura al giorno in cui si entra nel corso di Esercizi per giudicarci. E fortunati che almeno allora ci giudichiamo. E allora riparare e dire: Signore, adesso voglio fare tutto quel che non ho fatto e voglio riguadagnare gli anni perduti, i giorni perduti. E questo anche alla sera quando si fa l'esame di coscienza: oggi è una giornata piena. E Dio sia benedetto. Perché l'esame di coscienza vuol dire sempre: constatiamo ciò che c'è di buono e ciò che c'è di non buono.
È vero che per confessarci cerchiamo solo la parte cattiva, perché dobbiamo confessarci e la confessione è per la remissione. Ma quando noi facciamo l'esame di coscienza per la giornata, nella Visita e negli altri momenti della giornata, allora constatare: sì, stamattina è andata bene la mia Messa, la mia comunione; alzandomi mi sono orientata subito verso il cielo: guadagnarmi un bel posto in paradiso. E poi tutta la giornata sempre orientati: per conoscere, amare, servir Dio, goderlo per sempre in eternità. Quello è il pensiero che deve guidare la meditazione; finir così, col proposito. E poi tutta la giornata sempre quel pensiero. Perché noi dobbiam sempre stare così, noi, davanti a Dio: in questo momento, domani, stasera, tutte le ore, come me ne sto davanti a Dio? contento Dio? o scontento di me? Ed io son contento di me o son scontento dei miei giorni, delle mie ore passate nella giornata?
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Finché si è nella formazione [ci] si esamina sopra tutti i particolari, e quindi [sopra] la virtù che più abbiam bisogno di conquistare e poi [su] gli altri quattro punti: come è il lavoro spirituale; come è il lavoro intellettuale; come è il lavoro apostolico, come è il lavoro di formazione umana, religiosa. Poi dopo, si sta più ai princìpi. E in principio giova molto il notare le vittorie, le sconfitte per farne poi un confronto fra un giorno all'altro, una settimana all'altra, un anno all'altro. Ecco, la persona, poco a poco, viene riflessiva e finisce con l'essere, nel corso della giornata, più facilmente alla presenza di Dio: come me ne sto davanti a Dio, adesso? Il Padre mi guarda, il Padre celeste; Gesù mi guarda dal tabernacolo. Allora noi ci sentiamo nell'interno: i miei pensieri sono secondo Gesù? quello che faccio, secondo Gesù? quello che desidero, che voglio nell'intimo, che cerco, cosa è? quello che vuole Gesù? Allora si fa un esame frequente, fino a venti volte al giorno; c'è un pensiero solo. E il libro che dice - della Perfezione semplificata1 - anche cento volte al giorno: come sto con Gesù? come sta il mio cuore in questo momento? com'è la mia testa? i miei pensieri quali sono? ecc. Una domanda soltanto, un'occhiatina di un istante. E se siamo con Gesù: Dio sia benedetto. E se non stiam con Gesù, mettiamoci a posto: proposito. E detestare ciò che è deviato, ciò che non è a posto.
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L'esame di coscienza è la pratica più utile, praticamente, per viver bene la vita; cioè, controllarsi come stiamo e controllarci abitualmente e controllarci specialmente nella Visita e controllarsi per la confessione; poi, nel ritiro mensile e nel corso degli Esercizi. Perché ci deve sempre esser il preventivo. La nostra vita deve essere fra due esami di coscienza; la vita, il mese, l'anno, il giorno, così, fra due esami: il preventivo per la giornata di oggi; il preventivo, perché mi son confessata stamattina e quindi ho fatto l'esame preventivo della settimana prossima; e nel ritiro mensile ho fatto l'esame preventivo per il mese successivo; e negli Esercizi Spirituali, faccio il preventivo per l'anno; e, facendo la Professione, per la vita; e se ci sono i ritiri annuali, cioè gli Esercizi annuali, gli anni, come preventivo, come vuoi impiegarli.
Poi, il consuntivo. Al preventivo della mattina risponde l'esame consuntivo: a mezzogiorno, nella Visita, secondo i tempi. E poi per confessarsi, l'esame consuntivo: come è stato, cosa ho proposto la settimana scorsa? e come ho corrisposto questa settimana? Anime che perdono il tempo nelle confessioni, non fan né l'esame preventivo, né l'esame consuntivo. La confessione diviene una responsabilità di più, alle volte. E invece dev'essere quello che ci mette sempre a posto, a posto davanti a Dio. E così il preventivo e il consuntivo: preventivo in principio del mese, consuntivo alla fin del mese; [preventivo in] principio dell'anno spirituale, consuntivo alla fine dell'anno sspirituale, quando ci saranno gli Esercizi prossimi, seguenti.
La pratica degli esami è l'essenziale del perfezionamento: constatato se progrediamo, o se andiamo indietro, o se siam fermi.
E se un'aspirante non si abitua all'esame, non può fare la scelta del suo stato religioso, non può, perché l'esame abituale è necessario per il perfezionamento: adesso ho fatto questo, potevo anche far meglio. Perfezionare ogni cosa. E se c'è: ho fatto bene o non ho fatto bene, o potevo fare un po' meglio, allora subito si conchiude il meglio. Il primo dovere è il perfezionarsi. Allora, se non esaminiamo il primo dovere, che cosa facciamo? A cosa servono i giorni? A cosa serve la vocazione? Dunque, bisogna dare la somma importanza all'esame di coscienza.
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Adesso riceverete, un po' presto o un po' più tardi, il San Paolo1. E poi la vostra circolare interna è tutta su questo esame di coscienza. Quando poi una è già un po' avanti, fare l'esame della vita: come ho impiegato i doni che il Signore mi ha dato, il tempo che il Signore mi ha dato, le grazie che ho avuto, le istruzioni che ho avuto, e poi i doni dello Spirito Santo, come ho corrisposto? Avevo cinque talenti e ne ho usati quattro bene? ne ho usati tre bene? e qualche altra cosa non è andata bene? Rimetterci [a posto] nell'esame della vita. Sono fatto per conoscere, amare, servire Dio, per santificarmi. E l'ho fatto? Lo faccio? L'esame della vita, il più generale, perché ci son gli esami generali vari: della giornata, della settimana, del mese, dell'anno, della vita. Esame.
Se arrivate con la fedeltà all'esame, arrivate all'esame abituale, trovate massima facilità a santificarvi.
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Adesso, ciascheduna fa i suoi propositi e ne parla con Gesù stamattina nella comunione. Nella giornata, nella Visita: sto davanti a Dio, io? L'uomo più felice è colui che sta sempre davanti al Signore, come si trova. Infelice è colui che è un po' fantastico, è un po' strano, e cioè, pensa tante cose che sono di secondaria importanza; magari, qualche volta, son dannose.
Chiedere la grazia di saper far l'esame di coscienza e farlo bene così da abituarsi e, finalmente, si arriverà all'esame di coscienza abituale, cioè, quando uno abitualmente sta davanti a Dio. E rimettersi: oh, in questo momento non son bene a posto con Dio che mi guarda, con Gesù che mi guarda. Allora ci mettiamo a posto con un "Gesù mio, misericordia", con un propositino. È un istante quasi. E se ne possono far tanti nelle giornate; e può essere poi, finalmente, l'abitudine di stare alla presenza di Dio: Dio mi vede. E premia tutto, se abbiamo corrisposto alle grazie.
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Ogni benedizione a voi, a tutte, sì. State serene e liete. Pregate per suor Agata1 che [ho] lasciata molto male; gli han dato l'Olio Santo, ieri, non so come stia.
E poi, pregate per la chiesa di Gesù Maestro; e pregate per le tante novizie che sono sparse, non soltanto in Italia, ma che sono in Italia e in altre nazioni, voglio dire; [pregate] affinché la Congregazione cammini sulla sua strada, sempre, come adesso è ben avviata, ben guidata; e perché, molte più giovani entrino e seguano quella stessa strada, se Dio vuole, se il Maestro Divino aumenta le sue grazie, sempre.
Siate serene. Avanti. Non sprecare neppure un minuto della vita. Tutto per Dio. Il tempo passa. Non perdiamo il tempo perché il tempo è la grazia che concede le altre grazie. Quindi l'uso massimo del tempo. E se adesso devi far l'esame di coscienza, non pensare ad altro. Se adesso devi parlare con Gesù, non pensare ad altro. Se adesso devi guardare di fare quel che Gesù vuole, cioè, la sua volontà, ecco. E tutto, allora, il tempo resta sacro e consacrato a Dio e consacrato ad arricchirci di meriti. Sono preziosissimi i minuti se sapessimo...
- E cosa fai?
- E facciam passare un po' di tempo.
- Ma farlo passar bene, però. Che serva per l'eternità felice.
Sia lodato Gesù Cristo.
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1 Nastro 96/b (= cassetta 158/b). Per la datazione, cf PM: «Ecco, nel giorno dell'Ascensione noi pensiamo al cielo. Pregate per Sr. Agata che ho lasciato molto male». (È poi defunta il 26/5/1964). - In dAS, in data 5/5/1964, si legge: «Ore 8,30 [il PM] parte per Torino. Da Torino passa in Alba per Ritiro. Ritorna a Roma il 7 maggio alle ore 13,40 (con l'aereo). Alle 17 va a tenere una predica alle PD, via Portuense». - La meditazione di cui in dAS non ci è pervenuta.

2 Si tratta di MADRE M. AUSILIA CRISTINO, nata a Pollenzo (Cn) il 25/5/1904, entrata in Congregazione il 4/3/1927; fece la sua prima Professione in Alba 27/10/1930. Morì il Giovedi Santo, all'ospedale "Cottolengo" di Torino. Pia Discepola esemplare, Madre amatissima, esercitò l'ufficio di economa generale in cui si distinse per la sua rettitudine, nonché per la sua competenza. All'annuncio della sua morte il Primo Maestro ebbe a dire di lei: Non ho conosciuto una suora che abbia praticato cosi bene la povertà..

1 Gv 20,17.

1 Gv 20,17.

2 Gv 14,6.

3 Si riferisce alla coroncina che abitualmente si recita mattino e sera nelle comunità della Famiglia Paolina.

4 Missale Romanum, Ordo Missae, Credo.

5 Liber Usualis Missae et Officii. In Assumptione B.M.V., prima ant. ai Vespri.

1 Lc 2,52.

1 Cf 1Cor 11,31.

1 Libro già citato altre volte, ma non mai precisato. Potrebbe riferirsi a Vita interiore semplificata di POLLIEN o di TISSOT (?).

1 Circolare interna della PSSP (cf San Paolo, maggio 1964).

1 Sr. M. AGATA Rizzo, nata ad Alessano (Le) il 21/6/1915, entrata ad Alba il 22/1/1939, fece la sua prima professione ad Alba il 14/4/1941. Morì il 26 maggio 1964 a Roma. Si distinse per la sua pietà eucaristica e per la sua totale dedizione all'apostolato del servizio sacerdotale. Sorella di Fratel Celestino SSP e zia di Sr. M. Piercelestina pd.