Beato Giacomo Alberione

Opera Omnia

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III. LE BIBLIOTECHE1

 

Si vanno facendo dei catechismi sempre migliori: questa è una grande iniziativa, che meriterebbe proprio di avere più tempo e più personale per sviluppare quello che sarebbe utile. Le suore, mentre studiano, possono anche pensare ai catechismi, per diventare persone con i piedi per terra, non che volano in aria, cioè che hanno delle fantasie... Quindi si può provare qualche volta a dare il compito: scrivi, per esempio, una domanda e una risposta riguardo alla comunione, e una domanda e risposta riguardo alla confessione. In questo modo si può unire la scuola alla vita. Del resto, tutto quello che è per la vita, va preso, quello che non serve per la vita è invece bagaglio inutile.

Stasera dobbiamo parlare delle biblioteche, e un po’ della storia ecclesiastica, Storia della Chiesa. Le superiore dei nostri giorni, dei nostri tempi hanno certe difficoltà che prima non c’erano, e così le superiore di venticinque anni fa, ne avevano altre.

C’è la tendenza ad avere molte pellicole, a dare molte pellicole. E allora? State a quello che è stato detto? Quante pellicole si danno?  2. Quello che è stato stabilito dalla Casa generalizia. Le suore vogliono leggere e sta bene che si istruiscano, ma prima leggere tutto il buono, poi quello che è meno buono. Quello che non è fatto per le suore non lo si legga, perché siamo tutti già un po’ inclinati a fantasticare. La gioventù poi fantastica generalmente di più, non ha ancora provato che

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cosa sia la vita. E allora, se già si è inclinati a fantasticare, quando si legge un romanzo, quando si assiste a una pellicola un po’ sentimentale, si fa bene la comunione? Si fa bene la confessione? Si fanno bene in sostanza tutte le pratiche di pietà? La fantasia e il sentimento si volgono molto facilmente ad altro. Quindi per avere la benedizione di Dio sull’apostolato delle edizioni, sui periodici, sui nostri libri, sulla propaganda, ci si mortifichi sulle letture. E per avere le benedizioni sul cinema, si faccia qualche mortificazione riguardo al cinema, perché l’apostolato del cinema sia benedetto.

Poi in generale, questo si deve dire della radio e della tele-visione, non è vero? Il giusto uso e la giusta astinenza: ci sono tante occasioni per fare delle mortificazioni. Certo, quando parla il papa, quando c’è una funzione straordinaria, la radio e la televisione vanno bene. Mi hanno detto che avrebbero trasmesso alla televisione la Mostra di Alba3; non so poi è stato fatto.

Sapere usare e mai abusare, saper fare le astinenze. Digiuni non se ne fanno tanti… Nella scorsa settimana ci sono state le Tempora4. Quanti hanno fatto digiuno? E non lo potete fare, d’altra parte. Ma ad esempio il digiunare di non leggere un libro, non fa perdere la salute.

Tra le altre cose che per le suore divengono pericolose, vi sono i libri di psicologia. Vi è poi quella tendenza che ho dovuto confutare parlando ai sacerdoti di Alba. Ci sono opinioni per cui si dice che nella parrocchia conviene di più che ci siano dei buoni padri e delle buone madri. Quindi se c’è un buon figliuolo o una buona figliola, vogliono tenerli nelle parrocchie perché un giorno potranno essere un buon padre o una buona madre. Il papa ha confutato e condannato questa tendenza. Così il Concilio di Trento ha detto che è dogma di fede che la

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consacrazione a Dio, quindi il donarsi a Dio è superiore allo stato coniugale5.

Così dicono i parroci: dobbiamo tenere in parrocchia quella signorina che fa andare avanti l’Azione Cattolica; quel giovane o quell’uomo che fa andare avanti l’Azione Cattolica: non avremo più aiuti se vanno, se ci sfuggono, se vanno nei conventi… Ma il papa dice che vale sempre di più, e conferisce sempre più bene alla società, un’anima consacrata a Dio. E questo è nella Sacra Virginitas6. Però adesso abbiamo un’altra possibilità e cioè che una persona possa rimanere in parrocchia e consacrarsi a Dio negli Istituti secolari. Sono vere religiose e possono continuare l’azione pastorale nella parrocchia se proprio è utile, e se loro non hanno una stretta tendenza alla vita comune e a vestire un abito religioso. E quindi si risolve un poco il problema. Il papa insiste che anche i membri dell’Azione Cattolica procurino vocazioni.

Dicevo anche dei libri di psicologia. Ai nostri giorni vi è la tendenza a snaturare la morale, e perciò vari libri sono stati vietati dalla Santa Sede. Qualcuno può dire: “Hanno detto così, ma nel mio caso non vale. Quella disposizione va bene, ma nel momento attuale, nelle circostanze attuali, considerato quello che mi sembra migliore... io penso diversamente”. Questo è snaturare la coscienza. Il papa ha condannato queste opinioni, le ha condannate tutte, basta leggere per esempio, il discorso di Pio XII sull’argomento “la coscienza”7: snaturare la coscienza vuol dire che ognuno fa e pensa come gli pare. Lo mandi in un posto, ma a lui sembra meglio in un altro, e va. E così nell’accompagnarsi con questa o quella persona...

Poi, quanto ai libri di psicologia, sono come i romanzi, c’è qualche cosa di buono. Per esempio, il libro Il lavoro intellet-

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tuale 8, è buono per imparare a studiare, e a volte riconosciamo che se avessimo letto quel libro, avremmo studiato in una maniera diversa, con più frutto. Ma questi libri di psicologia, bisogna prenderli per il loro verso e applicarli al caso opportuno, al caso giusto e non ad altri. Fra questi libri di psicologia ve ne potranno essere una decina che possono essere letti dalla suora: Il governo di sé stesso, in quattro volumi9; Il lavoro intellettuale, poi uno o due libri di psicologia, specialmente per conoscere bene i caratteri, perché nell’Istituto non si introducano persone strane. Alle volte sembrano caratteri buoni, e poi per ereditarietà o per costituzione fisica, dopo un po’ si di-mostrano caratteri orgogliosi, un po’ isterici… Soprattutto chi deve guidare le postulanti oppure le novizie deve conoscere questi due libri che sono stati indicati sul San Paolo10. Anche la Santa Sede ha mandato delle circolari perché si faccia attenzione ai caratteri.

Ma quasi tutto il rimanente non è adatto alle suore. Ci sono alcuni libri che dobbiamo dare a chi ne ha bisogno: alla mamma per il bambino, ad esempio.

Ci sono però due inconvenienti grossi, uno è questo: il soprannaturale, lo spirituale, la preghiera, la mortificazione sono messi da parte; si educa con delle norme, con dei principi di psicologia, con il lasciare ai fanciulli una libertà molto larga. E cosa si fa? Ma l’educazione è segnata nel Vangelo, secondo il modo con cui fu educato Gesù a dodici anni, il modo con cui Maria ha trattato con Gesù. E poi c’è tutta la tradizione che ci presenta quei santi educatori che hanno fatto dei santi; questi contano.

Che sono tutti questi surrogati? Surrogati che non fanno del bene. Quindi attenersi all’educazione tradizionale. Se vi è qualche cosa di buono e di utile, generalmente viene segnalato nelle circolari interne, e siamo anche piuttosto abbondanti

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nell’abbracciare ciò che di modernità ci presenta il progresso attuale.

Non dare una soverchia importanza allo stato dello spirito, al sentimento del momento. Cosa sono allora le Costituzioni? Non raccogliamo tutto. Parlando di un’altra cosa, il papa ha fatto fare un monito agli insegnanti di Scrittura, che a volte la interpretano senza il consenso della Chiesa, quasi siano protestanti11. Quel “Monitum”, è stato pubblicato sull’Osservatore ma in latino perché possano capire quelli che hanno bisogno di capire. Adesso vengono interpretati un po’ tutti i comandamenti, tutte le Costituzioni da certe teste che non hanno voglia di obbedire. Finché la Chiesa non dice diversamente, camminiamo sulle rotaie della Chiesa. Si sente dire: “Non mi sento disposto a obbedire... non mi sento disposto a confessarmi, ad accettare quell’ufficio…”. Chiunque può dire: “Adesso non ne ho voglia, sto meglio a letto…” e magari una si alzerebbe alle cinque, l’altra alle otto, e poi qualcuna si farebbe portare il caffè a letto.... Eh, andiamo... Stiamo alle cose giuste, alle leggi chiare da osservare oggettivamente finché non viene un altro Gesù Cristo a insegnarci diverso. In sostanza, vi dico quello che dice san Paolo: «Se verrà anche un angelo dal cielo a dirvi diverso da quello che vi ho insegnato, non gli credete»12. E lo ripete, mi pare, tre volte nella lettera ai Galati, perché c’era stato qualche predicatore che predicava diverso. Voi prendete il buono, fate come quando si mangiano i polli: si mangia la carne e si buttano via le ossa... Bisogna prendere il buono13.

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1 Istruzione tenuta a Grottaferrata (RM) il 26 settembre 1961 in occasione del Corso di aggiornamento per le superiore dell’Italia Centrale. Trascrizione da nastro: A6/an 140a = ac 219a. L’istruzione è intercalata da vari interventi che non sono stati riportati.

2 Risposte dall’assemblea, non percepibili.

3 Nei giorni 10-17 settembre 1961, ad Alba, si svolse una settimana vocazionale in onore del 50° di sacerdozio di Mons. Carlo Stoppa, vescovo di quella diocesi. Le Figlie di San Paolo contribuirono anche con una mostra vocazionale realizzata in collaborazione con le suore Apostoline.

4 Le Quattro tempora sono tre giornate poste all’inizio delle quattro stagioni, legate alla santificazione del tempo. Nel rito romano della Chiesa cattolica, sono ancora destinate a invocare e a ringraziare la provvidenza di Dio Padre per i frutti della terra e per il lavoro dell’uomo.

5 Cf Pio XII, Sacra Virginitas, 25 marzo 1954, in Enchiridion delle Encicliche,

vol 6, 1016, p. 877.

6 Cf Pio XII, Sacra Virginitas, 25 marzo 1954, in Enchiridion delle Encicliche,

vol 6, 1024, p. 881.

7 Cf Pio XII, L’educazione della coscienza, 23 marzo 1952, e Una nuova morale, 18 aprile 1952, in Insegnamenti pontifici, vol. 3, Edizioni Paoline, Roma 1957, 576-587, pp. 455-461, e nn. 588-595, pp. 462-466.

8 Guitton Jean, Il lavoro intellettuale, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 1996, 13a Edizione, pp. 156.

9 Il titolo menzionato fa parte della collana Enciclopedia di psicologia e pedagogia diretta da Valentino Gambi ssp e da Licinio Galati ssp (1924). L’edizione dei libri di Antonin Eymieu (1861-1933) comprendeva quattro volumi editati dalle Edizioni Paoline di Roma nel 1958.

10 Cf SP Luglio 1961, p. 2, RA Luglio 1961, p. 2.

11 Monito promulgato da papa Giovanni XXIII (1881-1963) con il consenso della Pontificia Commissione Biblica il 20 giugno 1961. Cf L’Osservatore Romano, 22 giugno 1961, p. 1. Cf AAS 53 (1961) 507.

12 Cf Gal 1,8.

13 Segue un dialogo di Don Alberione con l’assemblea nel quale commenta in modo molto discorsivo alcuni elementi di quanto già detto.