Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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14. NOVIZIATO: NATURA - DOVERI

Predica alle Postulanti Pie Discepole del Divin Maestro nel giorno della vestizione ed entrata in noviziato.
Roma, Via Portuense 739, 24 marzo 19611

[E'] incominciato l'anno più importante della vita per voi.
Si usa fare un poco secondo il modo umano e, qualche volta, anche un po' secondo il modo mondano: grande importanza alla vestizione e meno importanza all'entrata in noviziato. E allora, per rettificare le idee, abbiamo da considerare alcune cose.
[Questo è] il giorno in cui spiritualmente, interiormente, l'aspirante comincia la vita di novizia o, meglio, la vita religiosa, poiché nella vita religiosa vi sono gli obblighi che vengono dai voti, dalla Professione, ma nell'entrare al noviziato si incominciano e l'osservanza dei voti e l'osservanza delle Costituzioni, ed è la vera vita religiosa della Pia Discepola. Poiché novizie vuol dire: quelle che sono entrate spiritualmente e cominciano ad esercitare la vita religiosa, i santi voti, per virtù, non per voto, ma per virtù. E sempre si deve praticare prima la virtù per provare se si è capaci di vivere quanto le Costituzioni stabiliscono e di osservare i santi voti. Allora, quando si è provato se si può portare quel peso, allora ci si fa l'obbligo, cioè si prende l'impegno di portarlo, prima annualmente, temporaneamente, e poi per tutta la vita. Quindi, oggi, orientare proprio tutto il vostro essere verso la Congregazione e verso il cielo. Realmente, quest'oggi, lasciate il mondo, la famiglia, gli interessi della terra e quello che poteva presentarvi il mondo, per scegliere Dio. Dio sulla terra, Dio eterna felicità.
Allora vi sono i mezzi perché venga in voi la trasfomazione e quindi la prova se vi è la forma spirituale, s'intende, specialmente spirituale, soprannaturale, ma anche naturale, per l'osservanza della vita religiosa.
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Occorre, quindi, una triplice clausura.
[Primo,] la clausura che è prescritta dalle Costituzioni e che è canonica, ed è la minima che si viene ad imporre nella famiglia vostra di Pie Discepole del Divino Maestro, e quella non ha bisogno di spiegazioni.
In secondo luogo, un'altra clausura: e cioè vi isolate pure nella convivenza con tante altre persone, cioè raccogliervi attorno alla Maestra. Essa ha la responsabilità intiera del noviziato, eccetto quelle cose che toccano la disciplina esterna della Casa. Si deve guardare ad essa come se non esistessero le altre persone nella casa. Certo che l'ideale si realizzerà. E voi dovete chiamarla1 questa grazia al Signore, in questo anno: una casa apposita per il noviziato, nella separazione dalle aspiranti e dalle professe. Ma intanto custodite moralmente questa clausura, come foste un'isola nel mare, un'isola circondata dalle acque, ma un'isola su cui vi sentite ferme, vi sentite di viver la vostra vita e, senza considerare ciò che c'è stato, ciò che ci sarà, considerare quel che è da farsi nell'anno. L'impegno è troppo grande per disperdere le forze, le attenzioni.
Terza clausura è da crearsi da voi interiormente: niente ricordi che disturbino; memorie, fatti, episodi, letture che possono disturbare; niente relazioni che possono disorientare il cuore; niente pensieri e progetti che possono distogliere la mente; tutto l'essere interno ed esterno in santa clausura per sentire Dio. Vi parlerà Dio, in questo tempo, vi parla direttamente anche, vi parla specialmente per mezzo di chi ha la responsabilità del vostro noviziato.
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Perché è importante questa triplice clausura?
E' importante perché deve venire una trasformazione di mente e di cuore e di vita, e cioè di volontà. Chiudervi nel Divino Maestro.
[Primo:] bisogna allora orientare i pensieri secondo la fede e secondo il Vangelo e secondo l'insegnamento della Chiesa.
Quest'anno acquistare un grande spirito di fede talmente che si possa, e che ciascheduna possa dirlo: Iustus ex fide vivit1 il giusto vive di fede, in modo tale che esulano e si tolgono dalla mente tutti gli altri pensieri. Dio, il cielo, la strada per il cielo, la strada della perfezione, ecco, un altro modo di pensare. Tanti ragionamenti umani si devono escludere, tanto più si devono escludere i ragionamenti che sono mondani e, per questo, aiuta anche il dominio della fantasia. Dominare la fantasia. Escludere i ricordi che non sono edificanti; poi penetrare il catechismo, penetrare la sacra liturgia e penetrare il santo Vangelo nei suoi insegnamenti.
Allora, un altro modo di pensare perché Gesù Cristo viva nella mente, diversamente non si è del Divino Maestro. Per essere del Divino Maestro: la mente.
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Secondo: raccogliere il cuore e orientarlo verso l'altro amore: Gesù Cristo, le anime, l'apostolato. Gesù Cristo, cioè, la preghiera. La preghiera liturgica in primo luogo, poi la preghiera individuale, la preghiera che avete e che è segnata nel libro delle orazioni. La preghiera. E, per questa preghiera, specialmente: l'esame di coscienza, la meditazione, la Visita al Santissimo Sacramento.
E la Visita al Santissimo Sacramento, poi, ha un'importanza particolarissima in quanto che la Pia Discepola particolarmente ha un apostolato eucaristico. E se questo apostolato eucaristico si svolge con le ginocchia piegate innanzi al Santissimo Sacramento [è] perché si orienta l'orazione verso le anime, verso la salute, la salvezza di tutti gli uomini, vuol dire che nello spirito e nei vostri desideri e sentimenti vi è presente l'umanità, presente l'umanità.
Oh, qualche volta mi è venuto in mente di dirvi: Mettetevi un mappamondo davanti agli inginocchiatoi quando fate l'Adorazione. Ma, o che abbiate il mappamondo davanti agli occhi o che abbiate il mappamondo davanti alla memoria, al pensiero, e orientato verso tutti gli uomini che camminano oggi sulla terra, è la stessa cosa, sì.
Mi hanno mandato le Pie Discepole, dal Canadà, delle immagini dove è dipinto un grosso mappamondo e sopra ci sta Gesù col dito sul Canadà. Mettetelo un po' su Roma, il centro della cristianità. Dito sopra Roma, perché è di qua che procede il governo della Chiesa; è di qua che vengono mandati i missionari in tutte le parti; e tutti, o mandati direttamente o indirettamente, o vescovi o sacerdoti o suore che siano mandati nel mondo, sempre chi manda, in realtà, è il Papa. Gli altri eseguiscono. «Andate e predicate il Vangelo a ogni creatura»1. Orientare il cuore verso Gesù, anche arrivando alla preghiera che chiamiamo affettiva, che sorpassa la preghiera vocale, e sorpassa la preghiera orale.
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Terzo: orientare tutta la volontà. Scegliere fra le occupazioni che avevate in famiglia e i programmi anche di buona vita cristiana in famiglia, scegliere: Costituzioni, le disposizioni che sono date giorno per giorno, tutto quello che costituisce e riempie la giornata, non solo, ma i voti: la povertà, la castità, l'obbedienza, le virtù religiose, le virtù morali, l'obbedienza, in modo particolare, e l'umiltà unita alla carità. E poi i santi comandamenti. Allora tutto l'essere è in Cristo: la mente, il cuore e la volontà.
— Alla vostra mentalità antecedente sostituite la mentalità religiosa della Pia Discepola.
— Al vostro cuore che non aveva ancor l'orientamento definitivo, almeno canonicamente, esteriormente, ora comincia ad avere un orientamento nuovo, totale, almeno: Gesù Cristo, le anime, l'apostolato vostro. — E poi, in terzo luogo, che Gesù Cristo viva nella volontà.
Abbracciare tutto quello che è nelle Costituzioni che vi son state date. E poi abbracciare tutto quello che forma la vita della Pia Discepola e gli apostolati e specialmente l'osservanza dei santi comandamenti. E quella osservanza è fondamentale. Poi vengono le virtù dette.
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Avete cantato il salmo che è così bello se è tradotto bene. Vedete, c'è tutto, in quel salmo che avete cantato, gli aiuti che avrete:
«Il Signore è mio Pastore». Dominus pascit me1 (v. 1). E mi mancherà nulla. Gesù prendetelo come Pastore: Dominus pascit me. Mi nutre, niente mi manca. Non vi manca niente per questa formazione che ho detto.
In pascuis virentibus cubare me facit (v. 2). Mi ha condotto ai pascoli salutari perché io posi lì e viva nella serenità, ma nel raccoglimento. Egli è il Pastore. Pecorelle docili, umili.
Ad aquas ubi quiescam, conducit me (v. 2) reficit animam meam (v. 3). Mi ha condotto alle acque salutari. E queste acque rappresentano tutto quello che vi vien dato nelle Costituzioni e nel complesso della vita di noviziato.
Conducit me. E ristora la mia anima. Disseta la mia anima. E che cosa siete venute a cercare? se non aveste questa sete della vita della Pia Discepola del Divin Maestro?
Deducit me per semitas rectas (v. 3). Mi conduce per le strade giuste. Quelle che ho indicate.
Propter nomen suum (v. 3), cioè per la sua gloria. E anche se qualche volta vengono scoraggiamenti, dubbi, tentazioni e forse anche scrupoli.
Etsi incedam in valle tenebrosa non timebo mala, quia tu mecum es (v. 4). Io non temerò le difficoltà, i dubbi, gli scoraggiamenti, la ritrosia della parte umana nel lasciarmi guidare, non temerò i mali perché, Gesù, perché Tu sei con me. E qualche volta ci vuol poi la correzione, no?
Virga tua et baculus tuus: haec me consolantur, eh! (v. 4). Il tuo bastone, la tua verga mi consolano. E in che modo consolano? Consolano per i frutti. E dice in altro luogo la Scrittura: il padre che risparmia il bastone, la verga al suo figlio, non l'ama2. Ma chi riceve bene la correzione... e ricevetele bene queste correzioni, vi porteranno consolazione. Magari la natura si risente. E siam tutti così, eh? Ma dopo, se miglioriamo, ecco le consolazioni.
Mi hai preparato una mensa (v. 5). Nutritevi di Eucarestia.
Spectantibus adversariis meis (v. 5). Cioè, i diavoli, i quali non mancheranno di tentare, ma vi è la mensa eucaristica in difesa. E dice un santo Padre: Partiamo dalla balaustra fatti diabolo terribiles: diventati forti e terribili contro il diavolo.
Inungis oleo caput meum, calix meus uberrimus est (v. 5). Qui si entra nell'intimità, la mente: caput meum. Non è un olio che va bene in cucina, questo, è un olio tutto spirituale, interiore. E poi il calice per il cuore, per la formazione del cuore, quel calice che, qualche volta, è duro a bersi. Ma Gesù l'ha accettato nel Getsemani, l'accetterete anche voi.
Benignitas et gratia me sequentur (v. 6). La misericordia di Dio, la sua grazia mi seguiranno, mi accompagneranno tutti i giorni di questa vita.
Et habitabo in domo Domini in longissima tempora (v. 6). Che vuol dire: se sarò perfetta Pia Discepola, santa Pia Discepola, osservante Pia Discepola, abiterò nella casa di Dio: sulla terra, in Congregazione, sempre; in longissima tempora, nell'eternità, in cielo.
Questo salmo va bene che venga recitato frequentemente, ma che ci sia la traduzione daccanto, che allora, con un buon commento, vi servirà per camminare rettamente.
Ora, la benedizione del sacerdote. Poi, ci sarà la benedizione eucaristica, questa sera. Intanto leggete la consacrazione del noviziato.
Adiutorium nostrum in nomine Domine. "Qui fecit coelum et terram".
Benedictio Dei omnipotentis, Patris et Filii et Spiritus Sancti, descendat super vos et maneat semper."Amen. Deo gratias".
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1 Nastro 41/a (= cassetta 91/b.1). - Per la datazione cf PM: «Incominciato l'anno più importante della vita, per voi». - dAS, 24/3/1961 (venerdì): «ha tenuto predica [il PM] per l'entrata in noviziato delle PD (una cinquantina)». dAC (cf c 118).

1 Verbo usato facilmente in Piemonte, anziché chiedere o simili.

1 Rm 1,17.

1 Cf Mc 16,15.

1 Sal 22.

2 Cf Sir 30,1.